La Mezquita di Cordoba, la meraviglia di Al- Andalus

le geometrie degli archi nella Mezquita di Cordoba

Quando nel X secolo il califfato Al-Andalus raggiunge il suo massimo splendore, la Mezquita di Cordoba è così mirabile da essere considerata un’alternativa alla Mecca. Le sue diciannove navate si aprono sul Patio de los Naranjos e le file infinite delle colonne sembrano quasi un prolungamento degli alberi che giocano con i raggi del sole. Le fontane del cortile zampillano e i fiori di zagara riempiono l’aria di un intenso e seducente profumo.

Sotto la guida di Abd-ar-Rahman III, Cordoba è la città più fiorente d’Europa, con scuole, palazzi ed edifici pubblici che rivaleggiano in bellezza con Costantinopoli e Damasco.

Oggi la Mezquita di Cordoba è il monumento principale della città, Patrimonio Unesco dal 1984 e simbolo della dominazione musulmana nel Sud della Spagna.

Qui è sorprendentemente leggibile la stratificazione e la più o meno pacifica integrazione fra le due culture, quella Islamica e quella Cristiana, che hanno definito l’Andalusia.

La Mezquita di Cordoba, la meraviglia di Al- Andalus

Una Cattedrale all’interno di una Moschea costruita su di una basilica: la Mezquita di Cordoba racconta una lunga storia.

Nel corso dei secoli  diverse civiltà hanno colonizzato l’Andalusia e ognuna ha lasciato dei segni.

Dopo i Romani fu la volta dei Visigoti e poi arrivarono i Musulmani della dinastia Omayyde che, cacciati da Damasco, nel 756 conquistarono la Spagna. Anche Cordoba finì quindi sotto la dominazione dei Mori che imposero la propria cultura e le proprie tradizioni.

La basilica di San Vincenzo che sorgeva nel luogo occupato oggi dalla Mezquita, fu inizialmente divisa con un muro in modo che le sue religioni potessero convivere.

Poi le esigenza cambiarono e la Moschea originale conobbe ben tre successive espansioni che andarono in continuità con il progetto originale. La basilica sparì, vennero aggiunte navate, minareti e anche il meraviglioso mirhab, il luogo sacro della preghiera.

La Mezquita di Cordoba, la meraviglia di Al- Andalus

La storia ribaltò nuovamente la situazione e verso la metà del 1200 i Cristiani ri-conquistarono la Spagna. Iniziarono così le alterazioni cristiane della moschea che terminarono nel 1523 con l’aggiunta del Coro della Cattedrale proprio al centro dello spazio.

La costruzione della Cattedrale all’interno della Mezquita di Cordoba, non compromette la bellezza e l’unicità del luogo ma è evidentemente una imposizione.

Purtroppo la fuga prospettica delle colonne risulta interrotta da “qualcosa che si sarebbe potuto costruire ovunque e che invece ha distrutto una cosa unica al mondo” per dirla con le parole di Carlo V. Il sovrano infatti approvò i lavori all’interno della Mezquita per poi rendersi conto dell’errore.

Una simile stratificazione di storia, arte e cultura cristiana e musulmana è visibile, in Europa, solo in Sicilia dove sussistono edifici cristiani con architetture islamiche

L’emozione che si prova entrando nella Mezquita di Cordoba è molto intensa. Il labirinto geometrico creato dalle colonne e dagli archi è allo stesso tempo rigoroso e intricato. Si ha quasi l’impressione di trovarsi in una foresta di pilastri.

E forse era proprio quella l’intenzione degli architetti quando, ispirandosi all’acquedotto romano di Segovia, hanno utilizzato archi sovrapposti per separare le navate parallele. Il disegno degli archi appoggiati alle colonne è quello della palma da dattero cara ai musulmani perché rappresenta la loro terra.

Le oltre ottocento colonne in marmo e granito provengono da resti romani e il colore rosso e bianco è una precisa scelta stilistica che rende assolutamente unico l’edificio.

La Mezquita di Cordoba, la meraviglia di Al- Andalus

La luce soffusa e il grande spazio permettono di apprezzare gli splendidi ornamenti di avorio, porfido e ottone. I soffitti sono costituiti da grandi pannelli di legno profumato fissati con chiodi dorati.

Il mirhab, frutto dell’ultima espansione della moschea, è bellissimo. Coppie di colonne sostengono l’arco della cupola a forma di conchiglia ed è’ decorato con preziosi mosaici e versetti del corano. Il mirhab aveva la doppia funzione di indicare la direzione della Mecca e di amplificare le parole dell’Imam.

