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I viaggi dell'Anto

i viaggi non finiscono mai

I viaggi dell'Anto

Charleston e Savannah: le bellezze del Sud

Proseguiamo il nostro viaggio on the road nel Deep South alla scoperta di Charleston e Savannah, due vere bellezze del Sud,

Siamo partiti da Atlanta, dopo le deviazioni di  Juliette per assaggiare i famosi pomodori verdi fritti e Jonesboro in casa di Rossella O’Hara, 

Charleston, un giardino in Chalmer's Street

Charleston, South Carolina

carrozzelle per un tour di Charleston

Per visitare Charleston, abbiamo scelto di alloggiare al Town & Country Inn, a una decina di chilometri dal centro della città in modo da evitare il traffico mattutino in uscita il giorno della partenza.

Durante il nostro viaggio abbiamo dormito spesso in hotel delle grandi catene internazionali, un pò anonimi ma sempre puliti e con prezzi ragionevoli e spesso in posizioni ottimali per il nostro percorso.

In alcuni casi abbiamo invece alloggiato in B&B e Hotel di Charme a Natchez per esempio, , che ci hanno permesso di assaporare l’atmosfera del luogo e conoscere meglio le tradizioni e le abitudini. 

Un pò di storia

fontana in ghisa all'interno di un cortile di Charleston

La prima colonia

Charleston fu fondata intorno al 1680 da un gruppo di nobili inglesi fedeli al re Carlo II che, proprio in suo onore, la battezzarono Charles Towne.

Il suo porto divenne molto trafficato e  la colonia si arricchì grazie alla coltivazione del riso e ai numerosi commerci che portarono anche nuovi abitanti dall’Europa, soprattutto dalla Francia.

entrata di una dimora storica di Charleston

Le bellissime dimore storiche testimoniano questo periodo di splendore. Dopo la Rivoluzione Americana e l’abbandono degli inglesi nel 1782, la città venne ribattezzata Charleston.

Quando Abramo Lincoln divenne presidente, la Carolina del Sud votò per la Secessione. Proprio dal Fort Sumter, nel porto di Charleston, vennero sparati i primi colpi di cannone che diedero origine alla Guerra Civile, il 12 Aprile 1861 . 

l'edificio del French Market
Market Square

Dopo la Guerra di Secessione

Al termine della guerra e quindi con l’abolizione della schiavitù, le piantagioni divennero meno redditizie e la città perse la sua importanza.

Oggi resta la bellezza unica della sua architettura e dei suoi giardini-.

Nel mese di Giugno di ogni anno qui si tiene l’edizione americana del Jazz Festival di Spoleto.

A Charleston si tiene l'edizione americana del Festival di Spoleto

La città

Parcheggiamo l’auto nei pressi del Visitor Center – 375 Meeting Street – raccogliamo alcune cartine e informazioni utili e approfittiamo della navetta gratuita che parte proprio da li per raggiungere il Downtown di Charleston.

King Street  è la strada che attraversa la città da Nord a Sud. Lungo il suo percorso si trovano numerosi ristoranti e negozi.

All’incrocio con Broad Street c’è il  4 Corners of Law. Si chiama così perché agli angoli si trovano gli edifici della “legge”: il Municipio, il Tribunale della Contea, quello  Federale e la Chiesa Episcopale di St. Michael, con il  piccolo cimitero.

cimitero di Charleston

Nella parte meridionale della penisola – a Sud di Beaufain Street fino alla Battery – si concentrano le dimore antebellum, cioè quelle anteriori alla Guerra di Secessione.

dettaglio di un bellissimo porticato in legno
una casa antebellum col porticato in legno

Charleston è una città bellissima con un fascino d’altri tempi. Il modo più bello per visitarla è passeggiare pigramente  lungo le strade perdendosi ad ammirare la vegetazione lussureggiante dei giardini e la bellezza delle dimore storiche, godendosi il clima mite e l’allegria della gente.

Ci lasciamo prendere dal ritmo lento del Sud e ci godiamo questa splendida giornata.

Il mercato degli schiavi

Purtroppo la storia di Charleston è anche  indissolubilmente legata alla schiavitù. Il suo porto era strategico per la tratta degli schiavi provenienti dall’Africa che venivano messi all’asta al mercato nel centro cittadino.

