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I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York

Murales di Harlem, donne afroamericane

Credo che Harlem sia la zona di New York dove si concentra il maggior numero di murales della città.

Questa forma di street art nasce dai graffiti di protesta degli anni ’70 e affonda le sue radici nei disagi sociali di una comunità costretta in un quartiere ghetto che è divenuto, suo malgrado, uno dei simboli di New York.

I murales di Harlem sono nati durante la grave crisi economica di New York, quando la scuola, per mancanza di fondi, ha dovuto tagliare i programmi di arte.

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York

Gli studenti allora si sono presi la strada “firmando” i palazzi e colorando i vagoni della metro. Agli inizi infatti si trattava soprattutto di tag – firme – che poi si sono evoluti in graffiti e disegni.

I muri degli edifici industriali e le facciate dei palazzi di periferia nel Bronx, a Brooklyn e nei sobborghi di Manhattan come Harlem, sono diventate le tele di giovani artisti.

Il messaggio di protesta contro il potere, si è trasformato in una forma d’arte con un importante valore sociale.

Nel programma di risanamento della città di New York voluto dall’allora sindaco Rudy Giuliani, i writers sono stati combattuti e considerati dei vandali. Ma chi aveva veramente qualcosa da dire ha continuato a farlo attraverso graffiti e murales.

Alla scoperta dei murales di Harlem

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York

In una passeggiata ideale tra i murales di Harlem potremmo partire dalla 125th Street dove si concentrano, o meglio si concentravano, le opere di Franco Gaskin conosciuto come Franco the Great.

Le saracinesche di Franco the Great

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York

Negli anni ’70 Harlem era davvero un ghetto e i turisti passavano velocemente in taxi con i finestrini sigillati attraverso strade deserte e pericolose.

Harlem, il quartiere della comunità afroamericana dove si sono concentrati i neri nel Sud in cerca di una vita migliore, era un luogo oscuro e violento.

Dopo i disordini seguiti all’assassinio di Martin Luther King, nel 1968, davanti ai negozi furono posti cancelli e grate di ferro per proteggere le vetrine. Franco e altri come lui hanno voluto abbellire le saracinesche con disegni che parlavano alla comunità trasformando il negativo in positivo.

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York
Ph dal web

Iniziò con i temi impegnati della battaglia per i diritti civili – suo è il famoso ritratto di Martin Luther King in lacrime. Continuò con la sua visione ottimistica della vita, sempre suo è il Mikael Jackson con le ali che sale in Paradiso portato da due guanti bianchi.

Purtroppo Harlem sta velocemente mutando pelle e sulla 125th, accanto all’Apollo Theatre tempio del jazz, si aprono negozi e locali moderni le cui vetrine scintillanti non hanno più bisogno di protezione.

I graffiti sulle saracinesche, simbolo di Harlem, vanno scomparendo nonostante numerose associazioni stiano cercando di proteggerli per mantenere la radici culturali del quartiere dove Franco, ultranovantenne, ama ancora vivere.

Crack is Wack

Spostiamoci poi sulla 128th, all’incrocio con Lextingon Ave. Sul muro di un campo di pallamano c’è il murale forse più conosciuto di Harlem.

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York
Ph Flickr.

“Crack is Wack” di Keith Haring è un forte messaggio lanciato dall’artista nel 1986 nel periodo in cui l’uso del crack a New York era diventato un’epidemia. Haring fu arrestato per aver imbrattato il muro ma il suo disegno dimostra che i graffiti sono una forma d’arte che parla al suo pubblico

In questo caso il grido di allarme era per i giovani ,vittime della droga: il crack è una schifezza, statene lontani!

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York
Ph Flickr.

El Barrio e lo Spirito di East Harlem

Scendiamo di qualche blocco rimanendo nella zona di East Harlem, conosciuta come El Barrio dato che qui agli afroamericani si sono uniti i latini.

Gli artisti, soprattutto portoricani utilizzano la street art per proteggere le loro radici culturali e i loro simboli. Alcune opere sono dei memoriali commissionati dalle famiglie che hanno perso uno dei loro cari.

E’ il caso del murale dedicato a Reggie Andrew ucciso davanti a casa il giorno del suo ventiduesimo compleanno, che si trova tra la 111th Street e la 5th Ave.

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York
The Spirit of East Harlem – Ph Flickr.

In questa zona si trovano i murales di artisti famosi e molto amati come i De La Vega e Topaz

Sulla facciata di uno dei palazzi tra la 104 Street e Lexington Avenue, The Spirit of Harlem, rappresenta l‘anima multietnica di una comunità con profonde radici che rimangono nel cuore della gente.

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Ph Flickr

The Hall of Fame

Tra la 106th e Park Ave, nel campo sportivo del complesso scolastico Jackie Robinson, si trova la Hall of Fame un luogo importantissimo per Harlem.

Nata all’inizio del 1900 perché gli artisti dei graffiti avessero un loro spazio, è ora riconosciuta a livello internazionale. Tutti gli anni in Agosto, artisti da tutto il mondo riempiono con la loro musica e i loro colori i muri del campo.

