I viaggi dell'Anto

i viaggi non finiscono mai

I viaggi dell'Anto

La campagna lombarda dopo il Covid, sorrisi e mascherine

sorrisi e mascherine sulle piazze dei paesi della campagna lombard

E’ il momento di ricominciare a viaggiare e noi proviamo ad attraversare la campagna lombarda dopo il Covid per capire cosa è cambiato in una delle zone più più colpite dall’emergenza.

Prendiamo la moto e percorriamo le strade della nostra regione, la Lombardia, attraversando la campagna, quella dei piccoli centri dove tutti si conoscono e dove il Covid-19 si è abbattuto come un flagello.

Veniamo da Lodi, dove tutto ha avuto inizio e ci spostiamo seguendo il Po verso Cremona e Mantova, annusando gli odori di concime e di stalla della profonda campagna lombarda fatta di mais e di grandi allevamenti.

Sono bellissimi i campi in questa stagione: l’orzo ha già le spighe grosse, il granoturco invece non è ancora diventato alto e incombente come in Agosto quando forma delle muraglie fitte ai lati delle strade. Gli alberi sono verdissimi e attraversando i paesi si sente il profumo intenso dei gelsomini e quello dolcissimo dei tigli che ombreggiano i viali.

Penso che il tiglio sia l‘albero di pianura per eccellenza. Il suo profumo è indissolubilmente legato, nei miei ricordi, alla fine della scuola e all’inizio dell’estate. Mi dispiace per tutti quei ragazzi che quest’anno saranno privati della gioia di festeggiare la fine della scuola. Per loro l’anno scolastico si è troncato improvvisamente che era ancora inverno e questo senso di incompiuto resterà nella loro memoria.

La campagna lombarda dopo il Covid, sorrisi e mascherine

Scorci di normalità

I paesi della profonda campagna lombarda, dopo il Covid, non sembrano nemmeno gli stessi. Le piazze sono quasi deserte e a Bozzolo fatichiamo a trovare un bar aperto . Dietro alle mascherine gli sguardi sono ancora impauriti.

E’ vero che noi uomini abbiamo una straordinaria capacità di adattamento ma ancora non ci capacitiamo di non poterci accalcare alla bancarella della frutta al mercato, di non poterci appoggiare al bancone di un bar per prendere il caffé con un amico, di doverci salutare da lontano senza che si veda il sorriso.

La campagna lombarda dopo il Covid, sorrisi e mascherine

In campagna e in provincia dove più o meno ci si conosce tutti, ricominciare a uscire significa scoprire dei dolori nuovi nelle persone che eravamo abituati a vedere in un certo posto e che non ci sono più: il giornalaio, il medico, il vigile.

Nonostante tutto ci proviamo a sorridere e pensare che ritorneremo alla normalità.

Intanto ci fermiamo sulla piazza di Rivarolo Mantovano, un paesone adagiato nel silenzio della campagna che mantiene la sua vocazione rurale. I torrioni delle mura dei Gonzaga e le strade ordinate e perpendicolari conservano un fascino antico e sotto al bellissimo loggione di Piazza Finzi possiamo prendere l’aperitivo!

La campagna lombarda dopo il Covid, sorrisi e mascherine

Chi ci vede con il casco in mano e la macchina fotografica si ferma volentieri a chiacchierare dimostrando una voglia di comunicare che mi fa tenerezza. “Da dove venite?”, ” Ah Lodi, caspita! Da voi è stata dura… ma anche qui…”. Il fioraio ci parla del dramma dei morti senza saluto.

Un gruppo di operai, doverosamente distanziati, alza il bicchiere verso di noi in un brindisi alla speranza. E’ sabato e nonostante la piazza deserta si cerca di riprendere possesso degli spazi e delle vecchie abitudini, incominciando da un spritz al bar.

La campagna lombarda dopo il Covid, sorrisi e mascherine

Sabbioneta come non l’abbiamo mai vista

Sabbioneta è una città davvero unica e , insieme a Mantova, è patrimonio Unesco. Di solito è affollata di turisti, oggi è praticamente deserta.

Facciamo una passeggiata silenziosa lungo la via principale che collega le due porte e apprezziamo l’eleganza degli edifici voluti da Vespasiano Gonzaga. Entriamo in uno dei tanti negozi di antiquariato che i proprietari stanno ripulendo dalla polvere dei mesi scorsi. Anche loro hanno voglia di parlare, scuotono la testa e dicono speriamo che vada davvero tutto bene.

La campagna lombarda dopo il Covid, sorrisi e mascherine

Il lungo porticato della Galleria degli Antichi sembra infinito nel suo silenzio. E’ comunque bellissimo e chissà quante volte avremmo voluto vederlo così e fare una foto senza persone. Invece oggi quelle che mi mancano sono proprio le persone. Anche accalcate, rumorose, vocianti. Questo distanziamento che più che “sociale” è veramente fisico, mi inizia a pesare.

La campagna lombarda dopo il Covid, sorrisi e mascherine

Tornerò a parlare di Sabbioneta, della sua pianta a forma di stella, della sua storia e dei suoi monumenti. Ma non adesso.

Adesso lasciamo le sue strade ordinate dopo una rapida sosta al bar. Scegliamo il tavolino più lontano e poi entrano anche i carabinieri a controllare che le misure di sicurezza siano rispettate. Dietro le mascherine possiamo solo indovinare il sorriso della giovane cameriera che ci porta il caffè e prende i soldi con i guanti.

La campagna lombarda dopo il Covid, sorrisi e mascherine

Riprendiamo la moto e raggiungiamo San Matteo delle Chiaviche dove il fiume Oglio entra nel Po. Poco prima della foce è attraversato da un ponte di barche, uno dei pochi ancora esistenti insieme a quelli bellissimi del Delta del Po.

Il paesaggio naturale tra pioppeti e golene è davvero molto bello.

La campagna della Lombardia è la mia terra, ne sento il richiamo, riconosco gli odori.

Ricominciamo da qui il nostro turismo di prossimità che ci permetterà di apprezzare angoli di bellezza trascurata.

32 Replies to “La campagna lombarda dopo il Covid, sorrisi e mascherine”

  • Molti luoghi dopo la pandemia hanno cambiato completamente aspetto. Senza folla e si respira una pace incredibile ma al tempo stesso è davvero molto surreale vederle così. In lombardia poi credo che i piccoli centri o le campagne che descrivi, in modo particolare. Un racconto magico e malinconico Anto il tuo. Complimenti!

    • Grazie Simona, piano piano torneremo alla normalità anche qui, nella profonda campagna lombarda!

  • La situazione in italia, per fortuna, sta migliorando; è bello vedere in giro questo abbozzo di ritorno alla normalità. Speriamo sia un nuovo inizio per tutti!

  • Mi ha fatto molta tenerezza il vostro post. Sicuramente le vostre zone sono le più colpite. Comunque in tutta Italia si nota questo lento ritorno alla normalità. In un certo senso è come se scoprissimo tutto di nuovo per la prima volta: profumi, sapori, colori e questo non mi dispiace perchè ci fa apprezzare di più quello che abbiamo intorno a noi.

    • Hai ragione! Vedere le persone che per la prima volta scoprono le bellezze vicino a casa è una bella cosa. Abbiamo comunque la fortuna di vivere in un Paese che trasuda bellezza!

  • Ho fatto la stessa cosa. ma senza portarmi dietro nulla di tecnologico. No foto, no video, no radiazioni di alcun genere o trilli che disturbassero la natura. Quella natura che per due mesi ha potuto gioire della nostra assenza. Ho trovato un paesaggio idilliaco, un eden meraviglioso e fiorito, falchi pellegrini poggiati sui belvedere ad ammirare il mare. Ma quanto durerà tutto cio?

    • Durerà poco, purtroppo. Noi uomini non riusciamo a capire che siamo ospiti e non dominatori su questo pianeta

  • Abito in una delle zone della Lombardia più colpite (Bergamo): qui c’è voglia di normalità ma molte cose sono cambiate. Quello che non è cambiato è la città e la natura intorno che sembra volerci dire: “Tornate a viverci, ma fatelo con cautela”.

