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Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

cittadella di Carcassonne

Tra gli aggettivi che si sprecano per descrivere Carcassonne, falsa è l’ultimo che si potrebbe immaginare. Eppure in un certo senso è proprio così e vedremo perché.

Al di là delle polemiche sulla sua ricostruzione, però, vi posso assicurare che lo spettacolo delle sue mura possenti vi lascerà a bocca aperta. Austera e inespugnabile di giorno, Carcassonne si tinge di giallo al tramonto e una passeggiata lungo i bastioni al calar della sera è quanto di più romantico si possa immaginare.

Camminando lungo le lices, lo spazio tra le due cinte murarie della cittadella, si può solo ammirarla e non pensare a una Carcassonne falsa o vera ma solo a un luogo fuori dal tempo in cui sognare la favola.

Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

Carcassonne: una storia di oltre 2000 anni nella terra dei Catari

Le mura settentrionali, fortificate dai romani nel 100 a.C., sono ancora quelle originali. Poi arrivarono i Visigoti che continuarono a rafforzare la cittadella. Seguirono i Saraceni e anche i Franchi fino a quando Carcassonne divenne proprietà del visconte di Albi e Nîmes, Raymond Roger Trencavel che costruì il castello. Siamo nel 1067.

Il movimento religioso medioevale dei Catari si sviluppa in questo periodo un pò in tutta Europa ma trova la sua culla in Occitania e in particolare in Linguadoca. La regione di Tolosa, Albi e Carcassonne risente ancora oggi del fascino mistico degli eretici.

I Catari si rifacevano ai principi più puri del cristianesimo rifiutando la gerarchia medioevale e opponendosi all’autorità della chiesa di Roma. Temendo una loro affermazione, il Papa Innocenzo III scatenò una crociata che dopo 70 anni di battaglie e inquisizione portò al loro totale sterminio. Trencavel stesso fu accusato di eresia e morì nella prigione del suo castello.

Nel 1247, sotto il dominio di Luigi IX il re Santo (nonostante le crociate), quello che fondò la città di Aigues Mortes, si costruì il giro più esterno delle mura della cittadella. Gli abitanti vennero spostati nella città nuova, ai piedi della collina che prese il nome di Bastide Saint -Louis .

Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

Col passaggio dell’Occitania al regno di Francia, cessò l’importanza delle numerose fortificazioni della regione e anche Carcassonne cadde in declino. Durante la Rivoluzione fu trasformata in magazzino e presto le pietre delle sue belle mura divennero materiale da costruzione per altri edifici.

La cittadella medioevale arroccata sulla collina era messa così male che si pensò di distruggerla.

Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

Il recupero di Carcassonne “falsa ma vera”

A metà del 1800 entra in scena l’architetto Viollet-Le-Duc che decide di salvare la città riedificandola come doveva essere ai tempi di Luigi IX: con la doppia cinta muraria, le sue 53 torri, la chiesa e il castello.

La sua idea era quella di operare un “restauro interpretativo” riportando i monumenti a come erano, eliminando gli interventi successivi e cancellando la storia. Il suo intervento fu molto contestato da coloro che propendevano invece per un restauro conservativo e lo accusavano di essersi “reinventato” la città.

Oggi gli si riconosce il merito di aver salvato la cittadella medioevale che sarebbe invece andata irrimediabilmente distrutta.

Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

Non saprei dire se Carcassonne è falsa o vera. Nonostante alcuni interventi non proprio perfetti, come l’aggiunta del ponte levatoio e i tetti in ardesia, trovo che aver ridato ai posteri un’immagine fedele di quella che doveva essere la città fortificata, sia una buona cosa.

Nel 1997, Carcassonne viene riconosciuta dall’Unesco, Patrimonio dell’Umanità. Le sue mura sono protette, così come i camminamenti tra le due cinte fortificate che a mio parere sono la parte più bella e interessante di tutta la visita della Cité.

Carcassonne: visita della cittadella

Fatta la premessa su cui sopra sulla ricostruzione di Carcassonne, falsa o veritiera che sia, passiamo a goderci la sua bellezza e la sua unicità.

Se la vostra visita è in estate, preparatevi ad una calca impressionante di turisti che affollano i vicoli e i ristoranti. Se invece, come me, avete la fortuna di arrivarci fuori stagione potrete apprezzare in solitudine gli scorci poetici delle mura, ma non troverete quasi nessun locale aperto di sera all’interno delle mura.

La città di Carcassonne si divide in due parti, la Cité all’interno delle mura e la Bastide ai piedi della collina. Quest’ultima è la parte meno antica e anche, a mio parere, la meno interessante. Va detto che ci sono arrivata a inizio Gennaio quando le luminarie di Natale ormai spente e decisamente kitch davano un’aria disordinata alle piazze e alle strade.

La porta di accesso principale alla Cité è la Porte Narbonnaise, sul lato est ma la più bella è la Porte d’Aude dalla parte del fiume. Si apre nelle vecchie mura dei Visigoti, in cima ad una ripida scarpata. Archi, torri, scale e passaggi lasciano immaginare l’attività militare che vi si svolgeva nel Medioevo.

Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

Una volta all’interno della cittadella lasciatevi affascinare dalle vecchie case a graticcio, dai vicoli e dalla bella piazza su cui sorge l’Hotel de la Cité.

La Basilica di Saint- Nazaire merita una visita per le sue magnifiche vetrate e per l’organo più antico di Francia. A me sono piaciute tantissimo le garguglie tipiche delle cattedrali medioevali. La parte finale delle gronde è decorata con figure animalesche o fantastiche, spesso mostruose. Alcuni pensano che servissero a proteggere le chiese dai demoni. I loro profili stagliati contro il cielo e le ombre proiettate sui muri creano immagini molto suggestive.

Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

Confesso di non aver visitato l’interno del Castello ma mi sono limitata ad ammirare le sue bellissime torri e la facciata.

Aspettate la sera, quando i turisti se ne vanno e si accendono i lampioni. E’ il momento magico in cui si può immaginare la storia e lasciarsi trasportare dalla fantasia. Potrebbero attraversarvi la strada cavalieri in armatura e arcieri con tanto di frecce e non vi stupireste!

E’ il momento in cui Carcassonne diventa romantica, quando le pietre raccontano leggende e le torri si stagliano possenti nel crepuscolo.

Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

Passeggiata lungo le mura

Il percorso lungo le mura è di circa 1,5 chilometri e io penso di averlo fatto almeno quattro volte! Il momento più bello, inutile dirlo, è all’imbrunire quando le ombre giocano con i contrafforti e le torri sono davvero inespugnabili. Il camminamento all’interno della doppia cinta muraria è una continua sorpresa tra passaggi stretti, vedute sulla Bastide e sui Pirenei innevati, scale ripide e piccole feritoie.

Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

Ringrazio mentalmente Monsieur Viollet-Le-Duc per aver preservato la bellezza suggestiva e superba di Carcassonne.

Dove dormire e mangiare a Carcassonne

Eravamo fuori stagione e abbiamo voluto regalarci un week-end romantico quindi abbiamo scelto un boutique hotel di charme. L’Hotel du Chateau è in una posizione splendida ai piedi della Cité, ha camere piccole ma arredate molto bene e offre tutti i confort, compresa la Spa. I proprietari sono gli stessi dell’Hotel des Remparts a Aigues Mortes dove ci eravamo trovati molto bene.

All’interno delle mura ci sono moltissimi ristoranti turistici -troppo turistici – che a pranzo sono aperti anche in inverno. La sera, invece, dopo le vacanze di Natale è tutto chiuso.

Mi sento di consigliare la Brasserie à 4 Temps che si trova nella Bastide. Lo chef, Frank Putelat è anche proprietario di un hotel e di un ristorante stellato. Il concetto moderno di “bistronomie” ovvero cucina di qualità ma presentata in stile bistrot è perfettamente applicato in questo locale dall’atmosfera giovane e informale.

Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima

30 Replies to “Carcassonne autenticamente falsa eppure verissima”

  • Sarà anche “falsa”, ma io la trovo bellissima! Una meta che mi piacerebbe vedere durante le vacanze di Pasqua, quando magari non è ancora alta stagione e quindi non c’è troppa gente in giro. Mi segno il nome dell’albergo – ho visto le immagini sul sito e mi sembra davvero bellissimo.
    Molto interessante il concetto di bistronomie!

    • se vuoi gustarti una cucina anche del territorio ma con degli spunti particolari nella zona di Carcassonne ci sono parecchi locali famosi; purtroppo a Gennaio molti erano chiusi

  • Io me ne sono innamorata vent’anni fa, durante il nostro primo viaggio on the road in Francia, e devo dirti che per noi ora è diventata una tappa fissa. Ne amo l’atmosfera senza tempo e le sue mura possenti, nonchè la possibilità di soggiornare Intra muros e vivere come nel medioevo, con una stanza vista torrioni!

    • il giro intorno alle mura è davvero molto bello, l’ho fatto e rifatto mille volte in tutte le ore della giornata per cogliere le diverse sfumature di luce

  • Ricordo molto bene il restauro di cui parli. Avendo studiato Architettura all’università, Viollet Le Duc era spesso presente nei miei corsi. Non sono mai stata a Carcassone, ma mi incuriosisce molto.

