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Il dottore della peste, l’inquietante maschera di Venezia

Durante il Carnevale di Venezia, uno dei più famosi al mondo, non è difficile incontrare tra le calli, una figura emblematica e inquietante: il dottore della peste.

L’abitudine di mascherarsi era molto diffusa a Venezia, in ogni periodo dell’anno. Oggi, durante il Carnevale, si continua la tradizione con maschere artistiche e bellissime. Ma accanto alla maschera bianca, alle dame e alle gatte si trova anche il becco adunco del dottore della peste. Un modo per esorcizzare il male mettendolo in ridicolo.

Il dottore della peste, l'inquietante maschera di Venezia

Le maschere di Venezia simbolo di liberazione

Il vezzo di camuffarsi è sempre stato molto diffuso nella Serenissima. Ci si poteva mascherare dal giorno di Santo Stefano fino alla mezzanotte del Martedì Grasso e poi ancora nei 15 giorni dell’Ascensione, per l’incoronazione del Doge, per le visite di personaggi illustri. Insomma ogni scusa ere buona per nascondere il proprio aspetto dietro una maschera.

La maschera consentiva di mutare il proprio ruolo sociale senza subire conseguenze. Così i poveri potevano sentirsi ricchi per un giorno e i nobili potevano diventare popolani e comportarsi di conseguenza.

Travestirsi significava lasciarsi andare alla spensieratezza, era un simbolo di liberazione e di abbandono al gioco. Le ricche famiglie veneziane organizzavano feste private con rappresentazioni mascherate. Nacque la Commedia dell’Arte e il teatro conobbe un periodo di grande splendore.

Il dottore della peste, l'inquietante maschera di Venezia

Durante il Carnevale tutti potevano mascherarsi, anche i religiosi che spesso ne approfittavano per concedersi le loro “fughe d’amore”. I travestimenti più utilizzati erano la Bauta – la maschera bianca che copriva il naso – accompagnata dal tabarro nero, la Moretta di velluto nero che impediva di parlare perché era trattenuta con i denti e aggiungeva un tocco di mistero, e il becco da uccello del dottore della peste.

Cos’era veramente la maschera del dottore della peste

Per capire il significato dell’abbigliamento un pò macabro del dottore della peste, dobbiamo tornare al 1575 quando una terza terribile ondata di peste nera colpì Venezia.

Durante le epidemie precedenti erano state istituite le prime misure di sicurezza come la chiusura dei luoghi di assembramento (chiese e osterie) e soprattutto con la costruzione dei lazzaretti.

Il primo Lazzaretto della storia vide la luce nel 1423 proprio a Venezia sull’isola di Santa Maria di Nazareth ,da cui il nome. Qui venivano portati gli ammalati senza possibilità di cura.

Il Lazzaretto Nuovo invece, costruito successivamente, si trovava su un’isola all’imbocco della laguna. Serviva per la quarantena delle navi in arrivo a Venezia che dovevano sostarvi per almeno 40 giorni.

La terza ondata fu veramente devastante perché uccise un terzo degli abitanti della città. E’ in quel periodo che si consolidò l’abitudine per i medici di utilizzare un abbigliamento particolare.

Il dottore della peste, l'inquietante maschera di Venezia

Il dottore della peste indossava una veste nera in tela cerata, lunga fino ai piedi e ben sigillata. Guanti, cappello e alti calzari completavano l’uniforme.

Sul viso portava una maschera con due fori all’altezza degli occhi, sigillati con pezzi di vetro. La maschera era dotata di un lungo becco adunco riempito con un composto di 55 erbe aromatiche e altri elementi tra cui la mirra . Due tagli orizzontali ai lati consentivano il passaggio dell’aria filtrata dai profumi delle erbe. La lunga stecca che il dottore tiene tra le mani, serviva ad evitare di toccare i corpi degli appestati.

Sicuramente la ragione di un tale abbigliamento era quella di isolare il medico perché non si contagiasse ma il fatto che fosse anche terribile a vedersi aveva un significato più profondo. All’epoca si pensava che la malattia fosse portata dal maligno. La maschera paurosa del dottore della peste serviva anche a spaventare gli spiriti e quindi a scacciarli dai corpi degli ammalati.

Il dottore della peste, l'inquietante maschera di Venezia

Il dottore della peste a Carnevale

Presto l’uniforme del medico della peste divenne un costume di Carnevale, un modo di evocare la rappresentazione del male per sconfiggerne la paura.

