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La processione dei Misteri di Trapani, pietà popolare

Da 400 anni la Processione dei Misteri di Trapani celebra e ricorda la passione di Cristo. E’ la manifestazione religiosa italiana più lunga: i gruppi di statue percorrono le vie della città dal pomeriggio del Venerdì Santo al mattino del giorno successivo.

E’ un’espressione di pietà e fede popolari che deriva dalla tradizione spagnola e ricorda molto le processioni andaluse; in particolare a me ha riportato alla memoria i riti della Semana Santa con gli incappucciati di Siviglia.

Cosa sono i Misteri della processione di Trapani

I Misteri della processione di Trapani sono gruppi di statue che rappresentano i momenti della Passione e della morte di Gesù. Per la precisione si tratta di 18 gruppi e due simulacri quello di Maria Addolorata e di Gesù Morto. Le statue sono state realizzate tra il 1600 e il 1700 da artisti trapanesi che hanno interpretato ciascuno una scena. Lo scheletro delle statue è di sughero mentre i volti, le mani e i piedi sono di legno scolpito. Gli abiti vengono immersi in una mistura di colla e gesso con una tecnica particolare detta carchèt che li rende particolarmente naturali.

Le statue sono adornate con oggetti preziosi d’argento come cuori o aureole, spesso dono dei cittadini a testimonianza di una grazia ricevuta.

Le scene, che sono ispirate ai Vangeli Apocrifi, derivano da ideazioni personali e hanno una particolare espressività nelle pose e nei volti. Alcuni rappresentano personaggi dell’epoca : pare infatti che il volto del giudeo della Spogliazione sia quello dell’aiutante del boia di Trapani.

I basamenti di legno su cui sono agganciati i gruppi si chiamano vare. Sono ricoperte da un drappo di velluto nero e da elaborate decorazioni di fiori e sono molto pesanti.

Tutte le vare sono custodite nella Chiesa del Purgatorio. Durante la Quaresima i gruppi di statue sono spostati a turno davanti all’altare principale,: si tratta delle “Scinnute” che seguono l’ordine cronologico della Passione. Quest’anno le 22 Scinnute saranno trasmesse in streaming per consentire ai fedeli di avvicinarsi ai riti della Settimana Santa in sicurezza.

La processione dei Misteri di Trapani, pietà popolare

Le vare ondeggiano portate a spalla dai massari

Le vare sono affidate alle corporazioni dei mestieri che ritengono un onore addobbarle e portarle in processione. Il gruppo più antico è quello della Salita al Calvario che risale al 1612 ed è affidato alla categoria dei lavoratori a giornata.

L’nnaccata ovvero l’ondeggiare delle statue è un elemento importantissimo della rappresentazione ed è rimasto immutato dalle origini. E’ un movimento oscillatorio che ricorda appunto il cullare con un ritmo continuo e regolare.

Alle 14,00 del Venerdì Santo le vare e i simulacri escono uno alla volta dalla Chiesa del Purgatorio. Le bande suonano marce funebri in un’atmosfera mistica che sa di incenso, di cera e di fiori. La statua di Maria Addolorata, portata dalla corporazione dei cuochi e camerieri esce per ultima. La Madonna, avvolta in un mantello nero segue il corpo del figlio e incarna la sofferenza di ogni madre. La precede una processione di donne vestite a lutto, molte scalze in segno di penitenza e con un cero in mano.

La processione dei Misteri di Trapani, pietà popolare

Fedeli e turisti si accalcano ai lati delle strade o seguono il tragitto della processione che continuerà a spostarsi per le vie di Trapani.

Quando cala la notte, il momento è ancora più emozionante. I volti delle statue prendono vita illuminati solo dalla candele, la musica tace e il percorso è scandito solo dal ritmo delle ciaccole. Questi piccoli strumenti in legno regolano i movimenti dei portatori: un colpo e si poggia la vara, due colpi e si solleva.

All’alba del Sabato, le vare rientrano lentamente in chiesa in un momento molto toccante. Accompagnata dall’applauso dei fedeli e dalle lacrime dei portatori la vara di Maria Addolorata si posa, mentre risuona l’ultimo, lunghissimo colpo di ciaccola.

La processione dei Misteri di Trapani, pietà popolare

Come ho vissuto la processione dei Misteri di Trapani

Pur essendo profondamente credente, non amo molto le manifestazioni esteriori della fede. Sono più propensa ad una idea di preghiera interiore che non ha bisogno di immagini da adorare.

La processione dei Misteri di Trapani, però, come era successo con quella di Siviglia, ha toccato delle corde particolari della mia spiritualità. Non credo sia stata solo suggestione ma guardando quelle statue che ondeggiavano sopra di me quasi volessero chinarsi a sfiorarmi mentre i portatori si fermavano, è come se fossi entrata in contatto con qualcosa di trascendentale.

Ho capito che portare fisicamente le vare a spalla significa per ciascuno portare la croce delle proprie sofferenze e avvicinarsi a quella estrema di Gesù.

