Con le loro gonne voluminose, gli scialli colorati e l’immancabile bombetta in bilico sulla testa, le Cholitas della Bolivia, sono il simbolo dell’anima andina.
Marginalizzate e stigmatizzate fino ad un passato recente, hanno saputo diventare un simbolo di emancipazione in un Paese ancora profondamente radicato in una cultura machista.
La duplice etichetta di indigene e contadine, ha sempre bollato le cholitas della Bolivia come povere e ignoranti. I tempi, fortunatamente si sono evoluti e molte giovani donne, soprattutto a La Paz, sfoggiano quasi con orgoglio gli abiti dello loro bisnonne.
Oggi le donne che indossano l’abito tradizionale incarnano una determinazione e una resilienza che supera secoli di discriminazione..

Le Cholitas della Bolivia, tradizione e identità
La parola “cholitas” indica le donne indigene della Bolivia, soprattutto di etnia Aymara e Quechua. Il termine deriva da “chola” un dispregiativo usato in America Latina per le persone di origine meticcia.
Per gli atzechi il cholo era il cane, parola ripresa dagli spagnoli con un’accezione negativa e discriminante nei confronti dei nativi.
Persa l’interpretazione razzista, il vezzeggiativo cholitas è riservato alle donne di origine india. Donne rispettabili e autoritarie caratterizzate dall’abbigliamento rigorosamente tradizionale.
L’abito tradizionale delle cholitas aymara della Bolivia si compone di diversi elementi.
Innanzitutto la gonna, o meglio le gonne dato che la pollera (che significa letteralmente gabbia per i polli) si compone di diversi strati. Le sette voluminose sottogonne rigide – enegua – fanno assumere alle cholitas quella caratteristica postura piegata in avanti e con il sedere in fuori.
Sopra la blusa le cittadine sono solite portare l’ahuayo, uno scialle in pizzo, seta o lana di alpaca. In campagna l’ahuayo,con i tipici disegni aymara, si trasforma in contenitore per le spese del mercato e per trasportare i bambini piccoli.
L’accessorio fondamentale è il cappello a bombetta che caratterizza le cholitas della capitale La Paz. Il bombin, dritto sulla testa per le donne sposate o con piccole angolature per vedove o single, è spesso arricchito da spille elaborate.
Pare che le cholitas della Bolivia abbiano iniziato a indossare la bombetta dopo che un fornitore ne produsse una importante partita della misura sbagliata. Convinte che quello strano copricapo fosse l’ultima moda in Europa se ne impossessarono immediatamente e non lo abbandonarono più.
Sotto la bombetta i capelli scuri sono acconciati in lunghissime trecce tenute insieme dalla tula, una sorta di peso che le blocca al fondo.

Chi sono le Cholitas, simbolo della nuova Bolivia
Emigrate dalla campagna e destinate a lavorare al mercato o ad occuparsi delle pulizie, le cholitas boliviane sono state discriminate fin dall’epoca della conquista spagnola. Da allora e fino agli inizi degli anni 2000 sono rimaste escluse dalla società. Non era loro concesso utilizzare i mezzi pubblici, andare al cinema, financo attraversare la centralissima Plaza Murillo se vestite con le gonne tradizionali. Erano ridicolizzate, considerate rozze, sporche e incapaci di esprimersi in spagnolo corretto.
Le cose sono cambiate dopo l’elezione del Presidente Evo Morales nel 2006, lui stesso un aymara emigrato dall’Altopiano, che si adoperò per valorizzare l’identità e la cultura della sua gente. Le cholitas, grazie a questa spinta, sono riuscite a ritagliarsi un posto come donne indipendenti e a ricoprire incarichi nel mondo degli affari e della politica.
Le mujeres de pollera sono diventate il simbolo della lotta contro gli stereotipi di genere infrangendo le convenzioni sociali e appropriandosi di attività da sempre riservate agli uomini.
Immancabilmente vestite con i loro voluminosi abiti tradizionali, le cholitas della Bolivia sono diventate, alpiniste, lottatrici e skaters, attività che le hanno rese note a livello internazionale.

Sopra le nuvole: le cholitas scalatrici
In Bolivia si trovano alcune delle vette più elevate dell’America ma l’attività di guida è stata sempre appannaggio maschile: le donne relegate al ruolo di cuoche o di portatrici
Senza abbandonare le gonnellone stratificate divenute un simbolo identitario, le cholitas boliviane scelgono di combattere il machismo scalando le vette leggendarie della Cordigliera delle Ande. Nel 2015 nasce il gruppo delle “Cholitas escaladoras” che, dopo aver scalato il Monte Bianco, sogna di arrivare sull’Everest.
Con questo gesto, le cholitas mettono in discussione gli stereotipi culturali radicati nella società boliviana e dimostrano che le donne sono in grado di superare qualunque sfida.
Sul ring della vita: le cholitas campionesse di lotta
Vestite dei loro splendenti abiti tradizionali, le lunghe trecce che ondeggiano ad ogni movimento le “Cholitas Luchadoras” si sfidano sul ring. A El Alto, un sobborgo di La Paz ormai divenuto città, a 4000 metri di altezza, gli incontri di lotta libera delle cholitas della Bolivia sono spettacoli frequentatissimi.
Si tratta di una dichiarazione di resistenza al sistema patriarcale, una lotta per emanciparsi dalla violenza domestica di cui sono vittime sette donne su dieci.

La rivoluzione su rotelle delle cholitas boliviane
Sui marciapiedi di La Paz e nel più alto skatepark del mondo, le Cholitas skaters della Bolivia conquistano con coraggio e stile anche lo spazio urbano. Le “Warmis sobre ruedas” – donne sulle ruote in lingua spagnola/aymara – si pongono l’obiettivo di superare ancora una volta gli stereotipi sportivi e tracciare una nuova strada per le generazioni future.
Che sia una vetta, un ring, o una delle ripide strade di La Paz, le cholitas della Bolivia hanno voglia di avanzare con passo deciso. Il rischio è quello che diventino solo un fenomeno di folklore ma l’idea di una donna che non si sottomette e che è artefice della propria vita, può diventare un catalizzatore di cambiamento per tutte le donne.











La gonna è il dettaglio che più amo di questo abbigliamento tipico. Fortunatamente nel corso dei decenni quello che inizialmente era un nome dispregiativo, ha cambiato completamente significato. Io ci vedo solo tanto colore, tanta allegria e gaiezza.
non deve essere comodo indossare tutte quelle gonne sovrapposte eppure le cholitas boliviane si muovono con agilità e trasportano l’inimmaginabile sulla schiena .. dai bambini piccoli alla spesa del mercato
Oltre all’abbigliamento che trovo davvero bellissimo (le gonne in particolare sono qualcosa che non si riesce a smettere di ammirare), le cholitas raccontano una storia davvero bellissima. Un simbolo di orgoglio e di riscatto da portare da esempio, con la consapevolezza del rischio, come hai detto, di diventare un fenomeno di folklore.
In un traghetto al Titicaca ero seduta di fronte ad una cholita elegantissima e ho cercato di analizzare il suo abbigliamento, la gonna in particolare è fatta di tantissimi strati sovrapposti, poi indossava una blusa in tinta con la gonna e uno scialle bellissimo di lana
Nei vari documentari e programmi dedicati ai viaggi ho sempre visto queste donne come simbolo di autodeterminazione, con una identità forte che viene mostrata attarverso l’abbigliamento. Tu mi hai fatto scoprire tutti i segreti delle Cholitas: non sapevo che fossero state vittime di stigma sociale e ora comprendo come il loro modo particolare di vestirsi sia un vero simbolo identitario!
Mi piacevano tantissimo con quegli sguardi fieri e il sedere dondolante..
Sono troppo strani quei capellini a bombetta che indossano, sembrano appartenere ad un altro vestito, di certo non andino.
In effetti sembra che all’inizio si sia trattato di una consegna europea della misura sbagliata