La storia di Rosa Parks e del suo “no”

Oggi, nell’anniversario del suo clamoroso gesto, vi racconto la storia di una donna mite ma coraggiosa, la storia di Rosa Parks. Colei che ebbe il coraggio di dire finalmente “no”!.

Si dice che Rosa Parks si rifiutò di cedere il suo posto ad un bianco sull’autobus. Non si è trattato solo di questo: i retroscena sono, se possibile, ancora più incredibili. Per questo il suo gesto è stato così importante per la storia dell’America.

La storia di Rosa Parks e del suo "no"
archivio del Rosa Parks Museum

La storia di Rosa Parks

Rosa Louise McCauley nasce a Tuskegee in Alabama, il 4 febbraio 1913 da genitori che erano stati schiavi e che l’hanno cresciuta insegnandole ad essere orgogliosamente nera.

Studia a Montgomery e nel 1943 sposa Raymond Park, attivista per i diritti civili, e si unisce al gruppo chiamato NAACP (National Association for the Advancment of Colored People) di cui diventa segretaria.

Da volontaria si occupa soprattutto dei problemi delle donne di colore, raccoglie le loro storie e le loro denunce di abusi in tutto lo stato dell’Alabama, ma continua a lavorare come sarta.

La sera del 1 Dicembre 1955, dopo una giornata di lavoro, torna a casa e come ogni sera sale sull’autobus di Cleveland Avenue.

Rosa siede in un posto vuoto nella zona centrale del bus, che era permessa anche ai neri provvisti di biglietto. Dopo alcune fermate, tutti i posti di quella zona si riempiono e un uomo bianco resta in piedi in corridoio.

La storia di Rosa Parks e del suo "no"
archivio del Rosa Parks Museum

Ora, la legge non prevedeva che i neri dovessero cedere il loro posto nel caso non ci fossero stati sedili liberi. Però il conducente – bianco – intima a tutti passeggere di colore seduti nella parte centrale. di spostarsi nella “zona dei neri” sul fondo dell’autobus.

Rosa non si alza e quando l’autista glielo dice di nuovo, lei risponde semplicemente : “No!”. La arrestano la sera stessa con l’accusa di disobbedienza a pubblico ufficiale.

La storia di Rosa Parks per molti finisce qui, con il suo gesto che scatena una protesta di dimensioni storiche. Lei però continuò a subire ingiustizie. Perse il lavoro, fu minacciata e costretta a trasferirsi in un altro Stato. Lo stesso Movimento per il quale era stata così importante la relegò a ruoli marginali. Nel 2005, al suo funerale venne usata la foto che le scattarono la notte dell’arresto.

La storia di Rosa Parks e del suo "no"
archivio del Rosa Parks Museum

Separati ma uguali

Il gesto di Rosa Parks , tanto spontaneo quanto esasperato, diede il via al boicottaggio dei mezzi pubblici già pianificato da tempo. Il boicottaggio durò 381 giorni e divenne la più importante manifestazione non violenta del Movimento per i Diritti Civili. La popolazione nera si rifiutò di utilizzare gli autobus e i tassisti di colore adeguarono le loro tariffe al costo del biglietto del bus mettendo in crisi l’Azienda di trasporto e costringendo le autorità ad intervenire.

Il 13 Novembre 1956, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale la segregazione razziale sui mezzi pubblici.

Ci tengo a ricordare che l’idea del boicottaggio come forma di protesta, fu di una donna – Jo Ann Robinson – che denunciava da tempo il fatto che le donne subissero spesso maltrattamenti a bordo dei mezzi pubblici. Inoltre i neri, dopo aver pagato il biglietto, erano costretti a scendere dall’autobus e risalire dalla porta posteriore e spesso venivano lasciati a terra per puro dispetto.

La storia di Rosa Parks e del suo "no"
archivio del Rosa Parks Museum

La schiavitù era stata abolita ma gli Stati del Sud, tra cui l’Alabama, avevano promulgato una serie di leggi che costringevano i neri a continue umiliazioni: salari più bassi, scuole di livello inferiore, quartieri poveri. Ironicamente il concetto di segregazione era espresso con la frase “separati ma uguali“, che non ha bisogno di commenti.

La notte in cui Rosa venne rilasciata su cauzione, Martin Luther King pronunciò uno dei suoi accalorati discorsi: “Siamo stanchi di essere segregati e umiliati. Non abbiamo altra alternativa che la protesta, la nostra pazienza è finita.”

L’importanza del gesto di Rosa

Si disse che Rosa Parks quella sera sull’autobus non si sia alzata perché era stanca. “Ero stanca, è vero – scrisse nella sua autobiografia – ero stanca di subire”.

La storia di Rosa Parks e del suo "no"
archivio del Rosa Parks Museum

La storia di Rosa Parks ci insegna che è giusto schierarsi contro le ingiustizie. Credo che davvero la mite Rosa, la sarta trasformata suo malgrado in eroina grazie ad un gesto risoluto, fosse arrivata moralmente ad un punto di non ritorno. Il suo “no” non era pianificato ma le è uscito dal cuore, una ribellione naturale di fronte ad una palese ingiustizia.

Rosa, come spesso accade, ricevette molto tardi il riconoscimento per aver cambiato la storia dell’America: solo nel 1999 Bill Clinton le consegnò la medaglia d’oro.

All’interno del famigerato bus 2857 acquistato dal Ford Museum di Detroit, si fece fotografare anche Barak Obama. Ricordò che Rosa con “il suo no aveva contribuito a rendere il mondo un posto migliore”.

La storia di Rosa Parks e del suo "no"
archivio del Rosa Parks Museum

Io e la storia di Rosa

A Selma ho attraversato in silenzio il ponte della marcia per la libertà, così a Montgomery ho voluto mettere i piedi alla fermata dell’autobus su cui saliva tutti i giorni Rosa Parks. Ho pensato a lei, a quelle sere di stanchezza e di frustrazione, ai soprusi di tutta una vita. Era donna ed era nera. Credo che nel momento in cui rifiutò di alzarsi e cambiare posto, non si sia resa conto che il suo gesto avrebbe cambiato il mondo. Lo fece senza pensare alle conseguenze.

Ecco, questo mio post è un omaggio a Rosa e a tutte le donne come lei che non smettono di credere nella giustizia.

La storia di Rosa Parks e del suo "no"
archivio del Rosa Parks Museum

Devo ringraziare di cuore Madeline Burkhardt, coordinatrice del Rosa Parks Museum di Montgomery che mi ha raccontato la storia di Rosa e mi ha messo a disposizione delle inedite immagini di archivio ma che soprattutto continua a lavorare perché il no di Rosa Parks abbia un senso per tutti noi.

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30 Risposte
  1. Elisa

    Un articolo davvero emozionante, conoscevo solo in parte la storia di Rosa Parks, non sapevo avesse perso il lavoro ecc. È un grande esempio ancora oggi e spesso mi rendo conto che noi, donne moderne, tacciamo fin troppo davanti alle ingiustizie e invece potremmo anche noi contribuire a rendere il mondo un posto migliore

  2. Sarà forse assurdo, ma ti confesso che ho conosciuto la sua storia da una puntata di Doctor Who, la serie britannica. Da quel momento ho iniziato ad incuriosirmi ed informarmi e oggi la trovo un esempio di coraggio e ribellione a cui tutti dovremmo ispirarci, soprattutto ora..

