Tresigallo, la città matafisica dei sogni (infranti)

palazzina a Tresigallo con insegna Sogni

Definire Tresigallo città metafisica può sembrare pretenzioso. Eppure questo piccolo centro perso nella pianura verso il Delta del Po, ha qualcosa di unico.

Se percorrete le strade perpendicolari deserte e assolate e le piazze dai portici rigorosi nel silenzio del pomeriggio, vi sembrerà davvero di entrare in un quadro di De Chirico.

Qui, caso forse unico in Italia, il bisogno di distruggere le ombre di un passato vergognoso, si è trasformato nella consapevolezza di vivere in una città speciale.

Gli edifici restituiscono i concetti dell’architettura razionalista di inizio ‘900 e le geometrie disegnano gli spazi facendo di Tresigallo una città metafisica che oltrepassa la sua natura.

Tresigallo, la città matafisica dei sogni (infranti)

Tresigallo e l’utopia di Rossoni

Tresigallo era un centro importante già nel 1500. all’epoca delle grandi bonifiche degli Estensi. Fu però negli anni ’30 del secolo scorso che conobbe il suo vero splendore.

In pieno periodo fascista, l’allora Ministro dell’Agricoltura Edmondo Rossoni, nativo del paese, iniziò a progettare la sua città ideale convincendo Mussolini che il suo progetto si potesse replicare “dalle Alpi alle piramidi”.

Progettò strade e piazze, costruì edifici, centri sportivi e scuole.

Una città studiata a tavolino ma, diversamente dalle altre volute dal Duce come Sabaudia o Carbonia, aveva una stretta relazione con il territorio.

Tresigallo, la città matafisica dei sogni (infranti)

Rossoni era un gerarca fascista ma veniva da un passato di sindacalista ed era un uomo scomodo per Mussolini. Fedele ai suoi ideali volle dotare la sua città di servizi pubblici, asili, scuole, luoghi di ricreazione. Costruì un ospedale, il Sanatorio, e soprattutto molte fabbriche dedicate alla lavorazione della canapa e della cellulosa.

Trasformò Tresigallo nella “città metafisica” che conosciamo oggi, inseguendo il suo sogno. Voleva un luogo dove lavoratori e datori di lavoro potessero collaborare nella costruzione di un mondo migliore. Lo fece con poco clamore, utilizzando materiali poveri come il cemento. Per ottenere l’effetto del marmo sulle colonne lo arricchì con il sale grosso in fase di asciugatura.

Un luogo di giustizia sociale era, ed è, un sogno destinato a infrangersi contro la violenza del regime, la guerra e tutto il male che ne è seguito in una terra teatro di divisioni profondissime.

Tresigallo, la città matafisica dei sogni (infranti)

Cosa vedere nella città metafisica di Tresigallo: esempi di architettura razionalista

L’architettura razionalista iniziò a svilupparsi in Germania all’inizio del 1900. Il suo concetto era basato sulla stretta connessione tra forma e funzione. Gli edifici dovevano rappresentare il motivo per cui erano stati costruiti, senza orpelli.

Le forme sono rigorose, con grande uso di colonne, gli spazi interni ampi, le strutture portanti in cemento armato.

Dal sito www.tresigallocittàmetafisica.it, potete scaricare un itinerario da seguire in autonomia con audioguida e percorso interattivo.

Noterete una costruzione azzurra con la scritta Sogni: si tratta degli ex bagni pubblici ristrutturati nel 2000. L’insegna che avrebbe dovuto essere forse “Bagni” è un simbolo della sua rinascita.

Ci sono poi la Casa della Cultura e la monumentale Casa del Fascio con la facciata in travertino. Sono molto interessanti le simmetrie del loggiato di Piazza Italia.

Tresigallo, la città matafisica dei sogni (infranti)

L’attuale Piazza della Repubblica (ex Piazza della Rivoluzione) ha una particolare forma a D. La fontana al centro è abbellita da quattro gazzelle che rappresentano le altrettante conquiste italiane di Etiopia, Libia, Eritrea a Somalia.

L’entrata del campo sportivo è un massiccio arco trionfale che sottolinea l’importanza dello sport all’epoca del fascio.

Fate caso anche alle insegne dei negozi che ricordano i caratteri futuristici delle “Parole in libertà” di Marinetti. In particolare quella del Bar Roma, completamente abbandonato e per questo rimasto intatto, ma anche il “Forno” e l’ “Alimentari“.

