La Pietà Rondanini, a Milano il Michelangelo più intimo

la Pietà Rondanini di Michelangelo a Milano

Non se ne parla molto, ma al Castello Sforzesco di Milano è custodito l’ultimo capolavoro di Michelangelo, la Pietà Rondanini. Forse offuscata dalla fama del più conosciuto Cenacolo Vinciano, alla presenza di questa scultura a Milano non viene dato, a mio parere il risalto che merita: la Pietà Rondanini è, di fatto, l’opera che rivela meglio di ogni altra l’intimità del genio aretino.

Michelangelo lavorò alla sua Pietà fino al giorno prima di morire. Poi la scultura restò per moltissimi anni quasi dimenticata nel cortile del Palazzo Rondinini (poi Rondanini) a Roma. Nel 1952 giunse a Milano, fortemente voluta dalla lungimirante Direttrice dell’Accademia di Brera, Fernanda Wittgens. Il suo intuito e la sua determinazione la spuntarono sulle notevoli offerte economiche arrivate dai musei stranieri che avevano ben compreso il valore dell’opera.

La Pietà Rondanini, a Milano il Michelangelo più intimo

Ormai anziano e lontano dal desiderio di fama e riconoscimento che avevano caratterizzato i suoi anni giovanili, Michelangelo considera questa Pietà in modo molto personale. Immagina di porla sulla sua tomba, non sarà così ma il rapporto con questa creazione è particolarmente intimo e individuale. Cosa che permette di sentirsi davvero in comunicazione con lo spirito dell’artista.

In occasione delle iniziative del Fuorisalone – gli eventi collegati al Salone del Mobile di Aprile 2023 – ho partecipato ad una visita guidata al Castello Sforzesco e alla Pietà Rondanini organizzata da Chiara Proietti. Grazie alla sua passione e alla sua professionalità ho scoperto un capolavoro assoluto che ha saputo parlare alla mia anima. E ho anche rivalutato un monumento di Milano, il suo Castello, che per me aveva mantenuto il sapore di frettolose (e noiose) gite scolastiche.

Se volete partecipare alle iniziative di Chiara anche a Roma, trovate i suoi eventi sul profilo facebook visite guidate di Chiara.

La Pietà Rondanini e l’assoluta modernità di Michelangelo

Michelangelo aveva un animo tormentato ossessionato dalla mania di perfezione, non accettava consigli da nessuno e voleva verificare di persona ogni minimo dettaglio. Per scolpire la Pietà Rondanini impiegò più di dieci anni e cambiò almeno due versioni, lo si capisce anche dal braccio destro di Cristo rimasto avulso dall’opera e che doveva appartenere al primo progetto. Nella seconda interpretazione, Michelangelo dal petto di Gesù ricavò il corpo di Maria che sorregge il figlio.

I due corpi sono aderentissimi, compenetrati l’uno nell’altro come se Gesù nel momento estremo della morte volesse rientrare nel ventre della madre. O ancora come se la Madonna nel dolore infinito della perdita del figlio, lo facesse nascere di nuovo. Due corpi, Madre e Figlio che si danno alla luce a vicenda intersecando e sublimando i ruoli. “Vergine Madre, figlia del tuo figlio”, la invocherà Dante nel Paradiso.

La Pietà Rondanini, a Milano il Michelangelo più intimo

La struttura della Pietà Rondanini è verticale, completamente diversa dalla Pietà Vaticana in cui una Madonna giovanissima e dalla bellezza perfetta, era seduta e sorreggeva sulle ginocchia il corpo inerme e altrettanto perfetto di Gesù. Il corpo di Maria nella Pietà Rondanini sembra sovrastare quello del Figlio deposto dalla croce che si lascia scivolare verso di lei. Va detto che Michelangelo, profondamente segnato dalla perdita prematura della madre, ebbe sempre un rapporto conflittuale con le donne, . Le sue figure femminili sono possenti, quasi mascoline e, ben lontane dalla eteree figure del suo periodo, rivelano la loro forza d’animo.

L’ultima opera di Michelangelo è definita “incompiuta”. Chiara, la nostra appassionatissima e preparatissima guida, pensa che la sua intenzione fosse stata quella di terminarla. A me invece piace pensare che l’abbia volutamente lasciata così con una fortissima carica emozionale che le deriva proprio dalla sua incompiutezza. Dai volti abbozzati e pure incredibilmente espressivi nel loro dolore, dall’involucro del marmo non completamente sbozzato dal quale escono i due corpi quasi a volersi liberare da ogni legame terreno.

La disperazione, il tormento e il senso di precarietà che emergono dalla Pietà Rondanini, la rendono un’opera di assoluta modernità, espressione ancora una volta di una capacità artistica fuori dal comune.

Un collocazione speciale per la Pietà

Dal 2015, anno dell’Expo, la Pietà Rondanini è esposta in una location particolare: l‘Antico Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco di Milano.

Nel periodo in cui furono gli spagnoli dominarono Milano (1525-1700), trasformarono uno degli edifici del Cortile delle Armi del Castello, in ospedale per i soldati, con annessa farmacia. Il grande restauro dell’architetto Beltrami che a inizio 1900 riportò il Castello allo splendore che doveva avere quando era la corte degli Sforza, recuperò anche questo edificio.

La Pietà Rondanini, a Milano il Michelangelo più intimo

Due anni di recenti restauri proprio in occasione dell’ ‘Esposizione Universale, hanno trasformato l’ospedale spagnolo nel luogo perfetto per accogliere la Pietà Rondanini.

Il grande stanzone a pianta rettangolare, voluto dall’Architetto De Lucchi è volutamente spoglio, se si escludono i decori di epoca spagnola visibili sul soffitto, e riesce a sublimare perfettamente la grande scultura posta al centro. Insieme alla Pietà è visibile un busto di Michelangelo realizzato nel 1500 sulla sua maschera funebre e il piedestallo su cui era posta nel suo periodo romano. Si tratta di un’antica ara romana, molto bella ma decisamente poco adatta.

La Pietà Rondanini, oggi poggia su di un supporto cilindrico attentamente studiato per reggerne il peso e per risultare il più neutro possibile per lasciare che l’attenzione dei visitatori sia catalizzata dalla scultura.

Logicamente questa nuova “dimora” della Pietà ha scatenato delle polemiche. Alcuni la preferivano esposta nella Sala degli Scarlioni (all’interno del Museo di Arte Antica del Castello) in una nicchia dedicata dove però era poco visibile.

A me personalmente l’allestimento nell’antico Ospedale piace molto e sottolinea l’unicità e l’importanza della Pietà di Michelangelo a Milano.

Info pratiche per il Museo della Pietà Rondanini

Il Museo della Pietà Rondanini si trova all’interno del Castello Sforzesco di Milano in Piazza Castello , Metro M2 (rossa) fermata Cadorna. E’ aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17,30. Per info e prenotazioni www.rondanini.milanocastello.it

Per avere una visione completa della storia e degli edifici del Castello, nonché per apprezzare appieno la bellezza della Pietà Rondanini, vi consiglio, ancora una volta la visita guidata di Chiara.

La Pietà Rondanini, a Milano il Michelangelo più intimo
30 Risposte
    1. la Pietà Rondanini ha adesso una sua sala dedicata all’interno dell’antico ospedale spagnolo del Castello Sforzesco e merita sicuramente una visita

  1. Avevo sentito parlare di questo gruppo scultoreo, ma in effetti non sapevo molto al riguardo. Rispetto ad altre opere è molto particolare, sembra quasi incompiuta, ma è sicuramente molto suggestiva!

  2. Conosco di fama quest’opera perché ce ne aveva parlato durante la lezione di storia dell’arte l’insegnante del liceo. Ricordo che mi aveva colpito il fatto che ci avesse voluto parlare di un’opera meno nota e meno convenzionale di quelle previste dal programma, ma come dici tu si tratta di una scultura che trasmette disperazione e tormento. Se l’arte deve trasmettere delle emozioni, direi che questo ne è un esempio eccellente.

    1. E’ decisamente così. E Michelangelo sapeva comunicare con la sua arte in modo tangibile, ancora di più in questa Pietà che è un pò il suo testamento artistico

  3. Un’opera forte e tenace come il suo autore! É vero, spesso passa in sordina ma non si può almeno una volta non vedere questa scultura! Sono contenta di sapere che si trova a Milano, così vicina a me da organizzare in fretta una bella giornata!

    1. purtroppo non viene dato il giusto risalto a questo capolavoro ma il lato positivo è che la sala – a differenza del Cenacolo – non è mai affollata

  4. Libera

    Quest’opera è un assoluto splendore. Hai ragione quando dici che se ne parla molto meno rispetto ad altre opere. Personalmente, mi sono incantata a guardarla. Ottimo spunto per chi ha intenzione di visitare Milano.

  5. Possiamo solo immaginare quanto sarebbe stata bella ed emozionante l’opera finita ma anche così è davvero suggestiva. Michelangelo era un maestro ed il significato della statua la rende ancora più importante.

  6. Iris e Periplo Travel

    Penso di non aver mai visitato l’interno di Castello Sforzesco a Milano, ma questa è un’ottima scusa per decidermi a farlo!

  7. ho visto varie volte la Pietà Rondanini da quando è al Castello Sforzesco, sia con il vecchio allestimento sia con il nuovo e concordo con te, a me piace molto di più ora…trovo che le venga dato molto più risalto! E’ una scultura bellissima, veramente emozionante!

  8. In famiglia, ma soprattutto mio marito, abbiamo una grande passione per Michelangelo. Ma non abbiamo ancora visto la pietà Rondanini dopo il restauro e nella nuova collocazione, è una macchia che dobbiamo assolutamente cancellare. Abbiamo più volte organizzato e rimandato un itinerario su Milano negli ultimi mesi, spero che giugno sia il mese buono. Grazie per l’emozione che hai trasmesso nel tuo articolo.

  9. Forse sarebbe diventa la sua opera più grande, non sono mai andata a vederla ma dalle tue foto ho invece capito che vale assolutamente il viaggio.
    E poi quando si parla di Michelangelo ne vale sempre la pena

  10. Molto diversa dalle altre opere di Michelangelo, e come dici tu, par quasi moderna! Che sia perché incompiuta, o perché il genio dell’artista avesso prefigurato uno stile posteriore, non ci è dato sapere. Quello che sappiamo, è che dentro, incastonata nel marmo, c’è la sua essenza.

  11. Marina

    Amo la scultura michelangiolesca, in particolare le pietà dell’ultimo periodo, questa per me è un capolavoro assoluto di toccante bellezza. Sulla questione del non finito si potrebbe discutere per ore.

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