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I viaggi dell'Anto

i viaggi non finiscono mai

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Al muro del pianto di Gerusalemme per pregare

Il muro del pianto di Gerusalemme è il luogo Sacro della religione ebraica.

Conosciuto anche come muro occidentale, si dovrebbe in realtà chiamare muro della preghiera dato che gli Ebrei, da più di mille anni, vi si recano per pregare con una devozione fervente.

un ebreo in preghiera al muro del pianto
Ph Pixaby

perchè muro “del pianto”

la storia del muro

Quello che conosciamo come muro del pianto, è quel che resta del secondo Tempio di Gerusalemme distrutto dai romani nel 70 d.c. e mai più ricostruito.

Il primo, il Tempio di Salomone, era stato invece distrutto dal re babilonese Nabucodonosor costringendo gli Ebrei a 40 anni di esilio nel deserto.

La spianata delle moschee a Gerusalemme

Il luogo è sacro. Qui si trova la roccia su cui Abramo era pronto a sacrificare suo figlio a Dio ed è qui che Giacobbe sognò la scala che sale al cielo.

Oggi la roccia di Abramo si trova sotto alla Moschea Al-Aqsa (la grande) e gli ebrei non vi hanno accesso, ma il muro è il luogo più vicino al cosiddetto “Sancta Sanctorum” ed è per questo sacro.

ebrei in preghiera nel tunnel che porta al muro del pianto

le lacrime del muro

Secondo il Talamud (il testo Sacro), quando il Tempio fu distrutto, si chiusero tutti i cancelli del Paradiso tranne quello delle lacrime.

Al muro gli Ebrei piangono ancora la distruzione del Tempio e piangono la loro diaspora mescolando le lacrime alla terra e baciando le pietre.

Il muro è al tempo stesso simbolo di devastazione e di speranza. Anche se il Tempio non ci sarà più, la presenza divina resterà comunque in questo luogo, emblema del popolo ebraico che – come scritto nella Genesi – non sarà mai distrutto.

le preghiere al muro del pianto

le preghiere del muro

Davanti al muro del pianto , pronta ad infilare il mio bigliettino scritto fitto, tra le fessure delle pietre, mi sono sentita emozionata e intimorita.

Osservavo le persone accanto a me, pregare con tutto il corpo.

Gli uomini in piedi, le mani giunte all’altezza del cuore, il capo coperto dalla kippah per essere sotto la protezione di Dio. Le donne a volte sedute ma sempre a capo coperto.

Durante la preghiera gli ebrei, il viso rivolto verso il muro, ondeggiano continuamente con il busto come se facessero degli inchini e mormorano a voce alta le loro invocazioni.

biglietti con le preghiere nelle intercapedini delle pietre del muro occidentale di Gerusalemme
i bigliettini con le preghiere infilati tra le intercapedini del muro

Questo oscillare del corpo rappresenta la fiammella dell’anima che entrando in comunicazione con Dio, non può restare ferma ma arde continuamente.

Avrei voluto essere capace anch’io di pregare così.

Il muro del pianto è un luogo di preghiera per tutte le Nazioni della Terra. Ognuno può meditare, pregare, e lasciare nelle intercapedini dei sassi, la propria preghiera scritta su un foglietto.

la cupola della moschea Al Aqsa di Gerusalemme

le donne del muro

Dopo che gli Ebrei riconquistarono Gerusalemme nel 1967 con la Guerra dei sei giorni, gli ultraortodossi decisero di separare le zone di preghiera tra uomini e donne così come avviene nelle Sinagoghe.

Col passare degli anni lo spazio occupato dagli uomini si è sempre più allargato a discapito di quello delle donne, tanto che nel 1988 le Donne del muro” fondarono una Ong per combattere questa discriminazione.

Finalmente nel 2016 venne creata una zona dove uomini e donne possono pregare insieme e anche le donne possono indossare lo scialle della preghiera che prima era riservato agli uomini.

Spesso, purtroppo, le donne che pregano in questa sezione del muro vengono contestate e insultate dagli ebrei ultraortodossi. Sembra incredibile ma le più accanite avversarie di questa apertura sono proprio le donne!

un ebreo ortodosso si reca al muro del pianto per pregare

l’ immagine del muro

Il muro del pianto è un luogo mistico, capace di affascinare e coinvolgere anche i non ebrei, o coloro che non credono.

Mi piace pensare che, per una volta, si parla di un muro che non divide ma semmai unisce.

Unisce gli ebrei che anche da esiliati cercano di arrivare a Gerusalemme per un’ultima preghiera. E unisce le tre religioni monoteiste per le quali Gerusalemme è ugualmente sacra.

cristiani ortodossi a Gerusalemme

In uno spazio relativamente piccolo come la Spianata delle Moschee si concentrano i luoghi fortemente simbolici delle tre religioni, Cristiana, Mussulmana ed Ebraica e la convivenza, lo sappiamo, è spesso molto difficile.

