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Giornata mondiale per l’abolizione della schiavitù, cosa ho imparato nel Profondo Sud

Il 2 dicembre è la Giornata Internazionale per l’abolizione della schiavitù.

L’Assemblea delle Nazioni Unite approvò quel giorno del 1949 la soppressione del traffico di persone e dello sfruttamento della prostituzione.

Ciononostante, la schiavitù resterà per sempre una macchia incancellabile nella storia dell’umanità, una ferita insanabile di cui non bisogna perdere la memoria.

Gli Stati del Profondo Sud, l’ho notato durante il mio viaggio, portano ancora le cicatrici profonde di una pratica che ha segnato per sempre la vita dell’America.

Giornata mondiale per l'abolizione della schiavitù, cosa ho imparato nel Profondo Sud
targa commemorativa a Montgomery

Cosa ci dice la storia sull’abolizione della schiavitù

I primi venti africani furono fatti sbarcare per caso in Virginia nel 1616, facevano parte di un carico ben più numeroso diretto alle colonie portoghesi. Da quel momento e per i successivi 250 anni, milioni di esseri umani vennero strappati alla loro terra e imbarcati sulle navi dirette nel Nuovo Mondo. La maggior parte di loro moriva durante il viaggio, i sopravvissuti, per forza di cose i più forti, erano utilizzati come schiavi nelle piantagioni. Comprati, venduti, sfruttati e battuti come bestie o peggio.

Nel 1833 il Parlamento Inglese dichiarò illegale l’acquisto e il possesso di schiavi in quasi tutto l’Impero Britannico. Negli Stati Uniti solo nel 1865, al termine della Guerra Civile, Abrahm Lincoln fece approvare il XIII Emendamento che abolisce la schiavitù.

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alloggi degli schiavi in una piantagione

Di fatto la causa della Guerra di Secessione fu proprio l’abolizione della schiavitù negli Stati del Nord. Inaccettabile per il Sud, dato che proprio lo sfruttamento degli schiavi era la pietra angolare di un’economia basata sulla coltivazione del cotone.

L”abolizione della schiavitù ha radici economiche più che umanitarie. E non sfugge il fatto che molti Presidenti erano grandi proprietari terrieri e a loro volta possessori di schiavi. E’ il caso di Andrew Jackson, e della sua piantagione The Hermitage in Tennessee.

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la ricostruzione delle capanne degli schiavi all’Hermitage

La fine della Guerra e la vittoria dell’Unione, non misero fine all’asservimento dei neri che continuarono ad essere sfruttati ed emarginati. La libertà portò la speranza di poter riunire le famiglie, di porre fine agli abusi, di essere ricompensati per il lavoro svolto. Purtroppo la speranza si infranse contro un muro di limitazioni culturali, economiche e finanziarie. nella maggior parte dei casi gli ex schiavi continuarono a dipendere dai loro proprietari.

Negli Stati del Sud, e non solo, si aprì per le persone di colore un periodo terribile che li vide esclusi dal voto e dalla vita pubblica segregati in quartieri-ghetto da cui faticano ancora ad uscire.

Le lotte per i Diritti Civili sono un’altra pagina buia della storia americana.

Cosa ho imparato io visitando il Deep South

Per quanto avessi letto, ascoltato e studiato non ero pronta all’impatto con la realtà. La visita del Mercato degli schiavi a Charleston, mi ha profondamente turbato e ancora quando ci penso non mi capacito di tanta cattiveria dell’uomo sull’uomo. Non posso dimenticare i manifesti delle aste, i ceppi, le catene.

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lista degli schiavi di una piantagione

Come ho letto in un bell’articolo di Elsa Molinari (Avvenire – Settembre 2019) , la pratica della schiavitù ha instillato della società americana un livello di tolleranza per le disuguaglianze che è alla base di un sistema di differenze sociali gigantesche.

