Ospedale degli Innocenti a Firenze il primo brefotrofio d’Europa

A Firenze vi suggerisco la visita di un luogo insolito, l’Ospedale degli Innocenti ricco di storia, arte e soprattutto di emozioni.

Era il luogo in cui si accoglievano i neonati abbandonati e nei secoli ha continuato ad occuparsi dei diritti dei minori.

Un percorso molto toccante che unisce arte, architettura e storia dell’infanzia in quella che fu la prima struttura pubblica italiana dedicata alla tutela dei bambini.

Ospedale degli Innocenti a Firenze il primo brefotrofio d'Europa
putto in fasce di Andrea della Robbia

La perfezione rinascimentale dell’Ospedale degli Innocenti

La prima cosa che mi ha colpito arrivando nella Piazza della SS. Annunziata, a due passi dal Duomo, è l’armonia dello spazio. E non potrebbe che essere così dato che il progetto della costruzione dell’Ospedale, fu affidato a Filippo Brunelleschi.

Fu Francesco Datini, un ricco mercante pratese, a volere la realizzazione di un luogo di accoglienza per i bambini abbandonati con un lascito di 1000 fiorini. Fu poi la la Corporazione della Lana ,di cui Datini faceva parte, a finanziare interamente i lavori. Nella Firenze del 1400 le Corporazioni delle Arti e Mestieri erano molto importanti e quella della Lana era tra le più ricche e potenti.

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il loggiato progettato da Brunelleschi

L’Arte della Lana acquistò quindi un terreno fuori dalle mura di Firenze e incaricò della costruzione l’architetto del momento che era il Brunelleschi in quegli anni impegnato con la Cupola di Santa Maria del Fiore.

Il bellissimo loggiato è l’esaltazione della perfezione rinascimentale! Mettetevi al centro della piazza e guardatelo attentamente. Il portico, rialzato di nove gradini rispetto alla strada, è composto di nove campate. Esiste una precisa equivalenza tra la base degli archi , l’altezza delle colonne e la profondità della costruzione. Gli archi sono esattamente la metà delle altre due misure e creano un perfetto equilibrio dell’insieme.

Il portico era necessario trattandosi di un Ospedale ma la novità di farlo rialzato rende la costruzione dominante sullo spiazzo antistante. Il palazzo di fronte sarà costruito successivamente con lo stesso stile. La S che si vede nei tondi è l’iniziale dell’Ordine dei Servi di Maria, proprietari del terreno sui cui sorse lo “Spedale”.

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Piazza Santissima Annunziata

La costruzione dell’ Ospedale degli Innocenti iniziò il 19 Agosto 1419 e Brunelleshi fu il capocantiere per i primi otto anni. Gli succedette Francesco Della Luna che apportò alcune modifiche che Brunelleschi non approvava. Aggiunse, ad esempio i putti in fasce in ceramica invetriata di Andrea della Robbia nei tondi tra gli archi che avrebbero dovuto restare vuoti. Io personalmente trovo che quei putti siano meravigliosi e dolcissimi.

La storia dei ‘nocentini

Ma chi erano i bambini dell’Ospedale degli Innocenti? Si trattava di neonati abbandonati dalle famiglie povere che non potevano mantenerli o dalle famiglie ricche che dovevano nascondere la colpa di un figlio illegittimo.

Venivano chiamati “esposti” o “gittatelli” a sottolinearne l’abbandono, finché si decise che i bambini non potevano avere alcuna colpa e divennero così “gli Innocenti” . In sei secoli di storia sono passati dall’ Ospedale degli Innocenti più di 500 mila bambini, tra orfani, figli illegittimi o di famiglie indigenti. Non a caso a Firenze i cognomi Innocenti, Degli Innocenti, Innocentini sono molto comuni.

La prima bambina Agata Smeralda. arrivò nel Febbraio nel 1445.

Nei primi anni i neonati venivano lasciati in un’acquasantiera, poi si aggiunse una grata con un piccolo spazio per il passaggio del bimbo. La finestra ferrata è ancora visibile all’estremità del portico, accanto c’era la campanella per avvertire che un piccino era arrivato.