L’immagine che vorrei perciò lasciare a conclusione del mio articolo risale ad alcuni anni fa (2014) ed è quella bellissima e commovente dell’abbraccio davanti al muro tra il Papa, il Rabbino e lo Sceicco.

l'abbraccio tra il papa, il Rabbino e lo Sceicco davanti al muro del pianto di Gerusalemme nel 2014

“Nessuno strumentalizzi per la violenza il nome di Dio, lavoriamo insieme per la giustizia e per la pace”

(Papa Francesco)

52 Replies to “Al muro del pianto di Gerusalemme per pregare”

  • Anche durante un momento di così grande interiorità le donne sono discriminate. A cosa serve dunque la preghiera, se poi le cattive azioni partono dal muro stesso? Bellissimo articolo, anche io da non credente mi sentirei in soggezione dinanzi ad un emblema religioso di cosi’ grande importanza.

    • Purtroppo non è la religione in sé (parlo di quella Cristiana) a discriminare le donne, ma l’uso che ne hanno fatto e ne fanno ancora gli uomini. Dobbiamo continuare a lottare per far valere dei diritti che dovrebbero essere già acquisiti

  • Che luogo di eccezionale valore storico! Non ci sono mai andata, ma mi piacerebbe molto visitare la Terra Santa. Proprio due sere fa ho visto Ulisse che parlava proprio di Gerusalemme e di questo posto, una storia antica come l’umanità

  • Ho avuto l’occasione di visitare Gerusalemme e quindi il Muro del Pianto nell’estate del 2012 insieme ai miei genitori e a mia sorella. Un luogo incredibile dove mi piacerebbe molto tornare… sicuramente vivrei il viaggio in maniera diversa (forse più matura, visto che all’epoca ero una teenager e non mi ero soffermata su alcuni aspetti di questo popolo).
    A quando risale Antonella questo tuo viaggio in Israele? Sei andata insieme ad un tour organizzato?

    • Il viaggio è di qualche anno fa e, come te, ci tornerei volentieri per approfondire degli aspetti con una maturità diversa. Era in quel caso un viaggio organizzato ma credo non sia difficile andarci da soli

  • Non ti nego che leggendoti mi è veramente venuta la pelle d’oca. Il muro è un simbolo dal valore incredibile. Trovo assurdo che nonostante il suo significato ancora si cerchi di usarlo come divisione invece che come unione. Spero di andare di persona prima o poi ma al momento non mi sento pronta.

    • La situazione è veramente difficile in quella zona, non solo per il muro e non solo per quel muro. Il valore simbolico e spirituale della preghiera al muro invece è davvero intenso e supera ogni divisione

  • Premettendo di non essere religiosa né credere in nessun Dio, ti ho letta con interesse ed emozione. Il modo in cui scrivi del muro, traspare una forte fede che ti confesso mi ha scossa in modo positivo.

    • Grazie Veronica,davanti al muro credo che ogni preghiera giunga al cielo perchè è un luogo veramente mistico

  • L’ultima foto, con l’abbraccio dei tre capi religiosi, è quella che mi porterò nel cuore ripensando a questo bellissimo post. Grazie di averlo scritto.

  • È un luogo che mi ha affascinata da sempre, sia per il suo valore religioso (anche se non sono credente) sia per la sua storia, non tanto del muro stesso ma della zona. Mi piacerebbe andare per vedere tutto questo con i miei occhi, anche se tu hai descritto benissimo e raccontato molto bene come fai sempre! 🤗

    • Grazie Ilaria, andando di persona si capiscono davvero tante cose sulla storia e le contraddizioni di questa terra tanto bella, tanto sacra e purtroppo tanto martoriata

  • Io sono agnostica, eppure ammiro la fede e chi la possiede. Questo luogo così denso di significato e di storia, così cruciale, assume sicuramente un significato più profondo per chi ha fede. Deve essere un’esperienza unica.

    • Hai colto il senso, Virginia, il viaggio in Terra Santa ha molto senso se si ha fede oppure se si vuole in qualche modo ritrovarla perchè gli spunti di meditazione sono tanti

  • Un messaggio bellissimo e a cui tengo molto è quello che hai voluto dare al tuo articolo e al muro del pianto. Un luogo di unione e non di divisione ed un luogo di distruzione e speranza al tempo stesso. La preghiera ci aiuta proprio a fare questo mantenere la speranza e a volte sfogarci con un pianto, mantenendo viva la fede.

  • Ho un po’ di paura a dirlo, perché l’ultima volta che avevo comprato i biglietti per Israele anni fa, poi sono stata costretta a cancellare il viaggio. Ora ci ho riprovato e quindi – incrocio tutte le dita che ho a disposizione – a ottobre sarò a Gerusalemme. Sono veramente felice e le tue parole mi hanno già portata là, davanti a tanta bellezza.
    Magari ti scrivo nelle prossime settimane se mi viene qualche dubbio 😉

  • Pur non professando alcuna religione rispetto tantissimo i luoghi di culto..è proprio vero, ognuno ha la sua storia e per tale deve essere rispettato! Per questo spero di visitare Gerusalemme prestissimo!

