Monastero di Santa Chiara e il suo chiostro maiolicato

prospettiva del chiostro maiolicato di Santa Chiara a Napoli

Il Monastero di Santa Chiara è uno dei simboli di Napoli. Basta pronunciarne il nome e subito ci vengono in mente i versi struggenti dell’emigrante e del suo “cuore scuro scuro” emblema di un’Italia massacrata dalla guerra e dalla povertà.

Il grande complesso di Santa Chiara si trova nel pieno centro storico di Napoli, accanto a Piazza del Gesù Nuovo. Comprende oltre alla basilica, i conventi. un’area archeologica di terme romane, il museo e soprattutto il famosissimo Chiostro maiolicato, un vero capolavoro.

E’ una tappa da non perdere perché oltre ad essere un luogo unico, il Monastero di Santa Chiara ha una storia lunga e travagliata.

Monastero di Santa Chiara e il suo chiostro maiolicato

La storia del Monastero di Santa Chiara

La chiesa e i monasteri di Santa Chiara nacquero nel 1310 per volere di Roberto d’Angiò re di Napoli e Conte di Provenza. Pare che la moglie volesse omaggiare una sua vocazione alla clausura. La vera ragione è che i sovrani desideravano un luogo importante che accogliesse le loro tombe.

Il primo sepolcro ad ad esservi collocato fu quello del figlio Carlo morto prematuramente, si dice, per aver paragonato la chiesa ad una stalla con venti mangiatoie. Ai lati della chiesa si aprono, come vedremo, dieci cappelle per lato.

Il complesso doveva ospitare due conventi, uno per le clarisse e uno per i frati francescani minori. Era una cosa molto rara all’epoca che fu possibile solo grazie ad una autorizzazione speciale di Papa Clemente V.

Monastero di Santa Chiara e il suo chiostro maiolicato

La chiesa originaria era in stile gotico provenzale costruita da maestranze francesi e affrescata dai migliori artisti dell’epoca, tra cui – sembra – anche Giotto.

Nel 1700 Antonio Vaccaro la trasformò con raffinato gusto barocco e ricoprì le pareti con fastose decorazioni.

Il pesantissimo bombardamento americano dell’agosto 1943 distrsse completamente il monastero di Santa Chiara, la chiesa restò sventrata e senza tetto. Le decorazioni settecentesche e quelle medioevali sottostanti, irrimediabilmente perdute. Il rogo delle macerie durò per giorni e resta il simbolo di un’Italia prostrata.

La scelta dell’epoca fu quella di restaurare la chiesa riportandola a quello che doveva essere il suo aspetto originale. Nel 1953 i napoletani rientrarono in una Santa Chiara dalle pareti spoglie e quasi austere.

Il chiostro maiolicato delle clarisse

Il chiostro del Monastero di Santa Chiara è un’oasi di silenzio nel caos della città. Le eleganti proporzioni e soprattutto il tripudio di colori delle maioliche che rivestono i pilastri e le sedute lo rendono magnifico e unico.

La badessa Ippolita da Carmignano nel ‘700 chiese a Vaccaro di reinterpretare il giardino medioevale e creare uno spazio che fosse spirituale ma al tempo stesso bello ed elegante. Insomma adatto allo spirito raffinato delle clarisse di famiglia nobile.

L’antica struttura gotica restò intatta e la possiamo vedere nel portico che circonda il chiostro con i suoi archi ogivali. All’interno vennero creati due viali perpendicolari che si intersecano al centro e dividono il giardino in quattro settori. Due giardini all’italiana con siepi e fontane e due agrumeti.

I 72 pilastri a base ottagonale sono interamente ricoperti da piastrelle decorate con tralci di vite e glicini mentre sulle eleganti panche che li collegano sono raffigurate scene agresti e mitologiche. Nulla che ricordi alle monache la loro vita religiosa ma piuttosto un rimando continuo alla bellezza e all’armonia del creato.

I colori delle maioliche realizzate dai Maestri Donato e Giuseppe Massa, si accordano perfettamente con l’arancio e il giallo dei frutti e con i toni delicati degli affreschi del portico che riproducono scene dell’antico testamento.

Un’armonia e una bellezza che conquistano ancora oggi.

Monastero di Santa Chiara e il suo chiostro maiolicato

La chiesa di Santa Chiara

La chiesa si presenta oggi molto spoglia, e abbastanza buia. Nulla a che vedere con quello che doveva essere in origine con i meravigliosi affreschi che la ricoprivano e la luce che entrava dalle vetrate di cui resta solo il bellissimo rosone sulla facciata

L’architettura è quella francescana a navata unica con dieci cappelle per lato. Nella prima cappella di destra si trovano le tombe dei Borbone mentre in quella di sinistra le spoglie di Salvo d’Acquisto, il vicebrigadiere che si sacrificò per salvare la popolazione durante un rastrellamento.

Il coro delle monache, dove potrebbero trovarsi i resti di un affresco di Giotto, purtroppo non è visitabile.