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York
The Hall of Fame – Ph Flickr

L’Audobon Mural Project è un progetto di street art nella zona Nord di Harlem che denuncia con un grande murale di volatili a rischio di estinzione (realizzato da un italiano, tra l’altro), i problemi del cambiamento climatico.

Infine mi piace segnalarvi l’associazione #Education is not a crime che sui palazzi di Harlem ha realizzato 20 murales che promuovono l’uguaglianza scolastica della minoranza iraniana Baha. Con un parallelo tra la crisi dei diritti umani in Iran e la storia degli Usa, lancia un messaggio di unione per tutte le comunità che si battono contro le diseguaglianze.

La trasformazione di Harlem

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York
Striver’s Row – Harlem

I murales fanno parte della storia leggendaria di Harlem, cuore pulsante della cultura dei neri d’America.

Ci sono molti progetti per salvaguardare e ampliare le forme di street art così importanti per la comunità.

Tuttavia Harlem è un quartiere in continua evoluzione.

Come è successo per altre zone, il Village o il Lower East Side, anche Harlem sta vivendo un processo di “gentryfication” cioè di imborghesimento.

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York

Molti galleristi stanno abbandonando la zona di Chelesa sempre meno anticonformista e sempre più conservativa e costosa dopo l’avvento della High Line e del Withney Museum, e trovano ad Harlem la giusta alternativa. Un quartiere di New York che, nel bene e nel male è conosciuto in tutto il mondo.

Qui si respira ancora l’aria romantica di un luogo che è parte della storia di New York.

Ad Harlem le Avenue diventano Boulevard e le strade che li incrociano non hanno più i numeri della Lower Manhattan ma prendono i nomi dei grandi protagonisti della lotta per i diritti civili da Malcom X a Martin Luther King.

Nelle bellissime brownstones di Striver’s Row abitò l’élite afroamericana degli anni ’20 fatta di cantanti e compositori famosi.

Harlem è il quartiere dove Ella Fitzgerald cantava al Cotton Club e dove Ralph Ellison scrisse l’Uomo invisibile.

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York

Qui la domenica mattina si incontrano famiglie vestite a festa che si recano alle Messe Gospel ma ci sono anche locali e ristoranti alla moda frequentati dagli hipster.

Harlem con le sue contraddizioni, il suo calore vibrante e la sua implicita malinconia, è uno dei quartieri che più amo a New York.

I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York
Domenica mattina ad Harlem

38 Replies to “I murales e la rinascita di Harlem, uno dei quartieri simbolo di New York”

  • Io non sono mai stata a New York (purtroppo) ma ho sempre pensato che Harlem fosse una delle zone più caratteristiche ed emozionanti da visitare. Questo tuo post dedicato ai murales mi ha dato conferma di questa idea! Che belle foto!

    • Harlem fa parte della storia di New York, anche e soprattutto per l’immagine negativa che ne abbiamo avuto per molto tempo a causa dei disordini e delle rivolte della comunità afroamericana nel periodo della lotta per i diritti civili. Adesso sta vivendo un suo momento di splendore e il suo passato assume una connotazione diversa

  • Harlem non la conosco affatto. In tante volte che sono stata a New York, è una zona che purtroppo ho sempre trascurato per dedicare tempo a parti della città che ritenevo più interessanti. Invece questa è una bella sorpresa. Non sapevo fosse così ricca di street art, cosa che tra l’altro ho trovato anche a Williamsburg l’estate scorsa.
    Ora so a quale quartiere vorrei dedicarmi la prossima volta che tornerò a New York – chissà quando…

    • A Williamsburg nella zona di Bushwich, ci sono murales bellissimi. Tutti quartieri “di periferia” che hanno sviluppato una loro particolare forma di arte e di comunicazione

  • Sono stata a New York nel 2006 e ricordo che Harlem era ancora considerata una zona pericolosa soprattutto di sera. Purtroppo non
    Sono riuscita a vedere i murales, forma d’arte che adoro, fino ad oggi! Grazie!

    • Si, per molti anni i tassisti non portavano i turisti ad Harlem neanche di giorno. Adesso è bellissimo arrivarci con la metro anche se scendere alla 125th non so perchè ma mi ricorda I guerrieri della notte

  • Quando sono tornata per la mia seconda volta a NY sono stata proprio ad Harlem, ma avendo poco tempo non sono riuscita a scoprire il quartiere e ho perso tutto questo. Peccato!

  • Sono passata solo da Apollo per andare a cena da Silvya una sera, quando tornerò a New York non mi farò mancare un tour diurno tra i murales

    • L’ideale è andarci di domenica così si vedono anche quelli (pochi) rimasti sulle saracinesche

  • Ho letto con interesse il tuo articolo, è davvero molto piacevole; anche se devo confessarti che a me NY non è piaciuta tantissimo!