Dedichiamo la mattinata alla visita dell’ex Mercato degli Schiavi, oggi divenuto museo.

l'entrata del Mercato degli schiavi di Charleston.
l’entrata del Mercato degli schiavi

L’Old Slave Mart Museum – 6, Chalmers Street – è ospitato  esattamente nel luogo in cui fino al 1865 i neri arrivati dall’Africa venivano messi all’asta e venduti con inumana crudeltà.

Una grande mappa posta all’entrata mostra quali erano le tratte che le navi negriere seguivano dall’Africa, dove avvenivano le deportazioni, fino al porto di Charleston,  uno dei più importanti degli Stati Uniti.

E’ impressionante vedere come sulle navi le persone venissero caricate come merci, distese su più livelli per ottimizzare al meglio lo spazio disponibile.

In molti morivano durante la traversata, per inedia, maltrattamenti e suicidio.

Quelli che superavano l’inferno del viaggio, che poteva durare anche sei mesi, una volta arrivati venivano lavati, vestiti e unti con olio per essere messi all’asta .

l'ex mercato degli schiavi a Charleston

La schiavitù

Nelle teche del museo possiamo ancora vedere i bandi ufficiali delle aste   che parlano di “lotti” di negri, ne descrivono l’età, le condizioni fisiche e le capacità lavorative con veri e propri listini.

Le famiglie venivano smembrate senza tenere conto dei legami di sangue. I figli, anche piccoli, erano separati dalle madri e venduti a proprietari diversi.

Troviamo esposti anche alcuni reperti come i ceppi per le gambe, le fruste, le catene e i collari appuntiti.

Nel 1808 l’importazione degli schiavi venne ufficialmente vietata, ma i proprietari delle piantagioni che necessitavano di mano d’opera a costo zero, proseguirono il commercio dei neri che si trovavano già sul suolo americano favorendo e forzando  gli accoppiamenti tra i soggetti più forti e sani. 

Particolarmente toccanti sono alcune lettere scritte dagli schiavi ai loro padroni.

Quella che mi ha fatto  veramente commuovere era di un uomo che supplicava il padrone di comprarlo per potersi unire a sua moglie. Garantiva di essere buono, di lavorare sodo e di non creare problemi.

Un video con l’intervista all’ex schiavo Elija Green ci permette di ascoltare la  viva voce di chi ha vissuto quella terribile esperienza.

locandina dell'asta degli schiavi

Esco duramente provata da questa visita. Mi chiedo come sia stato possibile anche solo pensare che il colore della pelle potesse essere interpretato come segno di inferiorità, di mancanza di cuore e cervello.

La crudeltà perpetrata per secoli da uomini verso altri uomini con punte di efferatezza e cattiveria fini a se stesse, va a di là della  mia capacità di sopportazione. Mi vergogno profondamente per quello che siamo stati capaci di fare noi bianchi. Addirittura in nome di Dio. 

Ammirando le dimore antiche del centro

eleganti decori in ferro battuto sulle balconate

Le carrozze che percorrono i bellissimi viali ombreggiati e le stupende case anteguerra con i portici in legno e le immancabili sedie a dondolo ci catapultano nel passato di questa affascinante città.

Proseguendo lungo Chalmers Street, col suo bel  pavimento acciottolato, troviamo la Pink House che pare essere la dimora più antica di Charleston.

una via di Charleston dopo la pioggia

Non possiamo perderci una visita al Charleston City Market – 188 Meeting Street – dove gli artigiani gullah intrecciano i loro bellissimi cesti di foglie di palma.

I Gullah discendono dagli schiavi africani che, anche dopo l’abolizione della schiavitù, riuscirono a mantenere le loro tradizioni linguistiche e culturali. .

la galleria che ospita il City Market
l’entrata del City Market

Per una nota di colore, sotto alla grande casa doganale, la Old Exchange & Provost Dungeon – 122 Bay Street – si cela una segreta in cui venivano rinchiusi i pirati.

La Rainbow Row

Rainbow row Charleston

Il tratto finale della stessa Bay Street è conosciuto como Rainbow Row famosa in tutto il mondo per la sua fila di case dai colori pastello.

Il lungofiume

Ci prendiamo il tempo per una piacevole passeggiata al Waterfront Park,  un grande spazio verde sulle rive del fiume Cooper ricavato negli anni ’80 dal recupero della vecchia zona portuale.

Domina il giardino una grande fontana che rappresenta una palma, simbolo del South Carolina.

Sul lungo molo, ornato dal gazebo, i romantici dondoli in legno invitano alla sosta per godersi la brezza e ammirare il paesaggio.

il molo con un elegante gazebo

La punta sud della penisola di Charleston è la  Battery.

