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I viaggi dell'Anto

i viaggi non finiscono mai

I viaggi dell'Anto

La marcia da Selma a Montgomery, verso la libertà…

Il nostro viaggio nei luoghi simbolo della lotta per i diritti civili ci porta oggi, lasciata Atlanta, a ripercorrere la marcia da Selma a Montgomery.

il centro di Selma, Alabama

Al nostro arrivo Selma si presenta come una cittadina sonnolenta, le grandi strade deserte e i molti locali chiusi la fanno sembrare una ghost town, una città fantasma.

ripercorriamo i luoghi della marcia da Selma a Montgomery partendo dalla piccola cittadina di Selma

Siamo nella Contea di Dallas, nella Black Belt dell’Alabama, una delle zone più povere degli Stati Uniti.

Ho l’impressione che Selma fatichi ancora molto a staccarsi dal suo pesante passato.

Selma si trova in una delle zone più povere degli Stati Uniti, ci sono ancora case in legno molto vecchie e fatiscenti

Le marce di Selma

Il 7 marzo 1965 venne organizzata una marcia da Selma a Mongomery per protestare contro l’uccisione di Jimmy Lee Jackson , un giovane attivista nero, da parte delle forze di polizia.

nell'Alabama degli anni '60 i neri avevano spazi riservati per ogni attività e non si potevano mescolare ai bianchi neppure alle fermate degli autobus
Foto: Lowndes Interpretive Center

La manifestazione, come tutte le protese dei neri in quel periodo, era totalmente pacifica ma, al momento di attraversare il ponte di Selma, la polizia attaccò brutalmente gli oltre 600 manifestanti che si erano rifiutati di sciogliere il corteo.

Lo sceriffo Clark abusa del suo potere contro manifestanti indifesi
Foto: Lowndes Interpretive Center

Gli agenti gettarono a terra le persone in testa alla marcia iniziando a picchiare con i manganelli quelle che cercavano di correre sul ponte

una immagine di archivio della marcia di Selma

Le televisioni di tutto il mondo ripresero le scene terribili dei poliziotti che picchiavano donne e ragazzi, strattonavano gli anziani, e lanciavano lacrimogeni contro intere famiglie.

Gli “yankees” videro con i propri occhi, per la prima volta, quella che al Sud era la quotidianità: la polizia usava i manganelli contro persone disarmate e pacifiche mentre i residenti bianchi assistevano compiaciuti applaudendo e sventolando bandiere confederate.

Gli attacchi brutali della polizia e i numerosi feriti fecero ricordare il 7 marzo ’65 come il “Bloody Sunday”, domenica di sangue.

immagine di archivio per il diritto di voto
Foto: Lowndes Interpretive Center

Dopo un secondo tentativo fallito, la marcia ebbe finalmente luogo, il 21 Marzo successivo, con una massiccia partecipazione  di attivisti bianchi sostenitori della causa.

Martin Luther King stesso vi prese parte e pronunciò uno dei suoi celebri discorsi sulle scale del Campidoglio di Montgomery.

La ferocia dei segregazionisti purtroppo non si fermò e una delle attiviste Viola Liuzzo – una donna bianca – venne uccisa da  alcuni membri del Ku-Klux-Klan poche ore dopo il discorso di King.

immagini di archivio di Martin Luther King alla marcia di Selma

Edmund Pettus Bridge

Da quel giorno l’Edmund Pettus Bridge, il ponte da cui partì la marcia da Selma a Montgomery, è diventato uno dei simboli della lotta per i diritti civili.

Attraverso silenziosamente il ponte in omaggio a tutte  quelle persone. che coraggiosamente lo hanno fatto quel giorno di marzo.

Sento nelle mie gambe la fatica metaforica di quella salita e penso a cosa avrei fatto io alla vista dei poliziotti a cavallo.

