I viaggi dell'Anto

i viaggi non finiscono mai

I viaggi dell'Anto

Cosa vedere a Nashville e dintorni

negozio di stivali a Nashville

Dopo aver lasciato la bellezza coloniale di Savannah , e i luoghi della lotta per i Diritti Civili in Alabama, ci dirigiamo verso Nashville, tempio indiscusso della musica.

Le cose da vedere nella City of music sono tante: senza dubbio la mitica strip con i suo rumorosi locali e poi i musei dedicati alla storia della musica country e non solo.

Per raggiungere Nashville decidiamo di percorrere l’ultimo tratto della Natchez Trace Parkway, una bellissima strada panoramica.

La Natchez Trace Parkway

La Natchez Trace collega Nashville a Natchez

Questa strada, che si snoda per 444 miglia -714 Km -, collega  Nashville in Tennessee a Natchez in Mississippi .

Il suo percorso segue una serie di vecchi sentieri segnati dai branchi di mammiferi. Le piste furono poi utilizzate dai nativi americani, da commercianti, viaggiatori e banditi.

La Natchez Trace nei dintorni di Nashville

La Natchez Trace è una delle All American Road ovvero una strada panoramica  che può essere considerata per se stessa meta del viaggio.

La velocità massima consentita è di 50 Km all’ora, andatura ideale per godersi la bellezza del tragitto che attraversa una  verdissima foresta di aceri, querce e noci americani.

vecchia pompa di benzina lungo la Natchez Trace

La storia di questa strada è un pò la storia del Sudest Americano. Qui la musica suonata sotto ai porticati delle fattorie si è trasformata nell’elegante country music di Nashville. E sempre qui è nata l’inconfondibile cucina casalinga del Sud.

Cosa vedere a Nashville

divertenti insegne luminose a Nashville

Arriviamo in città di sera e prima di decidere cosa vedere ci perdiamo tra la musica e la folla.

Per gli appassionati di musica, il solo nominare Nashville crea un’emozione indicibile. Ammetto la mia profonda ignoranza sul tema ma non posso non lasciarmi incantare dall’atmosfera incandescente della Lower Broadway.

La strada, illuminata a giorno da gigantesche e spiritose insegne colorate , pullula di locali con musica dal vivo a volume assordante. I pavimenti in legno dei bar risuonano sotto gli stivali di indiavolate ballerine in shorts e cappello da cowboy che ballano l’honky-tonk.

C’è talmente tanta gente che non si riesce neppure ad attraversare la strada ma mi diverto tantissimo ad osservare tutti i personaggi stravaganti che mi circondano.

insegna al neon colorata, una delle cose da vedere a Nashville
Ph Pixabay

Di giorno la città appare diversa e apprezziamo il contrasto tra le nuove costruzioni moderne e i vecchi edifici in mattoni che mantengono inalterato il loro fascino.

il palazzo di AT&T quasi un simbolo della parte moderna di Nashville

Il Country Music Hall of Fame & Museum merita una visita anche per i profani come me in tema di musica country.

L’edificio è grandioso e riflette l’importanza di Nashville nel mondo della musica. All’interno ci sono chitarre e altri strumenti musicali, abiti di scena, spartiti, vinili e tanti cimeli delle star del country e  del rock compresa la cadillac dorata di Elvis.

Assolutamente da vedere a Nashville è il Ryman Auditorium sede del famoso show radiofonico dal vivo Grand Ole Opry dedicato alla musica country. Non lontano si trova la Bridgestone Arena dove si sono esibiti nomi importantissimi della musica non solo country e bluegrass.

il Ryman Auditorium di Nashville, mecca per gli appassionati di musica

Al “man in black” Johnny Cash Nashville dedica un intero museo che celebra la carriera di questo importante artista.

Nashville: il museo dedicato a Jhonny Cash celebra cantante statunitense

Cosa vedere a Nashville oltre alla musica? Io mi sono divertita molto a visitare i negozi di souvenirs, di cappelli e di stivali che qui sono davvero bellissimi.

la Lower Broadway di giorno

Mi è piaciuto attraversare il ponte pedonale John Seigenthaler e godermi la vista sul fiume e sulla città in un’orario insolito quando i locali sono chiusi e le strade silenziose.

veduta di Nashville dal ponte pedonale John Seigenthaler

 

Cosa vedere nei dintorni di Nashville: The Hermitage

Non lontano da Nashville si trova una importante testimonianza di quella che doveva essere la vita in una piantagione nel 1800. E non una piantagione qualunque ma la residenza del settimo Presidente degli Stati Uniti Andrew Jackson.

facciata delle Hermitage Plantation nei dintorni di Nashville

Jackson iniziò la sua carriera  combattendo  negli anni della Rivoluzione Americana per diventare poi Presidente di una giovanissima America che con grande fatica iniziava  a plasmare il suo futuro.

Per una nazione fondata sul concetto di libertà individuale, quello fu un periodo in cui il progresso si doveva conciliare con due enormi realtà di contraddizione: lo sterminio delle popolazioni native e la piaga della schiavitù.

la bella facciata di The Hermitage residenza di Andrew Jackson settimo presidente degli Stati Uniti.

In quanto uomo politico, rappresentante del popolo ma anche possessore di schiavi nella sua piantagione di cotone, Jackson incarna perfettamente questa controversia.

La visita alla piantagione è molto istruttiva, all’interno del grande parco possiamo visitare oltre alla casa padronale (visita guidata obbligatoria) e agli splendidi giardini, quelle che erano le capanne degli schiavi e capire bene la vita che si svolgeva una volta scesi i gradini del portico ornato dalle belle colonne in stile Greek revival.

la campana che chiamava a raccolta gli schiavi della piantagione
la campana che chiamava a raccolta gli schiavi

Nello spiazzo polveroso dietro la casa venivano allevati gli animali da cortile. Decine di schiavi provvedevano alla raccolta dell’acqua, e della legna, alla gestione dell’orto e  alla preparazione dei pasti. Per ragioni di sicurezza il locale destinato alla cucina era all’esterno della casa ma il cibo doveva arrivare caldo sulla tavola dei padroni.

una ricostruzioni dei quelle che dovevano essere le capanne degli schiavi
ricostruzione di quelle che dovevano essere le baracche degli schiavi

Le schiave  cosiddette “di casa si occupavano della pulizia della grande dimora, del guardaroba dei signori e della cura dei bambini.

Negli immensi campi  altri schiavi – nel periodo di maggior prosperità erano 150 – lavoravano duramente dall’alba al tramonto per la semina, la raccolta  e la sgranatura del cotone.

Le condizioni di vita, benché i pannelli esplicativi ne diano una versione edulcorata e quasi poetica, erano durissime. Gli alloggi piccoli e malsani, il cibo scarso, le cure mediche praticamente assenti. Per non parlare dei maltrattamenti e delle crudeli   punizioni di cui abbiamo visto al Museo degli schiavi di Charleston.

le bandiere degli Usa, quella Confederata e al centro quella del Tennessee

Restiamo in Tennessee per dirigerci verso Franklin dove ebbe luogo una delle battaglie che decisero le sorti della Guerra di Secessione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi