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La Tarte Tropézienne, quando BB la rese un mito

Imperdibile assaggio delle vacanze in Cost Azzurra, la Tarte Tropézienne, è diventata il simbolo culinario della mondana Saint Tropez.

Un pan brioche farcito di deliziosa crema dal sapore delicato di vaniglia. Il suo sapore semplice ma morbido e intrigante è il simbolo dell’art de vivre à la tropézienne e vi conquisterà al primo morso.

Questo dolce divenne famoso grazie a Brigitte Bardot che alla fine degli anni ’50 trasformò, con il suo fascino e il suo sex appeal, quello che era un piccolo borgo di pescatori nella località più mondana dell’epoca.

Sembra che sia stata proprio lei a suggerirne il nome, e adesso vi racconto la sua storia.

La Torta di Saint Tropez ha un’origine polacca

La Tarte Tropézienne, quando BB la rese un mito

Un giovane pasticcere di origine polacca di nome Alexandre Micka sbarcato in Provenza nel 1945 a seguito degli americani, si innamora del piccolo borgo di Saint Tropez e decide di aprirvi la sua bottega.

Nella boulangerie patisserie sulla piazza del Comune, Micka propone un dolce particolare: una brioche farcita con la crema ispirata ad una vecchia ricetta di famiglia.

Siamo nel 1955 e poco lontano da lì, sulla spiaggia della Pampeleonne, una giovanissima Brigitte Bardot è la protagonista del film di Vadim “Et Dieu créa la femme”.

L’intraprendente Micka, per farsi conoscere, procura ogni giorno alla troupe i suoi panini e anche la torta di sua nonna. Brigitte la adora e ne diventa golosissima. “Dovresti dare un nome al tuo dolce – suggerisce al pasticcere – perché non la chiami Torta di Saint- Trop?”

Il gioco è fatto: con una piccola modifica il marchio “La Tarte Tropézienne” viene registrato.

La tropézienne diventa il simbolo del sole, delle vacanze, del beau vivre della Costa Azzurra. Si mangia sulla spiaggia, su una terrazza ombreggiata, in riva al mare.

Il film di Vadim è un successo e l’affascinante BB contribuisce a trasformare un anonimo porticciolo in un luogo leggendario e modaiolo, frequentato dalle star di tutto il mondo. Nasce il mito.

La Tarte Tropézienne, quando BB la rese un mito

La Tarte Tropézienne e la sua ricetta segreta

La ricetta della nonna di Micka è ancora un segreto! Soprattutto resta misterioso il sapiente dosaggio delle due creme con cui è farcita la brioche: una a base di burro e una simile alla pasticcera ma più leggera e profumata alla vaniglia.

Le dosi originali sono scritte a mano sul vassoio di una torta, custodito in un cofanetto di metallo a sua volta ben blindato in cassaforte.

Seppur resa famosa da una star del calibro di Brigitte Bardot, la Tarte Tropézienne rimane confinata al suo luogo di nascita La sua vera fama arriva negli anni ’70 quando un ricco industriale la assaggia per caso e ne rimane talmente affascinato da proporre a Micka di diffondere la produzione.

Albert Dufrêne, trasformerà la pasticceria del giovane polacco in una catena di otre 20 negozi in tutta la Francia. Troverete l’insegna rossa de “La Tarte Tropézienne” soprattutto al Sud , ma anche a Parigi e addirittura a Dallas.

Nelle pasticcerie e panetterie della Costa si trovano molte versioni alcune meglio riuscite di altre ma lei, quella vera è inimitabile ed è obbligatorio assaggiarla proprio sulla Place de Lyceé di Saint Trop, rispettando un rito quasi mistico.

Da Sénequier, il famosissimo bar con i tavolini rossi lungo il porto di Saint Tropez, la Tropézienne è decorata con una S che la contraddistingue: da provare a colazione osservando il passeggio!

La Tarte Tropézienne, quando BB la rese un mito

La Tropézienne: un mito intramontabile

Negli ultimi anni, la Tarte Tropézienne non è più il dolce che si gusta nello spazio di un’estate ma ha assunto nuovi aspetti e declinazioni. Esistono versioni al cioccolato e ai mirtilli, al caffé e alle mandorle per una golosità che si trasforma e asseconda i desideri e le stagioni.

In occasione dei suoi 60 anni è stata omaggiata da fior di chef stellati che le hanno anche dedicato un libro con le loro personali interpretazioni. Inoltre pare che durante l’incontro tra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un a Singapore, tra i dessert ci fosse anche una tarte tropézienne. Non lo sapremo mai ma ci auguriamo che un sapore così semplice, delicato e sensuale abbia contribuito a stemperare le tensioni.

La mia versione preferita è quella mingnon, adorabilmente chiamata Baby Trop!

La sua scatola è stata personalizzata da Inès de la Fressange con questa bella descrizione dell’atmosfera dell’estate in Costa Azzurra: “una partita di bocce, i pantaloni bianchi, il pastis gli amici, il canto delle cicale e una Torta Top. Cospargete con tanta allegria ed ecco la mia ricetta della felicità“.

La Tarte Tropézienne, quando BB la rese un mito

20 Replies to “La Tarte Tropézienne, quando BB la rese un mito”

  • Che ricordo fantastico! Abbiamo assaggiato la Tropezienne proprio al Senequier, e dovrei avere ancora le foto in qualche telefono… io ho adorato Saint Tropez in autunno. Senza la calca turistica brilla di luce propria ed è incantevole.

    • anche io amo Saint Tropez fuori stagione, ha un fascino languido che mi cattura

  • Mi vergogno un po’ a confessarti questa cosa: sono stata tante volte in Costa Azzurra e in un paio di occasioni anche a Saint Tropez, ma la famosa tarte non l’ho mai provata! Naturalmente conoscevo la sua fama ma non sapevo che parte del suo successo fosse dovuto anche alla bellissima Brigitte Bardot.

  • Sono stata a Saint tropez tanti anni fa, ho adorato a sua atmosfera vacanziera e leggermente snob, però non conoscevo la storia della tarte tropézienne

    • bella definizione, leggermente snob! Calza a pennello e rende perfettamente l’idea!

  • Quante belle cose interessanti ho scoperto leggendo il tuo articolo 🙂
    Amo la Costa Azzurra, ma non ho mai assaggiato questo dolce di origine polacca. Non sono un’amante dei dolci, ma se tornerò a St. Tropez, non mancherò di assaggiarla.
    So ben poco, poi, della carriera di BB, per esempio non ho ancora visto il film “E Dio creò la donna”.

    • erano gli anni ’50….. nemmeno io me la ricordo però il suo mito è rimasto e Saint Trop non sarebbe quella che è senza la BB

  • Che bella storia! Non la conoscevo e ti dirò che non ho neanche mai assaggiato la torta. Forse perchè i dolci non mi piacciono, ma credo che per questa farei uno strappo alla regola, quelle due creme mi incuriosiscono!

  • Non avevo mai sentito nominare questa torta, ma essendo ripiena di crema e adorando follemente la crema, ne mangerei una intera! Che languorino che mi hai fatto venire 😀

    • a chi lo dici!! Mentre scrivevo mi sembrava di risentirne il sapore morbido e goloso

  • Ho un vago ricordo del periodo in cui una giovanissima BB imperversava sulla costa azzurra, io ero poco più che una bambina. Ma questa torta proprio non la conoscevo, deve essere ottima!

  • Non assomiglio nemmeno lontanamente a Brigitte Bardot ma adoro nella stessa misura la Tarte Tropizienne! Anzi la versione mini che non può mancare in casa, in borsa o mano se cammini per le strade della Costa Azzurra. Sono così lontanamente somigliante anche per le generose curve che la mia golosità mi ha procurato… Ma che ci posso fare!

    • Ma freghiamocene della dieta e lasciamo che il nostro sorriso risplenda della bellezza che abbiamo dentro! Quindi via libera ad un morso goloso di tropézienne!

  • Nel corso di più viaggi in Costa Azzurra ho avuto occasione di godere di ben più di un morso di Tarte Tropézienne, ma scopro solo grazie a te che dietro a questo delizioso dolce si nasconde anche una storia veramente interessante!

    • il mito di Saint Tropez è indissolubilmente legato alla strepitosa Brigitte Bardot, vera diva anticonformista

  • Non siamo mai state a Saint Tropez ma conosciamo abbastanza bene il resto della Costa Azzurra. L’idea di fare un OTR per ripercorrere alcune tappe e aggiungerne nuove c’è da diverso tempo. Tra l’altro Saint Tropez è proprio un posto che vorremmo vedere. Chissà se riusciremo a farlo prima dell’estate!
    Ora che abbiamo visto questa torta però ci fa venir voglia di partire … domani!
    Non avevamo mai sentito parlare di questo dolce, ma da buonissime forchette quali siamo sarà sicuramente un MUST per il nostro prossimo viaggio. E poi dopo aver assaggiato l’originale, ci piacerebbe provare a farla a casa anche senza ricetta originale.

    • anche io vorrei provare ma non sono sicura di eguagliare la bontà dell’originale!

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