    • La natura si è ripresa un pò di spazio che era già suo e ci ha messo relativamente poco tempo. Significa che se vogliamo, possiamo iniziare a vivere un rapporto diverso con l’ambiente, purtroppo non sono in molti a pensarla così e i bordi delle strade e le rive dei fossi sono già di nuovo pieni di cartacce e immondizia…

  • Mi sto riabituando a uscire e ci speravo tanto: ho passato 74 giorni senza uscire di casa e, la prima volta che l’ho fatto, è stato stranissimo. Ora, per fortuna, va meglio. Quello che ancora mi stranisce è vedere la gente tutta bardata. Non credo mi abituerò mai.

    • Anche a me fa un effetto strano essere tutti “mascherati” poi tra una battuta e un sorriso con lo sguardo si supera tutto

  • Fa un effetto strano vedere che le persone stanno ritornando alla normalità, ma a una normalità diversa. Anche io vivo in un paesone di campagna dove la gente prendeva il caffè al tavolino del bar sedendosi dove capitava, anche con chi non conosceva bene: ora invece si sta distanti, con tanto di mascherina. Ammetto che ultimamente faccio un po’ fatica a uscire perché questo tipo di nuova normalità mi mette un po’ di ansia.

    • mi rendo conto che comunque piano piano si ricomincia a non avere più paura di avvicinarsi alle persone che era la cosa che più mi faceva soffrire durante il periodo del Covid. Non siamo ancora agli abbracci ma al bar le pacche sulle spalle si iniziano a vedere

  • Io sono Lombarda come te e mi riconosco nella descrizione e nel racconto che hai fatto. Ho notato anch’io i sorrisi e la voglia di ripartire. Ci alzeremo in piedi come abbiamo sempre fatto

  • Questo racconto è da pelle d’oca. In certi momenti, sembra che non sia nemmeno successo quello che è successo. In alcune regioni, poi, la memoria vacilla più che in altre. Posso solo immaginare la Bergamasca di questi giorni e stare accanto agli abitanti da lontano…

    • piano piano ci stiamo riprendendo e davvero certe volte il ricordo dei mesi passati sembra solo un brutto incubo

  • È bello vedere che tutti stiamo tornando, piano piano, alla normalità. La Lombardia ha sofferto moltissimo, speriamo che questa estate in tanti la vogliano visitare!

  • Uno spaccato di vita che sarà difficile da dimenticare: non credo che si potrà tornare alla normalità di prima e sinceramente non ci voglio nemmeno tornare. Dobbiamo anzi trarre il meglio da questo cambiamento disastroso e imparare a rispettare di più la nostra vita, quella degli altri e la nostra Terra.

  • hai fatto delle bellissime riflessioni, quello che abbiamo passato non lo dimenticheremo mai e anche se stiamo cercando di tornare alla normalità sarà molto dura riuscirci. Sicuramente abbiamo imparato ad apprezzare alcune cose a cui prima non davamo peso e questo dobbiamo impegnarci a non dimenticarlo.

  • Anche perché è stato strano visitare luoghi solitamente affollati ora deserti. Da un lato hanno riacquistato la loro vena autentica ed è un buon momento per assaporarli come mai avremmo potuto e potremo fare. Credo però che la ferita in Lombardia sia ben più grande che in altre parti d’Italia quindi speriamo che i borghi si ripopolino presto per dare nuova speranza!

    • speriamo davvero che il turismo di prossimità serva a dare nuova linfa ai nostri bellissimi borghi

  • Non abito lontano da Lodi e quindi immagino perfettamente il clima e l’atmosfera di questi paesi, scossi e spaventati da questo periodo terribile. L’immagine che ne dai è da una parte triste ma anche di grande speranza perchè presto si possa ricominciare a stringere le mani agli amici di sempre. E lo spero anche io.

  • Davvero belle le tue foto, mi ha colpito quella del signore seduto al bar. Proviamo a tornare alla normalità ma i nostri occhi ancora non sono gli stessi di 4 mesi fa. Ma Coraggio!!!

    • Davvero rivedere gli sguardi delle persone dopo il Covid e capire che non erano gli stessi di prima è stato molto triste. Proviamo a ricominciare e speriamo che davvero “vada tutto bene”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi