Boccadasse, il fascino nostalgico di un borgo fermo nel tempo

il borgo marinaro di Boccadasse a Genova

Ci si arriva da Corso Italia, la passeggiata a mare dei genovesi, e si resta col fiato sospeso: Boccadasse sembra uscita da una cartolina d’altri tempi.

Una manciata di case color pastello arroccate le une sulle altre e affacciate su una piccola baia sassosa e protetta.

Un tipico borgo marinaro della Liguria, se non fosse che ci troviamo a pochi chilometri dal centro di Genova.

I rumori del traffico e gli odori dei caruggi sembrano svaniti improvvisamente con il riflesso del mare che illumina le facciate delle case.

E prima di scendere verso la piazzetta e i suoi invitanti localini, non si può fare a meno di fermarsi ad osservare quell’armonia di luce e di colore.

Boccadasse, il fascino nostalgico di un borgo fermo nel tempo

Gino Paoli ha abitato lungo la salita di Santa Chiara a Boccadasse, in quella casa con una ” soffitta vicino al mare a un passo dal cielo blu“. E se La gatta è una delle sue canzoni più famose, quella intitolata proprio Boccadasse, in duetto con Ornella Vanoni è meravigliosa:

Chissà perché Genova ispira poesia e malinconia? Forse per capirlo basta restare a guardare gli scogli battuti dalle onde, i panni stesi mossi dal vento, i muri scrostati dal sale e lasciarsi invadere dalla struggente nostalgia di un momento che sembra essere da sempre dentro di noi.

Boccadasse, il fascino nostalgico di un borgo fermo nel tempo

A Luigi Tenco, sensibile cantore dell’anima profonda di Genova e frequentatore del borgo, è dedicata una targa con i versi di una sua canzone emblematica.

Fabrizio de André, musicista simbolo della città, a Boccadasse avrebbe composto Crêusa de mä, una melodia in dialetto genovese con i suoni del mediterraneo. Le crêuse, o crose, sono quei sentieri di mattoni che dalla collina scendono verso il mare e ad ogni passo se ne intravvede la luce.

Basta salire verso il promontorio di Santa Chiara per capire quanto le crêuse di Boccadasse possano essere poetiche.

Renzo Piano non è un poeta ma è nato a Boccadasse e descrive così il suo borgo: “un segreto ripiegato sulla kasbah della città“. Non potrebbe esserci modo migliore per raccontare di questo angolo di paradiso a due passi dalla frenesia di Genova.

Infine, come non citare il grande maestro Andrea Cammilleri che, affascinato da questo luogo ha scelto Boccadasse per farci abitare Livia, l’eterna fidanzata di Montalbano.

Boccadasse, il fascino nostalgico di un borgo fermo nel tempo

Le barche in secca sulla piccola piazza sono l’evidenza che la tradizione marinara del borgo di Boccadasse non è venuta meno con l’avvento dei turisti. I pescatori si vedono ancora al sole mentre riparano le reti o controllano i gozzi prima di rimetterli in mare dopo l’inverno.

In questo suo resistere allo scorrere del tempo, sta il fascino di Boccadasse. Ci si viene per ritrovare il sapore di quando si era bambini; alcuni ricordano gli scafi delle vele incastrati tra le case. Il gelato è ancora lo stesso in quel locale un pò retrò che ha ancora l’insegna con scritto “latteria igienica”. Chissà poi cosa voleva dire?

Boccadasse, il fascino nostalgico di un borgo fermo nel tempo

Adesso ci si viene per l’aperitivo che è indimenticabile, seduti sulla spiaggia con i bicchieri in mano e la luce che scivola sul mare.

Si può cenare su un terrazzino con vista sull’infinito accompagnati dal rumore della risacca o sedersi su un muretto a gustare un pezzo di focaccia.

Poi ci si inerpica lungo il caruggio stretto tra le case alla ricerca di angoli di bellezza selvaggia e prepotente. Se si hanno buone gambe si può raggiunger il castello Türke, strana costruzione eclettica che domina l’altura, e lasciarsi incantare dal panorama.

Dalla porta laterale della chiesa di Sant’Antonio, con le pareti piene di ex voto dei marinai, sembra di cadere direttamente in mare tanto la costruzione è a strapiombo sulle rocce.

Boccadasse, il fascino nostalgico di un borgo fermo nel tempo

Sembra che Boccadasse sia stato fondato da un gruppo di naufraghi spagnoli capeggiati da un certo Donderos e questo spiegherebbe la diffusione nella zona del cognome Dondero.

Il nome deriva, invece, dalla forma dell’imbocco della baia, a bocca d’asino. Il toponimo dialettale Bocca d’Azë è stato trascritto dai solerti impiegati sabaudi dopo l’unità d’Italia come Boccadasse, e tale è rimasto.

Il quartiere La Boca di Buenos Aires deve il suo nome ai molti emigrati genovesi che hanno voluto portare con sé un pezzetto del loro mare. La famosa squadra Boca Junior è chiamata dai locali Xeneizes, genovesi.

Boccadasse, il fascino nostalgico di un borgo fermo nel tempo

Se volete andare alla scoperta di altri meravigliosi borghi del Levante ligure, vi consiglio questi post:

12 Risposte
  1. Me lo segno immediatamente. L’ultima volta abbiamo optato per Camogli, che in realtà mi ricorda molto questo borgo, forse perchè altrettanto poetico e nostalgico. La costa ligure regala scorci straordinari.

  2. Impossibile non immaginarsi in quei vicoli, a scendere verso il mare. Una pausa per un aperitivo, un pezzo di focaccia o per il gelato “igienico” (devo dire che ora sono molto curiosa su questo nome).
    Un posto per me relativamente vicino a casa partendo dal Piemonte, ma che come tutti i posti vicini finisco sempre per trascurare.

    1. E’ sempre così! IO sono andata in vacanza in Liguria per tutta l’infanzia e ho scoperto Boccadasse in età adulta, giustamente per i suoi aperitivi!

  3. Ecco dove avevo sentito parlare di Boccadasse: Andrea Camilleri ha scelto proprio un borgo incantevole. Avrei dovuto aggiungerlo come tappa in Liguria anziché visitare le affollatissime Cinque Terre, Sicuramente si respira un’aria più autentica qui.

  4. Non conosco Boccadasse ma mi ricorda tantissimo le Cinque Terre. E’ proprio un classico borgo marinaro ligure e non mi sorprende che abbia ispirato cosi tanta poesia

    1. I borghi della Liguria, soprattutto quelli di Levante, hanno caratteristiche simili: sono tutti abbarbicati alla montagna e hanno le case colorate strette intorno al porto, è il loro fascino

  5. Ogni anno mi ripropongo di visitare Boccadasse e ogni anno non riesco ad organizzare. Per trovarla così tranquilla in che periodo sei stata? È fattibile alloggiare a Genova e poi andarci a piedi?

    1. Io l’ultima volta ci sono stata alla fine di Maggio ed era un fine settimana; il borgo è sempre preso d’assalto dai turisti, in tutte le stagioni. Da Genova si arriva anche a piedi facendo il lungomare di Corso Italia ma dipende da dove alloggi, la città è molto grande e se sei per esempio nella zona del Porto Antico sconsiglio di arrivare a piedi a Boccadasse

  6. Non sono una grande amante del mare (tantomeno di Genova), ma andrei a Boccadasse anche subito perchè il castello Turke è nella mia wish list insieme a tutti i posti realizzati da Coppedè! E’ più forte di me: l’eclettismo è proprio il mio genere!

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