 Vale veramente la pena arrivare fin qui, ammirare le bellissime querce di White Point Gardens – 2, Murray Blvd –  dai cui rami penzolano grappoli di muschio spagnolo e passeggiare tra statue di eroi e cannoni della Guerra Civile. 

 Lo spanish moss, o muschio spagnolo, è in realtà una pianta  che si chiama tsillandia, e cresce sugli alberi dando loro questo aspetto frondoso e caratteristico.

giardini ombreggiati a Charleston

Mi sono subito innamorata di queste querce così romantiche che ci accompagneranno a Charleston e Savannah e nei prossimi giorni qui nel Sud. 

Lungo Battery Street ammiriamo delle bellissime case coloniali fatte costruire tra il 1800 e il 1900 da ricchi proprietari delle piantagioni di cotone della zona.

Davvero degne di nota la Roper House con le sue colonne in stile greco e la John Ashe House.

Gli stili sono diversi, dal Greek Revival all’Italiano, al  Georgiano, con il comune denominatore delle verande in legno con invitanti sedie a dondolo sulle quali non è difficile immaginare ottocentesche signore in crinoline che sorseggiano la loro limonata ghiacciata!

tipica casa antebellum del Sud con le colonne in stile greco e il portico

Ho letto molti romanzi, è vero, e visto molti film, ma questo è proprio il Sud che mi immaginavo.

Proseguendo sul lungomare si può vedere da lontano l’isola pentagonale su cui sorge Fort Sumter, roccaforte confederata i cui cannoni diedero inizio alla  Guerra di Secessione. 

la facciata di una casa con eleganti colonne in stile greco
una delle eleganti case della Battery

Mount Pleasant

Mount Pleasant

Al tramonto ci spostiamo a Mount Pleasant, sulla sponda opposta del fiume Cooper.

La zona è molto verde e silenziosissima rispetto al vociare di Charleston.

Lungo un piccolo porto canale ci sono numerosi ristoranti , ne scegliamo uno e ci godiamo la vista delle barche  e la cena con cucina tipica del Sud.

barche lungo il canale al tramonto

Domani partiremo per Savannah, con una tappa a Beaufort, una deliziosa piccola località nota per le stupende case antebellum perfettamente conservate.

Savannah, Georgia

Poco prima di arrivare a Savannah facciamo sosta nella Isle of Hope per visitare la famosa Wormsloe Plantation.

Il momento è perfetto, siamo al tramonto e non c’è quasi più nessuno lungo lo splendido viale.

Wormsloe Plantation

il bellissimo viale di querce della Warmsloe Plantation vicino a Savannah

Il viale di accesso è spettacolare: 400 vecchie querce della virginia piantate a distanza regolare intrecciano i loro rami ornati di muschio spagnolo a formare una galleria verde lunga 2,5 chilometri.

Al termine del viale si trovano i resti del fortino di Noble Jones, uno dei fondatori della colonia della Georgia nel 1733.  La casa padronale – non visitabile – è tutt’ora abitata dai discendenti della famiglia.

paludi intorno alla Wormsloe Plantation di Savannah

A Savannah dormiamo all’Hotel Indigo – 201 W. Bay Street – un ex magazzino del caffè recentemente riconvertito in boutique hotel che  si trova in posizione centralissima a due passi dal lungofiume.

Savannah: una storia con radici profonde

Savannah, Georgia

Ben prima dell’arrivo degli europei nel 1500, le paludi di Savannah erano abitate dai nativi Creek. Con questa tribù di indiani negoziò il Generale James Edward Oglethorpe quando nel 1733 fondò la colonia inglese della Georgia, così chiamata in onore del re Giorgio II.

Il compito non era facile: bisognava governare la popolazione, fare in modo che ci fossero medicine, cibo, alloggi, fronteggiare i nativi, sopportare il caldo terribile, l’umidità, le piogge e le zanzare. Ma il visionario Oglethorpe non si perse d’animo e con l’aiuto degli immancabili schiavi disboscò la foresta e gettò le basi della città.

anche a Savannah numerosi tours si fanno in carrozzella, noi li abbiamo evitati

Dopo quasi 300 anni l’elegante progetto che il fondatore della Georgia aveva sognato per Savannah continua a resistere e a incantare.