    • Io invece di New York sono innamorata e mi piace tornarci e vedere i cambiamenti delle varie zone di una città in continuo divenire

  • Ha stupito molto anche me! Abbiamo fatto un bel tour la domenica mattina con un “local” che ci ha ampiamente raccontato la storia del quartiere per poi terminare con la fatidica messa gospel (Molto goliardica..). Mi ha colpito molto il murales a denuncia delle perquisizioni immotivate… e la comedy night al teatro Apollo il mercoledì sera è un’esperienza imperdibile!

    • Avrei una voglia matta di passare una domenica mattina per le strade di Harlem tra le famigliole coi vestiti eleganti e i cappelli con la veletta e poi fermarmi per un brunch in un locale con musica dal vivo, rigorosamente jazz….

  • Mi è piaciuto tantissimo fare questo tour con te fra i graffiti di un quartiere così noto e particolare. Soprattutto perché io a New York non ci sono mai stata! Sarebbe un peccato che i graffiti andassero persi e che il quartiere cambiasse veste…

    • Speriamo che Harlem mantenga la sua anima e che le comunità multietniche che lo abitano continuino a comunicare con questa straordinaria forma d’arte che sono i graffiti

  • I murales di Harlem sono veramente un misto tra opere d’arte e libri di storia. Mi piacerebbe tornare a New York e scoprire meglio questo lato Harlem, io ci ero stata per vedere una messa Gospel, bellissima!

    • Io sono stata ad una Messa cattolica (le gospel di solito sono invece nelle chiese batista), era forse un pò meno coreografica ma il coro era grandioso e il prete che ballava per la navata facendo ondeggiare il turibolo dell’incenso, un vero spettacolo!!

  • New York mi è rimasta nel cuore, ma ad Harlem non ci sono stata. Ci ritornerò, seguendo il tuo consiglio di viaggio attraverso i murales 😍

    • Harlem sta diventando un quartiere vivaca, fuori dalle solite rotte famose. Speriamo che mantenga il suo sapore e non si globalizzi troppo

  • Ho letto il tuo articolo con gran piacere. Sono stata ad Harlem molti anni fa e non avevo fatto caso a quelle pareti colorate e soprattutto non ho indagato sul loro significato. Ciò che ricorda conquiste e battaglie va conservato.

    • Anche io sono d’accordo sul fatto che se le opere hanno un messaggio che va oltre l’opera stessa, devono essere conservate e valorizzate

  • In questo periodo divoro tutto quello che riguarda New York, dai libri agli articoli di viaggio. La sogno da tanto, ma ho deciso che appena si potrà vorrei dare forma a quel sogno. Mi appunto tutto, mi piacciono molto i murales e non avevo mai approfondito Harlem!

    • Io mi sono innamorata di New York la prima volta che ci ho messo piede nel 1993!!! Da allora ci sono tornata tante volte sia per lavoro che per vacanza e ogni volta si riconferma la grande attrazione che questa città esercita su di me

  • Non amo particolarmente i murales, soprattutto quando sono più che altro graffiti ma questi di Harlem sono davvero bellissimi.

    • Certi murales sono solo atti vandalici ma questi sono bellissimi e soprattutto hanno un significato sociale che mi piace molto

  • Sono sempre affascinata dai luoghi che ospitano i murales perchè danno un senso tutto diverso all’arte pubblica. I murales sono un dono degli artisti alla collettività.

  • A me Harlem è piaciuta tantissimo, ho trovato un’atmosfera davvero accogliente. Ci sono andata la domenica mattina per una messa gospel, un’esperienza davvero intensa!

  • Adoro la street art in generale e questi murales sono davvero bellissimi. Sono sicura che vedendoli dal vivo me ne innamorerei ancora di più! Bellissimo articolo, complimenti!

    • I murales e la loro storia di arte per denunciare un disagio e per lanciare dei messaggi mi affascinano tantissimo

  • Nella mia visita a New York non ho visitato Harlem ma ultimamente mi sono appassionata alla street art e spero di tornare nella city per colmare la lacuna…

    • Anche io mi sono appassionata alla street art, un bellissimo modo di comunicare e di fare cultura

  • Ho gli occhi a forma di cuore. Adoro la street art e i quartieri rinati dopo un passato burrascoso. Mi piacerebbe anche vedere una messa gospel. Bellissime foto!

    • la Messa gospel è molto lunga anche se davvero coreografica; molte chiese battiste però non fanno entrare i turisti perché stanno diventando troppi… io sono andata alla Messa di Pasqua in una chiesa cattolica di Harlem ed è stato bellissimo con un coro magnifico e un simpatico prete ballerino

  • Wow!! Mi è piaciuto moltissimo il tuo itinerario tra i murales di Harlem. E’ sicuramente un quartiere che spero di esplorare quando andrò a New York, talmente ricco di storia e vita che non può assolutamente mancare!

    • A me è piaciuto proprio per la storia che rappresenta. E’ ancora un quartiere genuino ma penso che la globalizzazione se lo stia mangiando

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