I viaggi dell'Anto

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#iorestoacasa: sogni e riflessioni ai tempi del virus

#iorestoacasa

In questi tempi sospesi, difficili da vivere e da descrivere, ho logicamente fatto mio il monito #iorestoacasa.

Per molti giorni ho rifiutato di scrivere articoli sul mio blog e anche di leggere quelli degli altri. Parlare di viaggi con l’hastag #iorestoacasa mi sembrava un ossimoro, parlare di viaggi quando nella testa dovremmo avere tutt’altro mi sembrava indelicato e poi, diciamo la verità, proprio non mi veniva.

Ho accantonato i desideri, i ricordi, i sogni dei miei viaggi come se il non pensarci rendesse la rinuncia meno dolorosa.

riflessioni

Io resto a casa e ho finalmente del tempo per me. Quel tempo che ho tanto desiderato, quel tempo che sembrava non bastare mai e che adesso si dilata fino a diventare troppo in questo silenzio liquido solcato solo dalle continue sirene delle ambulanze.

E allora che faccio? Penso. Già, è ora di trovare il tempo per pensare. E così, mentre sbrino finalmente il frigorifero e pulisco meticolosamente il cassetto delle posate, penso che questa necessità impellente di riordinare la casa, sia una metafora. Che rappresenti la voglia di avere ordine in questa vita che ha preso improvvisamente una virata incontrollabile. Se il mio minuscolo terrazzo sarà impeccabile, senza neppure una fogliolina fuori posto, significa che posso avere il controllo su quello che succede. Se #iorestoacasa forse non accadrà nulla di brutto e questo terribile incubo sarà presto finito.

#iorestoacasa

E così, mentre digito sulla tastiera questi miei pensieri sparsi senza neppure rileggerli, posso ricominciare a sognare.

Sogno di partire in moto per arrivare a Capo Nord in tempo per il solstizio d’estate. Di tornare a Cuba, di visitare l’Islanda, di tuffarmi nel mare della Polinesia. Sogno un “on the road” negli Stati Uniti ascoltando musica country. E poi Roma con la sua eterna bellezza, e la luce unica della Sicilia. Sembra impossibile ma sogno Milano, quella Milano rumorosa, caotica, affannata e meravigliosamente moderna che spesso mi ha infastidito.

Ma più d tutto sogno di tornare nella mia Provenza, di farmi stordire dal frinire delle cicale, perdendo lo sguardo nel cielo blu intenso, tra il profumo di lavanda e le case di pietra chiara.

Verrà il momento di ripartire, per adesso, lo ripeto, #iorestoacasa. Fatelo anche voi!

32 Replies to “#iorestoacasa: sogni e riflessioni ai tempi del virus”

  • Più tempo per noi .. ma non vedo l’ora di poter tornare a viaggiare! Mi manca programmare le mie vacanze, i miei week end e tutte le altre uscite! Poter uscire solo per fare la spesa una volta a settimana mi snerva! Però è vero abbiamo un sacco di tempo per riposarci e per goderci la famiglia. W lo smartworking (almeno x me)

    • lo smart working è una grandissima invenzione, le giornate rendono molto di più non avendo lo stress e il tempo sprecato degli spostamenti però sai che a volte mi manca perfino il casino della metro….

  • Mi trovo in accordo con te sul fatto di mettere ordine nelle proprie vite e riflettere su quello che davvero ci va di fare e su quello che invece non ci manca affatto…a me ad esempio la frenesia e gli incastri della quotidianità non mancano per niente e sto approfittando di questo periodo di quarantena per dedicarmi al blog, al libro che sto scrivendo, alla lettura, al giardinaggio, al tempo con i miei figli…insomma ho un gran da fare…credo di non dover stare poi tanto male😅 l’unica cosa mi manca sono gli amici e i viaggi ma sono sicura che presto tornerò da loro❤

  • Penso che sia un problema comune a molti blogger, quello di non trovare la giusta ispirazione per scrivere. Io al momento sogno semplicemente di tornare alla normalità, sarebbe la risoluzione di tutto.

    • Ho avuto dei giorni veramente duri, non riuscivo a scrivere una sola parola.. ora va meglio e ci credo davvero che “tutto andrà bene”

  • È vero, bisogna stare a casa! E purtroppo tanti, troppi, ancora non l’hanno capito.
    Da viaggiatrice anch’io non vedo l’ora di ripartire e scoprire nuovi posti, ritornare nella mia adorata Puglia, guardare il mare più di ogni altra cosa… spero al più presto!

  • Anche io credo che una volta passata la tempesta mi fionderei in Provenza, a mangiare zucchero filato su una panchina di Ile sur la surge, a guardare le vetrine degli antiquari, ad annusare il profumo delle baguette appena sfornate.

  • Hai scritto un bellissimo articolo che mi ha toccato il cuore… Che poi a dire il vero in questo periodo ho la lacrima facile, molto facile. Forse da lunedì potrò iniziare lo smartworking anche se con bimbo piccolo tanto tempo per me non lo troverò. Parlare di viaggi mi viene difficile, talvolta impossibile, poi provo a pensare positivo e qualche articolo lo tiro giù…ma il lacrime è sempre alla porta.

    • Grazie cara. In questo momento è davvero difficile per noi parlare di viaggi ma non dobbiamo dimenticare che la bellezza e la cultura ci salveranno

  • In questo momento i nostri sogni sono tra le armi più potenti che abbiamo per restare a galla. Speriamo di poterli presto realizzare

  • Ti capisco, il mio blog ha sempre rispecchiato il mio entusiasmo per i viaggi e per le emozioni che suscita in me scoprire angoli di mondo, per questo in questo periodo è difficile trovare lo stato d’animo giusto. Condivido le tue riflessioni e spero che questo momento di emergenza possa insegnarci ad apprezzare le cose che diamo per scontate.

    • Hai ragione, dobbiamo imparare a non pianificare o meglio a non farci prendere dal panico quando quello che pianifichiamo per qualche motivo non si realizza. Un modo diverso di affrontare la vita, non facile però…

  • Anche io sto cercando di ritagliarmi momenti per me, anche se a volte il desiderio di uscire fuori dalla porta di casa e non poterlo fare prende il sopravvento abbassando il morale

    • Anche io ho momenti di scoramento soprattutto quando penso alle persone che risentono di più di questa situazione difficile. Poi passa e provo ad andare avanti

  • Penso che tutta l’Europa e forse tra poco tutto il mondo, prenderanno una pausa dalla frenesia del lavoro e della quotidianità per ritrovare se stessi tra le mura di casa. Anche io ho avuto un rifiuto iniziale, con sentimenti contrapposti, con la possibilità di stare finalmente a casa e poter fare tutte quelle cose che ho lasciato indietro negli anni, ma con la rabbia di non aver la possibilità di non essere libera di uscire. Poi ci si adegua e ci si abitua. Sarà bellissimo tornare a prendere un caffè o abbracciare un amico. E ci lamenteremo per il poco tempo che abbiamo per fare le cose a casa…

    • Esatto, dobbiamo forse prima di tutto ritrovare noi stessi, quella parte di noi che nella frenesia delle giornate “normali” lasciamo sopita. Magari scopriamo che è anche la parte migliore!

  • Molto belle queste tue riflessioni.
    Ci siamo trovate anche noi a nuotare nelle stesse, identiche sensazioni ma con una lieve differenza: abbiamo trovato, proprio in questo periodo di quarantena, la voglia di scrivere e portare nuovi contenuti sul blog per continuare a tenere viva la positività e la voglia di tornare, un giorno, a viaggiare come prima. E perché no, per fare compagnia a chi magari si annoia e non sa come… passare il tempo 😉

    • Ci ho provato, anche io. Ma faccio comunque fatica, il cuore non è leggero purtroppo in questo periodo.

  • Anche io per giorni ho accantonato l’idea di scrivere. O meglio, proprio non riuscivo a scrivere, perché non riuscivo a metterci la testa. Ad un certo punto però ho sentito la necessità di concentrarmi su qualcosa che mi permettesse di sognare, di andare oltre quello che sta accadendo, senza tuttavia dimenticare che fuori la situazione è terribile. E niente, mi è tornata l’ispirazione e sto scrivendo di viaggi passati, di cui ancora non avevo detto tutto.

    • anche io come te dopo un blocco iniziale sto ritrovando la voglia di scrivere magari per ricordare i viaggi del passato, a programmare ancora non ci riesco

  • E’ vero forse questo tempo in più serve proprio per rimettere più in ordine i pensieri dare più spazio alle nostre passioni e ai nostri desideri e certamente programmare viaggi che speriamo possano essere fatti in un futuro molto prossimo..

    • ci sono giorni, come ieri, in cui l’idea di programmare un futuro mi spaventa terribilmente.. poi passa.

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