Gli edifici del XIX secolo e quelli successivi, costruiti secondo il progetto  originale di Oglethorpe fanno di Savannah una bellezza urbana  superlativa e davvero unica in America.

i bei giardini di Savannah

Le piazze di Savannah

il piano urbanistico di Oglethorpe divide la città in blocchi con le strade che si incrociano perpendicolarmente a formare 24 bellissime piazze allegre e colorate.

per il nostro tour disdegniamo anche qui  le carrozze e i tram turistici, percorrendo a piedi  Bull Street che ci porta dritti alla famosa fontana di Forsyth Park.

la mappa della nostra passeggiata per il centro di Savannah

Le cinque piazze che incontriamo ci aiutano a ripercorrere la storia di Savannah e degli Stati Uniti.   I nomi sono quelli dei Presidenti e al centro ci sono statue di personaggi importanti che ci ricordano la durezza della guerra e la tristezza della schiavitù.

Johnson Square è l’ ex recinto degli schiavi: poteva contenerne fino a 250.

 A Wright Square ogni primo martedì del mese si svolgeva l’asta degli schiavi mentre la gigantesca statua di bronzo del Genrale Oglethorpe di Chippewa Square  passa in secondo piano rispetto alla famosa panchina del film Forrest Gump.

la panchina di Forrest Gump a Savannah

E poi Madison Square,con la casa dove alloggiò il Generale Sherman durante la Guerra di Secessione,  e Monterrey Square  famosa per la Mercer-Williams  House in cui si svolsero i fatti narrati  nel  film “Mezzanotte nel giardino del bene e del male“.

l'entrata di una dimora storica di Savannah con le colonne in stile greco

Attraversiamo Jones Street bordata da splendide querce con lunghi grappoli di muschio e arriviamo a Forsyth Park, cuore e anima di Savannah.

La spettacolare fontana in ghisa al centro della piazza è uno dei luoghi più fotografati di questa romantica città

La vegetazione è lussureggiante: palme, agapanti, gelsomini profumanti ma soprattutto loro, le querce secolari con i rami ricoperti di tsillandia  che  sfiorano il suolo,  come l’enorme Candler Oak che ha più di 300 anni.

la bella fontana di Foryth Park
la fontanta di Forsyth Park

Seguiamo il nostro percorso per risalire lungo Abercorn Street costeggiando il Colonial Park Cemetery. Qui riposano i primi abitanti della città,  perdendoci ad ammirare le bellissime costruzioni antebellum, ognuna con la sua storia e la sua peculiarità.

una romantica coppia nei giardini di Savannah

 

Passeggiata lungo il fiume

Savannah è una città davvero piacevole; forse (ma solo forse), meno elegante di Charleston ma molto vivace, ospitale e animata. 

lungo il fiume

Il lungofiume, River Street, è particolarmente affascinante per la bella prospettiva sul Savannah River e i vecchi magazzini in mattoni riconvertiti in ristoranti e negozi.

ex magazzini recuperati lungo il Savannah River

Diversi monumenti e targhe celebrano la città e i suoi abitanti.

La statua della Waving Girl è dedicata ad una donna che passò la vita in un faro agitando un foulard di giorno e una lanterna di notte al passaggio di ogni nave.

L’African-American Monument  rappresenta una famiglia afroamericana con le catene della schiavitù spezzate ai loro piedi.L’iscrizione, tradotta e riassunta, dice più o meno così . ” ..siamo stati strappati dall’Africa caricati sulle navi dove abbiamo sofferto e siamo morti insieme ad altri schiavi….. Adesso ci siamo rialzati insieme con fiducia e anche con gioia…”

un ragazzo in pausa sul retro di un ristorante

Lungo la E. Bay si trova la Savannah Cotton Exchange,  a ricordare il periodo in cui la Georgia era il maggior produttore di cotone degli Stati Uniti. Nelle piantagioni lavoravano duramente centinaia di schiavi.

Purtroppo la bellezza e la prosperità delle bellissime Charleston e Savannah è legata alla triste pagina della schiavitù.

Sotto un porticato sono custoditi due cannoni inglesi sequestrati dagli americani nel 1781 durante la Rivoluzione e regalati all’Artiglieria di Savannah dal Presidente Washington in persona.

Il fascino dei battelli

tipico battello a ruota sul fiume Savannah

La splendida Georgia Queen è ormeggiata lungo il fiume, quando la ruota gira e vedo la nave staccarsi inizio a sognare.

Atmosfere gotiche al Bonaventura Cemetery

Per una, appassionata come me di storie fantastiche ambientate in questi luoghi,  è imperdibile la visita a uno dei Cimiteri di Savannah.

Il Bonaventure Cemetery è un enorme giardino: le tombe sono all’ombra di querce secolari agitate da una brezza leggera. Accanto alle lapidi di personaggi famosi come Johnny Mercer, si vedono quelle dei    soldati dell’Unione con la bandierina confederata e delle persone comuni.

Come ovunque nel Sud questo luogo è legato a storie di fantasmi e leggende. Nelle mani della statua a grandezza naturale della piccola Gracie Watson, morta di polmonite, i bambini hanno l’abitudine di mettere delle monetine. 

La statua della Bird Girl del film “Mezzanotte nel giardino del bene e del male” si trovava qui. Ha dovuto essere rimossa a causa delle troppe visite.

La sera, i tours guidati accompagnano i turisti a visitare le case che, secondo le leggende, sono abitate da fantasmi e spiriti. 

I soffitti delle stanze degli schiavi nella  Owens – Thomas House  sono dipinti di uno strano colore blu chiamato addirittura haint blue ,blu fantasma, e pare che  uno spettro visiti ogni notte il ristorante Brewing Company…..

Che ci si creda o no i fantasmi e le loro storie sono parte del fascino della città.

tombe sotto le querce al Bonaventure Cemetery
Bonaventure Cemetery

 

Moon River

io e la statua di Jonny Mercer autore della famosa Moon River

La canzone Moon River cantata da Audrie Hepburn nel film “Colazione da Tiffany” e riproposta in miriadi di versioni da artisti famosi da Frank Sinatra ad Aretha Franklin, fu scritta  nel 1961 da Jonny Mercer nativo di Savannah.

Il luogo natale di Mercer si chiama ora in suo onore Moon River e una simpatica statua a grandezza naturale lo celebra in Ellis Square.

 

Gita fuoriporta a Tybee Island

Abbiamo ancora un pò di tempo e decidiamo di visitare la Tybee Island, la Spiaggia di Savannah divenuta meta di vacanze agli inizi dell’800 quando la brezza dell’oceano era considerata un rimedio per tutti i mali. Dal frequentato  molo del Tybee Pavillon si può ammirare la lunga spiaggia di dune lambita dalle onde dell’Oceano.

spiaggi di dune lambita dall'Oceano

Fort Pulaski e il faro di Tybee Island

Con una piccola passeggiate si raggiunge il Fort Pulaski, una fortificazione risalente alla Guerra Civile che si trova proprio di fronte al Tybee Island Lighthouse, uno dei fari più alti e più “antichi” – 1773 – degli Stati Uniti. Sorrido al pensiero di quanto è giovane la storia di questa nazione che considera antica una costruzione di fine ‘700!

il faro della Tybee Island

Salutiamo Savannah  cenando sul lungofiume  al  Boar’s Head Grill & Tavern – 1 Lincoln Str. – un simpatico ristorante  ricavato in un  ex magazzino  del cotone. Dalle piccole finestre entra la brezza della sera e una enorme nave carica di container che scivola sul fiume  sembra divorarci.

E domani.. on the road again!

 

6 Replies to “Charleston e Savannah: le bellezze del Sud”

  • Ho lavorato per undici anni in un Hotel a Positano. Un’estate ricordo una coppia di americani che aveva fatto un fuori rotta e cercava una sistemazione. Non so bene perché ma la signora mi prese particolarmente in simpatia. Dopo alcuni mesi arrivò un pacchetto in Hotel per me con all’interno una cartolina, una t-shirt e un vassoio fatto in patchwork con tutti i luoghi di Charleston. erano originari di questa città e la signora volle inviarmeli come ringraziamento. Leggerti oggi mi ha fatto pensare subito a lei!

    • che carini! Negli Stati del Sud le persone sono sempre gentilissime e disponibili, noi ci siamo trovati bene dappertutto e non ti dico quando dicevamo che eravamo italiani!!! Ci adorano!

  • Un itinerario davvero affascinante, Savannah sembra molto carina anche se il magone in gola l’ho avuto nel leggere le tue sensazioni al museo della schiavitú, non oso neanche immaginare cosa si possa provare entrando lí dentro e ripensando alla cattiveria dell’uomo.

    • Hai ragione Veronica, leggere e vedere la testimonianza di tanta assurda cattiveria fa male al cuore. A parte quello che fa parte di un passato da superare, entrambe le città sono magnifiche

  • no ma io adoro questi posti, ma perchè non si può vivere solo per viaggiare e visitare il mondo e le sue bellezze e vivere di scambi e baratto come si faceva millenni fa ormai?!

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