  3. Una storia bellissima ed emozionante che non avevo mai letto prima, quanta ingiustizia hanno dovuto subire la gente di colore,
    bellissimo in un blog trovare simili argomenti, complimenti davvero

    1. La “questione razziale” è un argomento che mi ha sempre appassionato e il viaggio negli Stati del Sud aveva anche lo scopo di approfondire la storia di queste persone

  4. Ho sempre amato molto la storia di questa donna meravigliosa e spesso ne ho tratto ispirazione. Anche nel quotidiano tendiamo spesso a non dire “no” per non ferire e creare dispiacere alle persone, per poi somatizzare l’esperienza con gastriti e mal di testa. Ecco credo che da un grande gesto rivoluzionario come quello di rosa Si possa riuscire a portare anche giornalmente piccoli atti ribelli nelle nostre vite, per stare meglio con noi stessi e con gli altri.

    1. Il suo rifiuto è stato veramente coraggioso e ha cambiato la storia; vorrei avere la sua determinazione per oppormi alle ingiustizie

  5. Davvero incredibile pensare che tutte queste cose sono successe una settantina di anni fa, e non secoli fa. Conoscevo in maniera superficiale la storia del no di Rosa Parks, ma non sapevo delle boicottaggio e della altre conseguenze. Il che dimostra che anche un gesto all’apparenza “piccolo” può cambiare la storia.

  6. Libera

    Non ho mai sopportato le ingiustizie e ho sempre lottato per i miei ideali. Fatto sta che purtroppo le minoranze , di qualsiasi tipo , sono ancora osteggiate . Purtroppo spesso si sceglie la strada più facile perché ascoltare l’altro è cercare di comprenderlo risulta troppo impegnativo.

  7. Zelda

    Ho letto la storia di Rosa Parks attraverso il fumetto e non pensavo che esistesse il museo dedicato a lei. Una vera scoperta. Le ingiustizie purtroppo persistono se non facciamo nulla!

  8. Quella di Rose Parks è una storia che mi ha sempre affascinata moltissimo; una donna con un gran carattere e gran coraggio. A lei tutta la mia ammirazione!

  9. A me fanno venire una rabbia queste storie e sapere che gli Stati Unito avevano questa mentalità fino a non molti anni fa. E forse tuttora…
    La forza di dire no alle ingiustizie.

  10. Un gesto che ha cambiato la storia anche se non quanto avremmo voluto dato che ancora oggi viviamo in mezzo a troppa discriminazione e razzismo

  11. Un’omaggio davvero sentito e ben meritato. Ai tempi dell’università, ricordo di aver portato proprio la sua storia ad un esame di inglese. Mi affascina quel periodo e il coraggio di persone come lei che hanno avuto il coraggio di lottare. Avrebbero avuto il mio supporto senza dubbio.

  12. Rose Parks è stata una donna coraggiosissima e la sua storia andrebbe raccontata ogni giorno. Il suo coraggio e il suo sacrificio hanno aperto la strada alla fine della segregazione razziale. Il film con la sua storia è bellissimo. Donna meravigliosa!

  13. Bellissima storia, ti dico la verità non la conoscevo.
    Un bellissimo esempio sia da parte di Rosa che di tutti quelli che l’hanno poi sostenuta con il boicottaggio.
    Rabbrividisco solo riflettendo sul fatto che in alcuni casi purtroppo la razza umana non ha fatto molti progressi rispetto a questi tempi bui….. che tristezza

    1. hai ragione, non abbiamo fatto molti passi avanti anzi se possibile su queste posizioni ci siamo ulteriormente irrigiditi. per questo storie come quella di Rosa non devono e non possono essere dimenticate

  14. Una storia emozionante che andrebbe raccontata a tutti, soprattutto a chi ancora nel 2022 discrimina le persone perchè di altra nazionalità, e non solo.

  15. Sono sempre stata affascinata dalla storia di Rosa Parks e ogni volta leggerla mi emoziona tantissimo, un grande esempio di disubbidienza civile che ha capovolto la storia. Non sapevo che ci fosse un museo dedicato anche se la cosa non mi stupisce affatto.

    1. A Montogomery, la sua città c’è una targa che la ricorda alla fermata dell’autobus e anche un museo dedicato a lei e a tutti coloro che si sono battuti per il riconoscimento dei diritti civili

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