    • Ma cosa di diceva di lui? Sono curiosa di sapere se alla fine il mondo della storia dell’arte lo ha assolto oppure resta scandalizzato dal rifacimento di Carcassonne

  • Era da tanto che desideravo visitare Carcassonne, e finalmente la scorsa estate ci sono riuscita. Mi è piaciuta moltissimo, è molto più bella di quello che pensavo. Peccato per la pioggia che ha un pò rovinato la nostra visita!

    • davvero peccato per la pioggia perché in estate è sicuramente bellissima. Io me la sono goduta col sole ma poco “vivace”

  • Non ci sono mai stata perciò non ho un’opinione mia ma penso che aver restaurato questo borgo sia stato comunque meglio che farlo andare in rovina

    • ci sono sempre opinioni diverse, forse si sarebbe potuto recuperare quel che restava senza ricostruire….però non avremmo questa meraviglia da godere

  • Carcassone ci sono stata da ragazzina e ne porto ancora il ricordo, che dire … falsa o vera che sia è una vera meraviglia unica tutta da vedere

  • Sono stata a visitare Carcassone e mi è piaciuta tantissimo l’intera area fortificata. Non credo assolutamente nella definizione di falsa anzi, ritengo che ogni luogo abbia la sua storia e se un edificio è stato ricostruito di certo non è meno vero di un altro.

    • io sono in dubbio sul giudizio: a volte lasciare che l’aspetto che vediamo degli edifici racconti la loro storia è la cosa giusta da fare. Nel caso di Carcassonne però la ricostruzione consente di capire come doveva essere la città ai tempi del suo splendore. Credo che non ci sarà mai una risposta

  • Ho sentito così spesso parlare di Carcassone nei libri di Storia dell’Arte, per questo suo stile gotico e un po’ fiabesco! Prima o poi devo visitarla!

  • Una città che non ho ancora visitato ma mi attira molto sprigiona storia da ogni angolo, quelle mura poi sono realmente maestose posso immaginare dal vero

  • Ho avuto anche io la stessa impressione. Se passeggi tra le mura di Carcassone hai l’impressione di essere in un enorme circo ricostruito, ma allo stesso tempo è talmente imponente e grandiosa che non puoi non rimanerne stupito. Non importa se sia falsa o vera: è bellissima e assolutamente da visitare.

    • hai condensato benissimo il mio concetto. Rimango dell’idea che le mura sono la parte più bella e più caratteristica della città

  • Oggigiorno un restauro “interpretativo” sarebbe inconcepibile, ma dobbiamo rendere merito a Viollet-Le-Duc di aver salvato questa meraviglia. È da tanto che ho voglia di tornare in Francia e visitarla.

    • Carcassonne è davvero bellissima e Le Duc in fondo ha fatto bene a ridarcela così, però sul restauro interpretativo continuo ad avere dei dubbi…

  • I restauri ottocenteschi sono quasi tutti di questo tipo, interpretativi: penso a Grazzano Visconti o al Castello di Fénis e siamo sempre lì: è chiaro che il restauro di per sé è una modifica di ciò che è un luogo o un oggetto ma non possiamo di certo recriminare nulla a questo architetto, anzi oggi possiamo dire che Carcassonne è uno splendido esempio di questo tipo di restauro!

    • Hai ragione, nel 1800 era così e sinceramente io ancora non ho capito se mi piace questo tipo di interpretazione oppure preferirei vedere quello che rimane dopotutto la storia passa e lascia le sue tracce sulle pietre delle case

  • MI sono occupata di restauro per molti anni. Anche se oggi la prassi è restauro conservativo, nel rispetto degli elementi tipologici e stilistici, con eliminazione di tutti gli elementi estranei, Violette Le Duc ha il merito di aver salvato dall’oblio e dalla decadenza un immenso patrimonio architettonico. Quindi, ben venga il falso, se può testimoniarci qualcosa dal passato. Tra l’altro, e non lo dicono, anche il campanile di Venezia è completamente ricostruito!

  • Sinceramente non sono mai stata a Carcassonne, ma da quello che vedo nelle tue fotografie non sembra falsa. Anche se il restauro sia stato “interpretativo” io la trovo bellissima. Spero un giorno di poterla vedere di persona.

    • effettivamente il risultato ottenuto è sorprendentemente bello e armonioso, doveva essere davvero un luogo straordinario se continua a conservare questo fascino

  • Molto interessante, dalle tue fotografie si percepisce la maestosità del luogo che sicuramente merita una visita,
    Un saluto

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