La visita delle piantagioni è stata, se possibile, ancora più destabilizzante dal punto di vista umano. La bellezza delle dimore, dei giardini e delle querce è innegabile ma è difficile andare al di là.

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Oak Alley Plantation

Mi spiego meglio: in alcune piantagioni come la bellissima e scenografica Oak Alley Plantation, quelle che erano le capanne degli schiavi sono state trasformate in alloggi per i turisti. Come a voler dimenticare, passare sopra al quel ricordo. La maggior parte delle guide, molte di colore, raccontano della storia delle famiglie, focalizzandosi sull’albero genealogico e glissando sul fatto che la loro ricchezza era basata sulla schiavitù. Quasi che questa pagina di storia li imbarazzasse e preferissero credere a un mondo alla “Via col vento”

Giornata mondiale per l'abolizione della schiavitù, cosa ho imparato nel Profondo Sud

Negli opuscoli che raccontano la vita delle comunità di schiavi, le informazioni sono edulcorate, spesso falsate. Si dice che agli schiavi africani veniva insegnato l’inglese e la dottrina cristiana. In realtà si cercava di tenerli il più possibile ignoranti perché non potessero ribellarsi e la mano che la domenica reggeva la bibbia era la stessa che impugnava la frusta.

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piantagione di cotone

Incatenati alla terra

Al book shop della Frogmore Plantation, dove si coltiva ancora il cotone, ho comprato un libro intitolato “Chained to the land“. Si tratta di una serie di testimonianze di ex schiavi, raccolte verso la metà del 1900 dalla viva voce di uomini e donne ormai molto vecchi che ricordano nella lingua parlata e strascicate del Sud, la storia delle loro vite.

” A volte ci sediamo e parliamo di come tagliavamo le canne in quei campi……mi sembra che fossero tempi migliori di questi…” “…ho visto molti bei posti in Lousiana… ma nessuno mi sembra bello come la piantagione che vedevo da bambino…”

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carro utilizzato per la raccolta del cotone

La vita di queste persone il loro modo di nutrirsi, di vestirsi, di relazionarsi, è lo specchio di un’epoca che ha ancora evidenti ripercussioni nell’America di oggi.

Pur essendo stati liberati fisicamente ed economicamente dal cotone e dalla canna, questi resilienti ex schiavi delle piantagioni erano ancora emozionalmente “incatenati alla terra”.

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40 Replies to “Giornata mondiale per l’abolizione della schiavitù, cosa ho imparato nel Profondo Sud”

  • Che bell’articolo! Sono sempre interessata alla storia americana e il Sud del paese offre tantissimi spunti per vedere dal vivo posti e luoghi che hanno segnato la società americana. Spero di poterlo vedere dal vivo.. prima o poi

    • a me il viaggio negli stati del Sud è piaciuto molto e mi ha consentito di approfondire dei temi importanti di cui avevo solo sentito parlare

  • Posso solo immaginare come ti sei sentita a percorrere quelle strade e a vivere da vicino una realtà, che sfortunatamente non è svanita. La curiosità che ho, è come vive la gente di Charleston il turismo legato a questo tema. Per loro esiste ancora la differenza razziale ?

    • Charleston e tutte le città del Sud sono di una bellezza incredibile, hanno saputo andare oltre anche se le testimonianze rimangono e la questione razziale non è del tutto superata

  • La schiavitù è un fenomeno vergognoso che fortunatamente è stato abolito sia negli stati meridionali degli Usa che in altre parti del mondo; non ho visitato quegli stati (è una parte che ancora ci manca), ma sono sicura che li troverò affascinanti anche per loro storia così travagliata!

    • davvero una storia molto travagliata quella del Sud dalla guerra di secessione alle lotte per i diritti civili. Un viaggio molto istruttivo e sicuramente fuori dalle rotte più battute del turismo

  • Un periodo assolutamente terribile per l’America. Mi sono venuti i brividi a vedere il prezzario degli schiavi. Ma siamo tutti consapevoli, anche se facciamo finta di non vedere per comodità forse, che la schiavitù è ancora una piaga terribile, usata in molti stati. E cosa ancora più terribile è che la maggiore percentuale di sfruttati è fatta di bambini. Quando la storia non insegna…

    • sono perfettamente d’accordo con la tua riflessione, la schiavitù è ancora una piaga terribile

  • Purtroppo la schiavitù ha segnato molto la vita degli afroamericani tanto da essere discriminati ancora oggi. Una comunità che ha fatto di tutto per riuscire ad ottenere l’uguaglianza in tutti i modi anche attraverso lo sport!

    • e’ durissimo vedere come il colore della pelle anche oggi possa discriminare le persone, per quanto sforzo si faccia l’uguaglianza è ancora lontana

  • La schiavitù sicuramente è superata ma i pregiudizi razziali purtroppo persistono…

  • Ho letto molto sull’argomento, ho visto film, ma credo che nulla sia più toccante e profondo di un viaggio che rivive tutto quello che la schiavitù è stata. Mi ha molto turbato la questione ex alloggi degli schiavi trasformati in alloggi per turisti. Forse chi dorme lì non si rende conto che questo è l’ennesimo sopruso, l’ennesima negazione.

    • Hai proprio ragione. Per quanto si legga e si studi, trovarsi al museo di Charleston o nelle capanne dove vivevano gli schiavi è un’esperienza che ti resta veramente nell’anima

  • Ho visitato anche io le piantagioni della Louisiana, pensando di trovare l’atmosfera romantica di Via con il Vento. La realtà è stata durissima e pesante. La schiavitù ha lasciato segni indelebili, soprattutto in quella zona, fatti di listini prezzi, oggetti di tortura e baracche fatiscenti. Nulla di nuovo nella storia del mondo: la schiavitù è stata abolita o c’è ancora travestita sfruttamento?

    • Io l’atmosfera di via col vento l’ho percepita nella bellezza delle dimore, poi bisogna fare i conti con tutto il resto e anche se le guide cercano di glissare, la realtà è lì sotto i nostri occhi

  • Non sapevo che il 30 novembre fosse la giornata dedicata all’abolizione della schiavitù. Un’orribile pratica molto diffusa tempi addietro che va comunque ricordata per non commettere gli stessi errori. Molto importanti sono i diritti e i valori umani a prescindere dal colore della pelle.

    • la data esatta è il 2 dicembre e hai ragione va ricordata e sottolineata anche perché in questo periodo così difficile continuiamo a vedere lo sfruttamento delle persone

  • La schiavitù è qualcosa di ignobile e pensare che si credeva che avesse delle radici scientifiche fa ancora più rabbrividere. Trovo però giusto che questi luoghi siano rimasti per conservare la memoria, non dobbiamo ripetere certi sbagli.

  • I tuoi articoli sono sempre super interessanti e ricchi di informazioni. Il problema della schiavitù è come dici tu ancora strettamente correlato all’America di oggi e di altre parti del mondo. Non ho ancora visitato il sud degli States ma dai tuoi racconti sono molto ispirata

    • Purtroppo la storia dell’America si porta questo fardello da cui non è facile liberarsi e le difficoltà si percepiscono ancora negli stati a maggioranza nera

  • Questo tuo articolo mi ha permesso di conoscere qualche particolare in più su questo lungo scempio umano – non sapevo, per esempio, che il 2 dicembre fosse la giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù.
    Non conosco gli stati meridionali degli USA, ma un viaggio nel profondo sud, soprattutto dopo aver visto film come Via col vento, mi ispira molto, anche se immagino che non troverò quelle atmosfere romantiche che traspaiono dai film.
    Ti ringrazio per questo tuo blogpost, come sempre molto ricco e preciso.

    • Grazie Valentina per i complimenti. In realtà le atmosfere di Via col vento ci sono ancora nelle bellissime dimore storiche della Louisiana e della Georgia, purtroppo quella era solo una parte della storia….