Sulla parete di fondo, al centro si trova la tomba di Roberto d’Angiò, il più grande monumento funebre medioevale italiano. Sulla destra quella di figlio Carlo, opera di Tino di Camaino.

La decisione di ricostruire la chiesa in stile gotico è ancora molto controversa, ma ha restituito a Napoli il suo simbolo, il suo Monastero di Santa Chiara, anche se nulla era come prima.

Monastero di Santa Chiara e il suo chiostro maiolicato

Chiostro e Monastero di Santa Chiara: info e orari per la visita

la vista della basilica di Santa Chiara è libera e gratuita; la chiesa è aperta tutti i giorni dalle 8,00 alle 12,45 (la domenica dalle 9,00) e dalle 16,30 alle 20,00.

L’entrata del chiostro è invece a pagamento, costa 6,00 Euro e segue i seguenti orari: dal Lunedì al sabato 9,30 – 17,30 e domenica 10,00-14,30. L’ultimo ingresso è 30 minuti prima della chiusura.

Per maggiori dettagli vi rimando al sito ufficiale: monasterodisantachiara.it

Ho trovato un pò bizzarro che per visitare sia la chiesa che il chiostro nel pomeriggio ci sia solo un’ora e devo anche segnalare che purtroppo l’entrata al chiostro non è ben indicata dalla strada: costeggiate il lato sinistro della chiesa accanto agli scavi.

Ultimo consiglio: non perdete il presepe del 1700, all’interno del Museo, un bellissimo esempio dell’arte presepiale napoletana.

Leggete anche:
San Gregorio Armeno, la via dei presepi di Napoli

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28 Risposte
  1. Sono stata a Napoli qualche week end ma ma per questioni di tempo e di organizzazione non sono riuscita a visitare il Monastero di santa Chiara. Che mi sono persa! Una meraviglia assoluta. Cercherò di tornare per godermi ogni suo angolino.

  2. Armonia e bellezza: hai scelto due parole che descrivono benissimo il chiostro. Questa è proprio la sensazione che si percepisce dalle immagini: quella di un luogo bello da guardare, e dove si sta bene. Da persona sempre in ansia per qualcosa, penso proprio che riuscirei anche io a rilassarmi e a lasciare fuori i pensieri in un posto simile.

    1. le monache di clausura dell’epoca, peraltro ricchissime, avevano ben capito come staccarsi dai problemi del quotidiano e lasciarsi vivere in un luogo piacevole e rilassante

  3. Siamo stati al Convento di Santa Chiara in un giorno di pioggia (che sfortuna,,,) e le tue foto mi fanno sognare di tornarci col sole che a Napoli certo non manca. Una tappa immancabile durante una visita di questa magnifica città!!

  4. Concordo, il monastero è un must di ogni visita a Napoli. Quando sono stata a Napoli alloggiavo proprio vicino a Santa Chiara e ho adorato passeggiare al suo interno!

  5. Davvero suggestivo questo monastero ed è pazzesco come sia collocato in centro città, un angolo tranquillo nella caotica Napoli, davvero una chicca da non perdere. Mi era piaciuto molto quelle maioliche sono davvero belle

  6. Anto ma che luogo è questo monastero, i decori interni sono meravigliosi, ma mi hanno colpito sopratutto i pilastri con le maioliche dai colori mediterranei, uno di quei posti che visiterei subito

    1. i decori delle maioliche sono un capolavoro! I colori, soprattutto, che riprendono quelli degli agrumi del giardino, un trionfo di arancio e giallo che illumina il cuore

  7. Ma ci credi che proprio oggi stavo cercando cosa visitare a Napoli in un weekend e mi sono soffermata su questo incantevole chiostro?
    Messo in lista assolutamente!

  8. Ci credi che quando sono stata a Napoli non sapevo dell’esistenza di questo luogo così magico e iconico? E infatti non l’ho visitato con mio grande rammarico. Sto però progettando di tornare presto in terra partenopea e questo monastero è in cima alla lista delle cose che voglio assolutamente vedere!

  9. Libera

    È in assoluto uno dei tesori più preziosi del centro storico di Napoli. E cosa dire del chiostro maiolicato? Semplicemente magnifico!

  10. Quanto mi piace questo monastero! Ci sono stata durante il mio ultimo viaggio a Napoli, in una bellissima giornata di aprile. Mi ricordo ancora i colori sfavillanti delle maioliche sotto il sole di primavera. Molto belle le tue foto!

    1. era dicembre ma il sole illuminava ugualmente le maioliche con mille sfaccettature di arancio e giallo richiamate dei frutti appesi agli alberi, una meraviglia

  11. Questo chiostro mi è rimasto nel cuore. Nonostante l’avessi visitato già in passato, anche durante l’ultimo soggiorno a Napoli sono ritornata a vederlo. Per me è un luogo meraviglioso, le ceramiche hanno disegni e colori da lasciare a bocca aperta ed i giardini con tutti gli agrumeti sono veramente, wow!

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