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I viaggi dell'Anto

i viaggi non finiscono mai

I viaggi dell'Anto

Patagonia cilena, paesaggi di ruvida bellezza

Puerto Natales, Patagonia Cilena

Proseguiamo il nostro viaggio per esplorare la Patagonia cilena e argentina. Dal finestrino dell’aereo che da Santiago ci porta a Punta Arenas, guardo il sole sorgere dietro le nuvole, sotto di noi svettano le cime innevate delle Ande. Il mondo dall’altro lato del mondo.

 

Puerto Natales

Mercoledì 25 Novembre

Siamo nella regione chiamata Ultima Esperancia, un nome evocativo che solletica l’immaginario dell’avventura. Vasti spazi flagellati dal vento, terra di pionieri popolata di misteri e leggende.

Abbiamo noleggiato l’auto tramite in operatore trovato sul web.  La nostra idea è quella di passare dalla Patagonia cilena a quella argentina e  Adolfo Gonzales è stato l’unico in grado di procurarci un’auto che potesse attraversare il confine.  

L’atmosfera ha qualcosa di magico: nuvole basse, cielo terso e alberi piegati dal vento. Tentiamo di raggiungere la Pinguinera del Seno Otway  ma purtroppo i pinguini questa stagione non si sono  ancora presentati .

Patagonia cilena, verso Puerto Natales

Proseguiamo verso Puerto Natales attraversando infiniti allevamenti di pecore. Ogni tanto il rosso brillante del tetto di qualche “estancia” interrompe il marrone della prateria .

Dalle grandi vetrate del bellissimo Hotel Remota osservo l’erba alta piegarsi al vento. Il cielo ha il colore dell’acciaio.  Guardo l’acqua del Seno de Ultima Esperancia e penso alla leggenda delle navi fantasma che sembra siano ancora intrappolate nella nebbia dei fiordi e il vento porta fin qui  le urla dei marinai .

Puerto Natales ha molto fascino, le case colorate, i vecchi lodge , i fiordi, e lo spettacolare paesaggio delle montagne . La strada principale costeggia il
Canale Señoret, da qui si vedono i ghiacciai Balmaceda e Serrano.

Ci concediamo una cena al  Singular Hotel, un locale molo suggestivo ricavato in un ex stabilimento di inscatolamento della carne. La sala del ristorante è in stile industriale con dettagli curatissimi, poltrone di  cuoio, camino acceso, oggetti che ricordano l’uso dello stabile ma anche arnesi utilizzati dai nativi. Dalle ampie finestre sul mare ci godiamo un sole che sembra non voler tramontare mai.

Parco del  Torres del Paine

Giovedì 26 Novembre

Il Parque National Torres del Paine, è considerato il più bello del Sud America. Le guglie di granito che svettano a 2000 metri sono uno spettacolo incomparabile soprattutto se si ha la fortuna di poterle ammirare senza le nuvole che molto spesso ne nascono la cima. Il clima della Patagonia cilena è imprevedibile: si dice che si possono avvicendare le quattro stagioni nell’arco di una sola giornata.

Accompagnati dal solito implacabile vento gelido, iniziamo la nostra escursione di un giorno al Torres del Paine.

Torres del Paine, Patagonia Cilena

Lungo la strada avvistiamo dei condor che volteggiano sulle nostre teste, poco dopo un armadillo ci attraversa la strada. Incontriamo pecore rotonde di lana con i loro agnellini, mucche e vitelli che pascolano liberi seguendo il ritmo della natura.

Poco dopo l’entrata del parco iniziamo a vedere i guanachi, i tipici mammiferi della Patagonia. Sono in gruppo, alcuni attraversano la strada, due giovani esemplari saltano la recinzione con un’agilità sorprendente, i maschi lottano tra di loro e alcune femmine hanno i piccoli. E’ vero che qui è primavera!

guanaco al Torres del Paine

La strada sterrata si addentra nel Parco con scorci stupendi. le Torri del Paine svettano prepotenti anche se sempre coperte da una nuvoletta.

Ci fermiamo al Lago Sarmiento che, non avendo emissari, ha un’acqua con un’alta concentrazione di sale che in alcuni punti crea una crosta simile al corallo.

Poco più avanti la cascata del Salto Grande, raggiungibile con una breve passeggiata a piedi, mette in comunicazione il lago Nordenskjold con il lago Pehoè.

cascata del Salto Grande Torres del Paine

Costeggiamo il lago per un lungo tratto, l’acqua ha il colore lattiginoso tipico dei ghiacciai. Poi il tempo muta all’improvviso e il lago  diventa di un blu sorprendente che  contrasta con il verde intenso degli alberi. Le Torri, adesso quasi completamente visibili,  si stagliano contro un cielo limpidissimo.

Ma non è finita. Ci avviciniamo al Lago Grey e già dalla macchina iniziamo a scorgere gli iceberg. E’ la prima volta che li vedo: ancora una grande emozione! Con una camminata raggiungiamo la spiaggia e sfidiamo il vendo gelido per arrivare sulla riva del lago. Sull’acqua gelida galleggiano piccoli blocchi di ghiaccio di un colore blu intenso. Proseguendo oltre la spiaggia si potrebbe arrivare al ghiacciaio ma fa molto freddo e preferiamo tornare senza smettere di stupirci. Ancora il vento, filo conduttore di questo viaggio dai deserti del Nord alla Patagonia.

piccoli iceberg su Lago Grey

All’interno del Parco stiamo percorrendo un anello – all’entrata si possono chiedere le mappe –  e nel tornare costeggiamo il Lago el  Toro. Ancora un paesaggio bellissimo tra l’azzurro del cielo e il verde dell’acqua.

Per gli amanti del trekking all’interno del Parco ci sono numerosi percorsi , tra cui il famoso “circuito W” che richiedono parecchi giorni.

Domani lasceremo la Patagonia cilena: destinazione Argentina!

24 Replies to “Patagonia cilena, paesaggi di ruvida bellezza”

  • Le foto del tuo articolo sono stupende! Sembrano quelle che tanto volentieri si scaricano da internet per impostarle come salvaschermo del PC del lavoro, così da rendere le ore in ufficio piu piacevoli..ammetto che però non sono sicura che la Patagonia sia un luogo che mi piacerebbe visitare: paesaggi stupendi, su questo siamo d’accordo..ma il freddo?

    • Grazie Barbara per i complimenti. Il freddo in estate non è insopportabile e il vento fa parte del fascino del paesaggio!

  • Ciao Antonella, non avevo mai preso in considerazione la Patagonia fino ad ora perché di solito quando guardo il mappamondo… guardo sempre verso est 😉 però il tuo articolo mi ha incuriosita molto. Le foto che hai pubblicato sono bellissime e mi fanno pensare che sarebbe una meta da approfondire. La lista dei paesi da visitare è eternamente lunga, ma chissà! Mai dire mai 🙂

    • Ciao Elisa, pensa che invece io guardo molto poco a Est… vedi che il nostro incontro “s’ha da fare”!

  • Luoghi di straordinaria bellezza, impegnativi con una pupa di 5 anni. Aspetteremo ancora qualche annetto, in modo da poter fare anche qualche percorso per rimanere estasiati dai panorami naturali. Foto stupende!

  • La patagonia è sempre nel mio cassetto, ma come ti ho già detto la volta scorsa, il freddo mi blocca. Intanto mi godo il viaggio virtuale attraverso i tuoi racconti e le tue bellissime foto

    • Anche io pensavo la Patagonia come una terra gelida, in realtà a Dicembre, ovvero all’inzio dell’estate, non era freddissimo. Però il vento è molto forte

    • Per fare il giro in macchina e qualche piccola passeggiata un giorno all’interno del Torres del Paine è sufficiente ma se vuoi fare un pò di trekking devi prevedere qualche giorno, dicono che ci siano percorsi strepitosi

    • E’ abbastanza diversa dalla Patagonia argentina. In ottobre sarai verso la fine dell’inverno e le giornate si allungano. Ti piacerà vedrai

  • Questo post mi ha fatto sognare. La Patagonia è una terra che voglio vedere da moltissimi anni, mi affascinano i suoi climi (anche qui a Melbourne abbiamo le “quattro stagioni in un giorno”! ^_^) e i suoi animali. Ma non avevo pensato che anche per vedere i pinguini, giustamente, bisogna aspettare la stagione giusta! Pensa che un tempo ne avevo adottato uno a distanza proprio di quella regione. Il responsabile del programma della colonia mi mandava tutti gli aggiornamenti sui loro spostamenti, era bellissimo *_*

    • che carino il pinguino a distanza!! Purtroppo i cambiamenti climatici stanno sconvolgendo anche le abitudini dei pinguini e quella grossa colonia è quasi scomparsa

    • Hai detto una cosa molto vera, quando sarà il momento sentirai il richiamo e non potrai fare a meno di partire!

  • Che spettacolo, sono stata in Cile lo scorso anno ma mi sono concentrata sulla parte nord e centrale, arrivando solo a sfiorare la Patagonia. Ci tornerò sicuramente perché mi sono innamorata del paese e dei suoi paesaggi. Splendide foto!

  • Mi hai riportato alla mente le atmosfere che hai descritto benissimo 🙂 di questo viaggio che mi ha stregato e che ho ancora nel cuore. Io come te ho attraversato il confine ma al contrario, senza però riuscire ad arrivare a Punta Arenas per mancanza di giorni. Sarà un ottimo motivo per ritornare <3

    • si, ho letto il tuo post. Quindi io devo fare il trekking sul Perito Moreno e tu devi arrivare a Punta Arenas. Dobbiamo entrambe tornare!

  • Queste atmosfere mi hanno fatta sciogliere. Sognavo di andare in Cile solo per prendere un volo per le Falkland, ma vedo che la Patagonia cilena non è meno bella di quella argentina!

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