Il Martedì Grasso, gruppi di dottori della peste giravano per le calli gridando ai veneziani di ritornare a costumi più morigerati dopo i bagordi di carnevale. Un modo per ricordare che il male è sempre in agguato. A questa sorta di monito contribuirono anche le leggi che la Repubblica di Venezia si vide costretta ad imporre per combattere il decadimento dei costumi. Le maschere vennero vietate nei luoghi sacri, all’interno delle case da gioco e per le prostitute.

Oggi la maschera del dottore della peste è una delle tante usate durante il Carnevale di Venezia.

E’ importante che la tradizione delle maschere venga proseguita poiché si tratta di una vera e propria forma d’arte.

I mascareri, ovvero i produttori di maschere, avevano un proprio statuto vicino a quello della compagnia dei pittori ed erano figure importanti nella realtà veneziana. Nel 1733 esistevano ben 12 botteghe a Venezia ma oggi sono pochi i mascareri che lavorano ancora secondo la tradizione.

La Cà Macana, nel Sestriere di Dorsoduro, è uno dei laboratori più antichi della città. Ha realizzato le maschere del film di Kubrick Eyes Wide Shut con Tom Cruise e Nicole Kidman. Davanti alla sua vetrina è impossibile non rimanere incantati.

Il dottore della peste, l'inquietante maschera di Venezia

24 Replies to “Il dottore della peste, l’inquietante maschera di Venezia”

  • In effetti, questa maschera con quel lungo becco è davvero inquietante, forse proprio perchè associata a periodi bui e (fortunatamente) lontani in cui la medicina era poco più che una superstizione!

    • e’ vero che non si sapeva molto di peste e altri mali però gli stratagemmi per non contagiarsi e per non respirare il fiato dei malati non sono cambiati molto da allora

  • Ho sempre amato in. maniera particolare le maschere del Carnevale di Venezia ma non mi sono mai posta domande sul loro significato. Che piacere aver avuto delucidazioni in merito ad uno dei travestimenti veneziani più intriganti… sono rimasta ancor più affascinata.

    • E’ diventata una maschera e un travestimento però pensa che cosa terribile quando davvero i medici dovevano conciarsi in quel modo per avvicinare gli appestati!

  • Sai che ero convinta che il dottore della Peste fosse un’invenzione torinese? Forse perché ho letto tempo fa, di un walking tour a Torino dove si parlava proprio di questa figura inquietante. Magari esiste nelle regioni che furono più colpite dalla peste. Impossibile non pensare all’analogia con la situazione attuale e al personale sanitario costretto a indossare abiti e protezioni speciali.

    • E’ probabile che da Venezia il dress code dei medici che curavano i malati di peste si sia diffuso e che quindi anche a Torino ci sia una figura analoga

  • Da sempre vorrei vedere Venezia a carnevale ma non ci sono ancora riuscita. Certo che questa maschera del dottore della peste mi inquieta un pò, sarà l’assonanza con i nostri tempi di pandemia

  • Davvero molto interessante questo tuo approfondimento su questa maschera particolare e quanto mai attuale (purtroppo) del Carnevale di Venezia

  • Interessante racconto, che ricorda un poco qualche modo di mascherasi che hanno anche a Bali per esorcizzare il male

  • Che belle le storie delle maschere di Venezia, anche questa che, nonostante sia suggestiva, un po’ macabra lo è. Prima o poi passerò anche un carnevale qui! Dev’essere incredibile!

  • Sapevo che le maschere di Venezia avevano l’intento di nascondere comportamenti dissipati, almeno in questo periodo dell’anno, ma non conoscevo le origini della maschera della peste, così diffusa tra le strade veneziane. Sto cercando una sistemazione a Venezia per il prossimo weekend, ma i prezzi sono esagerati! Fanno più paura loro delle maschere!

  • Mi segno l’indirizzo di Ca’ Macana e nel frattempo ti ringrazio per questo excursus storico sulla maschera che una volta portavano i dottori. Non sapevo che nel becco si nascondessero le erbe, interessante curiosità!

  • Se una volta questa maschera catturava l’attenzione perché spaventosa, oggi ci colpisce più da vicino anche se le maschere che indossiamo oggi sono meno vistose. Una bella storia su cui riflettere.

  • Non sono ancora stata al carnevale di Venezia ma ora che le manifestazioni stanno riprendendo mi piacerebbe vederlo dal vivo. Molto interessate la storia della maschera del dottore della peste non la conoscevo.

  • La prima volta che ho visto la figura del cerusico è stata in un videogioco, Assassin’s Creed 2 e da lì mi sono documentata e confermo tutto ciò che hai scritto nell’articolo: a Venezia è una vera e propria maschera rappresentativa e non mancano anche versioni più punk o futuristiche!

    • grazie per avermi detto che si chiama cerusico, proprio non lo sapevo e neppure che fosse protagonista di un videogioco, nientemeno!

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