    • Il fatto che Gerusalemme sia sacra per le tre religioni monoteiste la rende particolarmente mistica, sicuramente per chi ha fede assume un significato particolare ma è comunque una città straordinaria

  • Ci sono stata anch’io alcuni anni fa, mi aveva colpito molto questa discriminazione verso le donne, credo che ogni religione, se estremizzata, abbia un che di ingiusto.

  • La Terra Santa è una delle mete a cui ambisco da tempo. Il tuo post è molto interessante, ricco di storia e cenni della tradizione che non conoscevo.

  • Ecco, mi mancava l’informazione che ora ci possa essere una zona mista, dove uomini e donne stanno assieme. Hai avuto difficoltà a livello di vestiario? Da quello che so, le donne che seguono l’ortodossia non possono portare pantaloni. Lì ti hanno fatto problemi?

    • le ebree ortodosse non portano i pantaloni e le gonne devono arrivare al polpaccio, per i turisti nessun problema purchè l’abbigliamento sia decoroso ma ero in pellegrinaggio quindi… gli uomini al muro devono indossare la kippah c’è pieno di venditori

      • Sapevo delle gonne ma me lo chiedevo, per l’appunto, per i turisti. A me è capitato, in zone ortodosse e non solo ebraiche, che mi facessero cambiare o vestire in maniera diversa.

        • credo che la maggior parte delle donne turiste avesse i pantaloni quindi non ci sono stati problemi almeno al muro.

          • Gli ultraortodossi sono tollerati a stento dagli israeliani laici proprio per i loro comportamenti di chiusura. Quando ero andata avevo effettuato la visita guidata alla parte sotterranea del muro ed era stato molto interessante. Non ho provato però fede o misticismo, anzi proprio la visita a Gerusalemme e ai luoghi sacri di Israele mi ha resa ancora più scettica verso le religioni

          • Come in tutte le religioni gli estremismi sono da evitare, snaturano il vero concetto di religione

  • ho visto diversi documentari su questo luogo ma non ne sono attirata per nulla, purtroppo faccio parte della categoria del pensiero che il credo lo hai dentro e non vi è necessità di recarsi in un luogo

    • Concordo con te che la fede è dentro di noi, che dobbiamo esser capaci di trovare Dio in tutte le cose. A volte un luogo di culto è un modo per concretizzare un concetto molto astratto. Inoltre il muro ha un valore storico, archeologico e culturale che merita una visita.

  • Uhhhhhhh quanto bel verde acqua…. vorrei rimanere ore in questo blog!
    Gerusalemme ci attira tantissimo, purtroppo non abbiamo ancora trovato l’occasione per visitarla ma è senz’altro una meta imperdibile, che tocca la sensibilità di ognuno a prescindere dalla fede.

    • ah ah Grazie, il verde è un colore rilassante! Gerusalemme è una città strabiliante che conquista molti viaggiatori

  • È davvero un luogo speciale che merita di essere visitato immagino quante emozioni avrai provato. Sia per la storia che per la religione

    • Emozioni fortissime ne ho provate durante tutto il viaggio in Terra Santa, il muro in particolare mi ha fatto pensare

  • Non sono una persona particolarmente credente, anzi, quasi per nulla, però credo che certi luoghi siano in grado di trasmettere a chiunque una spiritualità al di là dei confini religiosi e delle nazionalità.
    Mi piacerebbe moltissimo visitare questo luogo così simbolico e ti ringrazio per aver condiviso in maniera così sentita l’atmosfera che hai respirato 🙂

  • Ho letto con molto molto interesse il tuo articolo. Ti dico la verità non ricordavo bene la storia del Muro del Pianto, non ricordavo che lì una volta c’era un tempio, poi andato distrutto.
    E’ bello scoprire la storia di certi luoghi così importanti.
    Penso che un viaggio in Terra Santa, sia un viaggio spirituale, un viaggio anche interiore. Un viaggio a cui bisogna essere preparati e pronti.

    • Hai perfettamente ragione, la Terra Santa non ha molto di turistico, il significato vero è interiore

    • Il muro e Gerusalemme sono luoghi simbolo al di là di ogni credo, penso che ognuno trovi in quel posto un’occasione per meditare

  • Ecco un luogo che vorrei visitare di persona! Un luogo di grande importanza, con un significato che va al di là di ogni credo religioso e di ogni convinzione. L’ultima fotografia del tuo articolo è davvero emozionante!

  • Io penso che i luoghi si impregnino delle vite che ci passano dentro, dei sentimenti forti delle persone che vi soni padsate. E penso che il muro è anche fisicamente impregnato di milioni di lacrime, di baci, di speranze e dolori di tanti uomini e donne per millenni, che qui hanno affidato a Dio le loro preghiere. È questo essere impregnato di umanità che lo rende immensamente sacro.

  • Più persone mi hanno detto che trovarsi di fronte al muro è davvero commovente e tu con questo articolo me ne hai dato L ennesima conferma.
    A dir la verità ho un po’ timore a visitare questi posti, ma credo che prima o poi dovrò farlo perché sarà incredibile.

    • Bisogna essere preparati interiormente, secondo me, per un pellegrinaggio in Terra Santa. Davanti al muro… succede…

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