La processione dei Misteri di Trapani, pietà popolare

I volti dei portatori che esprimono concentrazione, orgoglio, stremo mi hanno emozionata perché alla fine è vero che abbiamo anche bisogno di simboli per rispondere ai nostri bisogni.

E i riti antichi ci possono aiutare a recuperare la nostra interiorità. Oggi le bande hanno sostituito i cantori che con i loro “mortori” ripetitivi e monotoni creavano come un mantra durante la processione. Il suono delle ciacole e le note struggenti delle bande amplificano il misticismo del momento.

Assistere alla processione dei Misteri, a patto che si riesca da estraniarsi dal vociare dei fedeli, significa entrare nel mistero stesso della nostra religione.

La processione dei Misteri di Trapani, pietà popolare

La processione dei Misteri di Trapani, pietà popolare

22 Replies to “La processione dei Misteri di Trapani, pietà popolare”

  • Ma che bello vedere che alcuni paesi ancora conservano queste antiche tradizioni religiose, visto che ormai Pasqua è diventata una festa piuttosto commerciale!

    • Hai proprio ragione, invece dovrebbe essere un’occasione per guardarci un pò dentro

  • Io, al contrario di te, non sono credente. Ma amo le tradizioni, le manifestazioni che continuano ad andare avanti nonostante il progresso. Ad esempio la processione del venerdi santo è un evento solenne che mi piace seguire nel mio paese. E anche se in maniera distaccata, non ti nego che l’atmosfera carica di dolore e inquietudine che Si respira mi emoziona molto.

    • Anche per chi non è credente i riti di Pasqua sono carichi di significato e l’atmosfera di questi giorni è davvero carica di dolore

  • Anche in alcuni paesini della Campania i riti della Settimana Santa sono ancora praticati. Nel napoletano si celebrano i riti dei Battenti, che ricordano molto quelli della Semana Santa di Siviglia. Nutro profonda stima nelle persone che prendono parte a questi riti, sono mossi da un forte credo religioso che mette in secondo piano la stanchezza, fatica e sofferenza.

    • anche io ammiro quelli che vi partecipano in maniera sentita, non tutti però lo fanno e so che in alcuni casi i portatori sono addirittura pagati

  • Non siamo mai state in Sicilia e non siamo delle grandi fan di eventi religiosi, tuttavia crediamo che le tradizioni locali debbano essere portate avanti e per questo meritano di essere viste e documentate! Belle foto!

    • Sicuramente la processione ha anche un aspetto culturale che non va tralasciato al di là della fede

  • grazie per questa descrizione dettagliata di questa processione a Trapani, penso che sia molto importante tramandare queste informazioni riguardanti feste popolari anche in forma scritta di modo che non si perda nessun dettaglio della tradizione 🙂

    • Da quello che ho potuto vedere è una tradizione molto sentita e tantissima gente vi partecipa

  • Mi piacciono molto le tradizioni popolari nelle occasioni religiose importanti: sono un modo per unire la persone e avvicinarle. È un gran peccato che quest’anno sia visibile solo in streaming perché non ci sarà il calore che serve a rendere unica una simile Processione.

    • Assolutamente d’accordo! Certi riti vanno vissuti di persona, speriamo che l’anno prossimo sia finalmente diverso

  • Nel tuo racconto ho rivissuto proprio le emozioni che si vivono durante la Semana Santa in Andalusia, terra in cui abito da 12 lunghi anni. Capisco perfettamente anche il coinvolgimento che hai provato nel presenziare a questo evento. Da non credente, anch’io mi sento profondamente coinvolta ogni volta che vedo arrivare un trono in lontananza. Chissà che tristezza nel non poter celebrare la processione a causa del periodo che stiamo attraversando.

    • Mi è capitato di essere a Siviglia il Venerdì Santo e di assistere alla processione, davvero molto emozionante e coinvolgente

  • Che bel post Anto riesci a toccare sempre l’animo con la tua scrittura, non sapevo di questa tradizione e sicuramente ho percepito e compreso il tuo coinvolgimento, restare indifferenti in certi momenti è quasi impossibile

    • Grazie davvero Arianna. In effetti certi riti, quelli della Pasqua in particolare, mi coinvolgono moltissimo

  • Mi è piaciuta moltissimo la tua riflessione sulla fede e sul tuo modo di viverla: da atea ti ammiro davvero per come hai affrontato l’argomento. Di certo le processioni e i riti religiosi sono assolutamente sentiti più al Sud che al Nord e una volta vorrei partecipare a queste manifestazioni per coglierne anche io l’essenza.

  • Deve essere una tradizione davvero particolare. Non avevo mai sentito parlare dei Misteri di Trapani, ma mi piacerebbe molto poterla vedere di persona. Anche qui in Molise c’è una particolarissima processione dei Misteri, si fa a Campobasso.

    • In molte zone ci sono queste processioni così evocative e molto sentite dalla popolazione; io sono capitata a Trapani per caso il Venerdì Santo.

  • Molto simile a quella di Taranto, se vogliamo sono frutto del regno delle due Sicilie. Trapani mi è piaciuta molto come città, ci sono stata lo scorso agosto.

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