L'Edmund Pettus  Bridge, il ponte su cui venne fermata la marcia da Selma a Montogomery nel 196

“Dopotutto – aveva detto Martin Luther King pochi giorni prima – Selma è un posto come un altro per morire”

Provo emozioni diverse: ammirazione , rabbia, indignazione   e anche tanta paura….. perché la storia potrebbe non averci insegnato nulla.

una vetrina con le immagini della marcia da Selma a Montgomery

Selma to Montgomery Trail

La marcia durò quattro giorni.

Lungo gli 86 Km del Selma to Montogomery National Historic Trail ripercorriamo le soste dei manifestanti negli accampamenti organizzati.

molte persone di colore vennero cacciate dalle piantagioni in cui lavoravano e costrette a trasferirsi negli accampamenti
Foto: Lowndes Interpretive Center

Ci fermiamo al Lowndes Interpretive Center che negli anni ’60 dava rifugio e aiuto ai neri che perdevano il lavoro perché attivisti.   Arriviamo infine all’ultima sosta dei manifestanti presso la chiesa di Saint Jude a pochi chilometri da Montgomery.

la chiesa di St. Jude tra Selma e Montgomery presso cui fecero tappa i manifestanti durante i quattro giorni in cui durò la marcia

Dopo un’accoglienza iniziale un po’ sospettosa da parte del custode e di  due dinamiche parrocchiane, riusciamo a spiegare il motivo della nostra visita e a scambiare alcune parole continuando però  a percepire una certa diffidenza.

Non è facile dimenticare il male subito, nemmeno a generazioni di distanza.

Foto: Lowndes Interpretive Center

La storia della marcia di Selma è raccontata nel film del 2015 intitolato  “Selma, la strada per la libertà” , una commovente rievocazione di quei terribili fatti sottolineata da bellissime musiche. “Glory” di John Legend fu premiata con il Grammy Award.

One day when the glory comes
It will be ours, it will be ours
Oh one day when the war is won
We will be sure, we will be sure

18 Replies to “La marcia da Selma a Montgomery, verso la libertà…”

  • Grazie per aver raccontato questa storia, conoscevo il film, ma non avevo mai visti i luoghi “dal vero”. Se ci penso, è agghiacciante tutto questo. Hai qualche libro da suggerire sulla storia di Selma?

    • La storia della segregazione razziale è veramente terribile e ripercorrere quei luoghi è stato molto toccante. Non mi sembra che ci siano libri che parlano dell’argomento specifico

  • Che viaggio significativo e importante che avete fatto! Un viaggio seguendo le tracce di un qualcosa che abbiamo disperato bisogno di ricordare! Ho letto questo articolo per primo ma sarà interessante recuperare gli altri.

  • Quando leggo di questi luoghi e della loro importantissima storia, mi rattristo pensando che sono lontani eppure così vicini. Bellissimo post, grazie, bisogna sempre mantenere vivo il ricordo di certe cose.
    PS: anche l’Irlanda del Nord ha la sua Bloody Sunday.

    • Si è vero anche in Irlanda si ricorda un Bloody Sunday… ma che tristezza dover ricordare delle domeniche di sangue. Se ci pensiamo bene è una cosa terribile

  • Confesso, non avevo mai sentito parlare di questa storia. Che ansia e che tristezza che mette, poi gli abusi di polizia mi fanno particolarmente spavento. Comunque mi sarebbe piaciuto visitare questa cittadina quasi fantasma, ho un debole per i luoghi sonnolenti!

    • Era anche domenica e al Sud la domenica quasi tutte le cittadine sono sonnolente. Selma mi ha colpito per la sua storia e mi è sembrata come ferita dal suo passato

  • Credo ci siano luoghi, anche negli USA, che andrebbero visti molte volte o comunque di più. La marcia di Selma è uno di quei capitoli di storia americana che bisognerebbe raccontare di più.

    • Hai perfettamente ragione! A volte non se ne parla quasi per una sorta di pudore spesso per superficialità

    • Anche io, approfondendo la storia della segregazione razziale ho scoperto episodi che mi hanno lasciato attonita

    • Grazie Claudia! E’ una parte della storia degli USA che conoscevo poco e che mi sta coinvolgendo tantissimo

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