Una volta al suo interno non si può che concordare con quel viaggiatore musulmano che dichiarò cha la Mezquita di Cordoba non aveva uguali tra le moschee né in grandezza né in bellezza. Per i musulmani di Spagna che non potevano affrontare un lungo viaggio, la Moschea di Cordoba era l’alternativa alla Mecca: qui si trovava un testo originale del Corano e un osso del braccio del profeta Maometto.

La Cattedrale Cristiana, dedicata all’Immacolata Concezione di Maria Santissima, non è ahimé altrettanto sorprendente. Sono molto belli gli stalli del coro intagliati nel mogano proveniente dalla recenti conquiste del Nuovo Mondo e la Capilla de Villaviciosa. Per il resto il mix di stili rinascimentale e barocco non è esattamente il mio gusto.

La Mezquita di Cordoba, la meraviglia di Al- Andalus

Lasciandosi alle spalle la Mezquita, si entra nell’antico quartiere ebraico di Cordoba, la Juderia. Perdersi nell’intrico dei vicoli acciottolati lasciandosi catturare dai patios ombreggiati e dalle piazzette nascoste è il modo migliore di visitarlo.

La Sinagoga, in Calles de los Judios, 20 è una delle tre sopravvissute alla cacciata degli ebrei dalla Spagna nel 1492.

Infine, un angolo da non perdere è la Calleja de las Flores, un vicoletto strettissimo con tanti vasi di fiori ai muri che lo rendono molto poetico. In fondo al vicolo si scorge il profilo della Torre del Alminar, il campanile della Cattedrale appoggiato all’antico minareto della Moschea.

La Mezquita di Cordoba, la meraviglia di Al- Andalus

Cordoba, sulle rive del grande Guadalquivir, è il crocevia delle diverse culture che l’hanno permeata. Tra i suoi vicoli carichi di fiori si respira una storia millenaria e il mix di lasciti ebrei, cristiani e musulmani, la rende particolarmente affascinante.

 

Per info sulle visite della Mezquita di Cordoba: www.mezquitadecordoba.com

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12 Risposte
  1. Ho visitato più volte l’Andalusia on the road ma non sono mai riuscita a fare un salto a Cordoba! Invece guarda qui che meraviglie che custodisce questa città. Io sono follemente innamorata di questa regione per cui tornerò senza dubbio, inserendo anche Cordoba stavolta nel mio itinerario.

  2. La mia conoscenza della Spagna è abbastanza modesta e si limita alla parte settentrionale del paese. Il mio sogno è visitare Madrid, Siviglia e, dopo aver letto il tuo articolo, ho aggiunto Cordoba alla lista. Sembra una citta meravigliosa, mi attira davvero tanto!

  3. Cordoba è una città che per qualche motivo è sempre sfuggita alla mia attenzione. Certo, l’ho vista sulla mappa, ma finora non mi era mai venuto in mente di visitarla. Infatti non sapevo praticamente nulla della sua storia e di questo mix interessante nella Mezquita.
    Anche i vicoli della Juderia sembrano molto belli e pittoreschi.

    1. E’ una città piccola ma molto interessante proprio per il suo mix di culture e di tradizioni che si sono sovrapposte nei secoli. La Juderia è la parte più bella della città, pranzare nei patios tra le case è unìesperienza indimenticabile

  4. L’Andalusia è un viaggio da fare almeno una volta nella vita…e Cordoba, fantastica!! Spero di riuscire a rivisitarla i primi di maggio durante la festa dei cortili (Los Patios), quando i cortili sono addobbati di fiori colorati e sembra di essere in un mondo incantato.

  5. Cordoba mi è piaciuta moltissimo anche se l’ho trovata caldissima e a volte non super accogliente. La Mezquita vale assolutamente il viaggio in questa città ed è un monumento talmente unico che non si può vedere una volta nella vita!

  6. Libera

    Io amo l’Andalusia. Secondo me in una vita passata, sono stata una donna andalusa, perché qui mi sento davvero a casa, non a caso ho scelto questa terra per il mio primo viaggio in solitaria. La Mezquita di Cordoba poi, è qualcosa di assolutamente meraviglioso.

  7. Mi trovo in disaccordo nientemeno che con il Carlo V! A mio parere il fatto stesso che nella Mezquita convivano stili diversi la rende più unica di quanto non fosse prima di questa ennesima trasformazione, perchè il passaggio dei secoli, delle dominazioni e degli stili rende più prezioso, storicamente ma anche esteticamente, qualunque posto. Che poi un dato stile non piaccia quello lo capisco perchè, per esempio, il barocco in certi casi ha saputo essere un filino invadente!

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