  • Leggo sempre con interesse questi tuoi articoli sulla schiavitù e sempre più mi domando come sia stata possibile. Sono ancora scioccata che alcuni abbiamo trasformato le abitazioni degli ex schiavi in residenze per turisti. Davvero ancora raccontano che gli insegnavano l’inglese e la religione cristiana? Sconvolgente

    • Sai che quando ci penso anche io provo una stretta allo stomaco?! Il libro che ho comprato con le testimonianze degli ex schiavi lo leggo a poco a poco, un pò perchè è in un inglese molto parlato e faccio fatica a capirlo ma soprattutto perché i racconti fanno veramente venire il magone

  • Bell’articolo, assolutamente non banale, strutturato con foto armoniose e ben centrate sull’argomento. Un tema diverso dal solito ma ahimè ancora attuale.
    Uno degli articoli che ho letto più volentieri negli ultimi tempi! Chapeau.

    • Grazie Giulia, che bei complimenti! E’ un argomento quello della schiavitù e dei diritti civili che mi ha appassionato molto durante il viaggio e che ho approfondito molto al ritorno

  • Racconti di un viaggio davvero interessante e denso di emozioni. Probabilmente le cose che hai visto fanno prendere coscienza di concetti che conosciamo, ma che non abbiamo mai realmente vissuto ( almeno io). Articolo molto bello.

    • Grazie Elisa, quel viaggio mi ha consentito di approfondire molti aspetti dei diritti civili che mi erano scononosciuti

  • Non conosco questo volto degli USA o meglio lo conosco perché l’ho studiato sui libri di storia. Come ho imparato viaggiando, tuttavia, credo certi eventi storici così come certe realtà, inizi a comprenderle solo quando in qualche modo le tocchi con mano! Bellissimo questo tuo post, mi hai fatto venire voglia di tornare negli USA e di approfondire la questione della schiavitù e della sua abolizione…

    • Anche io ne avevo letto e studiato ma davvero la realtà supera ogni immaginazione

  • Articolo fantastico!
    Ti parlo da brasiliana dove abbiamo avuto la schiavitù fino al 1888! Sono stati oltre 300 anni di molta sofferenza e i segni sono visibili, sopratutto al nord del Brasile (es. Bahia) dove sono nate molte colonie di schiavi fuggitivi!

    • Grazie Barbara. Il tema della schiavitù è molto complesso e doloroso e posso immaginare che in Brasile si vedano ancora i segni di una piaga che è la vergogna dell’umanità e di cui si parla ancora troppo poco

  • Viaggiare significa anche toccare con mano quello che si studia sui libri di scuola e permette uno sguardo approfondito su certi avvenimenti che sono ancora, diciamo così, scottanti. Hai scritto davvero un bell’articolo che dimostra molta sensibilità.

    • Grazie Marina,è un tema quello delle disuguaglianze che mi tocca e mi appassiona molto

  • Trovo molto triste che si provi a negare o edulcorare un passato così pesante. Credo che la conoscenza della realtà, per quanto brutale potesse essere, sia l’unico antidoto per non ripetere certe bestialità.

    • hai perfettamente ragione solo la conoscenza ci permette di non ripetere gli stessi errori e purtroppo non sempre

  • Hai scritto un articolo importante che serve anche a spiegare perché negli Stati Uniti di oggi sia ancora così acceso l’odio razziale. Quello della Guerra di Secessione è stato un episodio buio e mai perfettamente compreso dagli statunitensi innanzitutto. In ogni caso grazie. Sono sempre più felice di leggere contenuti culturali sui travelblog

    • Grazie Marina, è un taglio che ho dato ai miei scritti perché a me piace approfondire la storia dei luoghi che visito e andare se posso alla radice di certi comportamenti. La storia della schiavitù prima e di diritti civili poi mi ha particolarmente toccato durante il viaggio negli Stati Uniti del Sud ed è stata un pò il filo conduttore del nostro itinerario

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