Tresigallo, la città matafisica dei sogni (infranti)

Tresigallo metafisica come un quadro di De Chirico

Proprio a Ferrara De Chirico conobbe Carrà e con lui fondò la corrente della Pittura Metafisica; sullo sfondo delle Muse Inquietanti si riconosce proprio il castello Estense. Non è un azzardo quindi pensare che con i suoi spazi teatrali, i loggiati geometrici, gli edifici classicheggianti nelle piazze deserte, Tresigallo sia una città metafisica.

Camminando per le strade semideserte vi sentirete parte di un paesaggio astratto, calati in un mondo onirico, quasi inquietante. Un luogo fuori dal tempo e dallo spazio o meglio un luogo oltre la realtà fisica di spazio e di tempo.

Tresigallo, la città matafisica dei sogni (infranti)

Il bar di Viale Roma si chiama, incredibilmente, “Oltre il tempo”. Dietro il bancone la ragazza con gli occhi a mandorla parla con accento ferrarese mentre i pochi, attempati avventori, giocano a carte e guardano la partita.

Uscendo dal paese vi sembrerà di essere stati in una realtà parallela fatta di figure geometriche, ombre e silenzi.

In fondo alla strada, sulla palazzina azzurra resta la scritta Sogni.

Tresigallo, la città matafisica dei sogni (infranti)

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20 Risposte
  1. Tresigallo la voglio vedere da tempo ma non è mai di strada quando vado da qualche parte. Mi sa che dovrò decidermi a organizzare una gita da quelle parti proprio per vedere la città. Avevo già sentito parlare di Tresigallo e della sua storia particolare, e in particolare l’architettura razionalista mi attira molto per le sue forme essenziali e lineari. Ne abbiamo tra l’altro anche un esempio nella mia città, nell’edificio della scuola pubblica.

  2. Ricorda molto Sabaudia, come hai accennato all’inizio del testo. Io sono sempre stata affascinata da queste città ideali, progettate durante il regima fascista. Anche Latina ad esempio segue molto questo filone architettonico. C’è da dire che inizialmente le cose belle sono state fatte, e con molta passione. Purtroppo però c’è sempre qualche cosa che devia il percorso degli eventi, in questo caso facendoli diventare nefasti.

    1. Certo, Tresigallo ricorda decisamente Sabaudia e Latina seppure con un poco di attenzione in più al sociale. Non possiamo purtroppo cancellare la storia ma la memoria serve anche a capire

  3. L’uso delle foto in bianco e nero ad accompagnare le immagini rende tutto ancora piú denso e carico di ricordi, come a respirare quei tempi disgraziati.

  4. Questa città è veramente pazzesca, sembra davvero un quadro metafisico di De Chirico, non la conoscevo e mi sembra un’ottima scoperta. Una gita in un week end si potrebbe programmare.

  5. Nonostante le architettura razionaliste non mi piacciano molto, vedere una cittadina completamente inondata da questo genere di costruzioni deve essere davvero interessante.
    Ho curiosato sul sito di “Tresigallo – la città metafisica” e penso che abbiano fatto davvero un buon lavoro nel rendere più nota e comprensibile questa località che, se saprà mantenersi intatta, potrebbe col tempo ricoprire una grande importanza storica!
    Io di certo mi ci fermerò la prossima volta che sarà in quei paraggi.

  6. Trovo molto azzeccata la tua scelta del Bianco e Nero nell’immortalare Tresigallo, sogno infranto di un’epoca che fu. Incredibile come degli ideali di uguaglianza lavorativa, stretto contatto tra lavoratore e datore e la concezione abbiano poi cessato totalmente di esistere con la guerra e la dittatura.
    Spero che Tresigallo possa essere valorizzata e non smantellata, cancellare il passato vuol dire ripeterne gli errori in futuro.

  7. Libera

    È proprio vero: camminare per le vie di Tresigallo equivale a sentirsi all’interno di un quadro di De Chirico. Città davvero unica nel suo genere e che genera emozioni contrastanti.

    1. complice la giornata di sole, i giochi di luce tra le geometrie delle costruzione erano molto artistici. Immagino non sia lo stesso in inverno con il brutto tempo

  8. Amo l’architettura razionalista e questo tuo articolo mi fa fare un viaggio nel passato “giusto” alla ricerca dell’arte e delle linee, ma soprattutto della luce. Grazie di averne parlato, purtroppo la si associa ancora ad un contesto storico terrificante, ma è proprio dalla storia che dobbiamo imparare anche a saper scindere ed ammirare l’arte per quella che è.

    1. E’ vero, purtroppo l’architettura razionalista è associata al periodo fascista e forse proprio per quello non solo trascurata ma anche sottovalutata, invece come tutte le forme d’arte ha il suo senso e la sua bellezza

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