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la finestrella da cui venivano passati i neonati

La storia dei tanti innocenti accolti dall’Ospedale, è documentata in un corposo archivio storico. Negli oltre 13.000 documenti sono registrate le spese, i contratti e le vite dei bambini. Ogni nuovo arrivato era registrato annotando le condizioni di salute, l’abbigliamento e i piccoli oggetti, monete, medaglie, pezzi di stoffa, divisi a metà che le mamme mettevano tra le fasce per poterli un giorno ricongiungere.

Tutti questi “segnali” erano raccolti e conservati con il numero di ingresso. All’interno del Museo uno schedario con 140 cassetti estraibili vi consentirà di guardarli e immaginare le loro storie di povertà e di dolore.

I neonati venivamo dati a case delle balie per l’allattamento e lì restavano fino all’età di 5/6 anni. Poi rientravano in Istituto per essere istruiti e avviati ai lavori di bottega. I maschi. Per le femmine si prospettava un futuro di serve presso le famiglie ricche per guadarsi la dote che consentiva loro si sposarsi o farsi monache.

Dal 1700 ci fu una maggiore attenzione all’aspetto medico con studi sui metodi di allattamento artificiale e cura delle patologie ostetriche e pediatriche.

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nei cassetti sono conservati piccoli oggetti che le mamme lasciavano con i bambini

Il Percorso di visita dell’Ospedale degli Innocenti

Potete visitare liberamente il Museo oppure affidarvi ad una guida per approfondirne alcuni aspetti.

Il recupero dell’Ospedale degli Innocenti è del 2016 e l’impostazione del percorso è moderna e razionale. Poco dopo l’entrata troverete i ritratti dei personaggi illustri che hanno contribuito alla storia dell’Istituto. I veri protagonisti però sono loro, i “nocentini” rappresentati in un dipinto con occhi spauriti al riparo del mantello della Vergine. Ce ne sono di tutte le età, dai neonati ai più grandicelli con il simbolo del putto in fasce cucito sulle giacchine.

In una teca è custodito il Presepe: appena arrivati i bambini erano posti tra le statue di Giuseppe e Maria prendendo simbolicamente il posto del Bambino Gesù.

Prendetevi il tempo di aprire i cassetti che custodiscono i piccoli oggetti di cui vi ho parlato prima. E’ un luogo particolarmente toccante se pensate che i genitori li avevano messi sperando un giorno di riannodare una vita interrotta. Nel 1875 si chiuderà la finestra ferrata, il piccolo che chiude la serie dei bambini abbandonati si chiama Ultimo Lasciati.

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il cortile delle donne visto dall’alto

Il percorso prosegue poi nel cortile centrale detto “Degli Uomini”, un elegantissimo esempio di architettura dominato dal grigio della pietra serena. Accanto ci sono il dormitorio dei bambini e la chiesa con il coretto delle balie. Si passa poi nel cortile “Delle Donne” di forma rettangolare e con colonnine esili quasi a sottolineare la femminilità.

Il corridoio sopra il loggiato è una meravigliosa galleria di opere d’arte frutto di donazioni e committenze dirette.

La Madonna con bambino in terracotta invetriata di Luca della Robbia ha una dolcezza speciale nel volto ed era infatti venerata dalle balie e dalle fanciulle.

Un’altra Madonna, stavolta di Botticelli, lascia incantati per la perfezione del tratto e dei colori. Infine l’Adorazione dei Magi del Ghirlandaio è un tripudio di armonia per forme e colori.

Infine, lasciatevi commuovere dai due tondi di Andrea della Robbia con i putti in fasce. Sono di una bellezza commovente e rappresentano davvero l’innocenza di quei bambini abbandonati.

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l’Adorazione dei Magi del Ghirlandaio

In quello che era lo stenditoio coperto dell’Ospedale degli Innocenti, oggi c’è una caffetteria con vista imperdibile sulla cupola di Brunelleschi e sui tetti di Firenze. L’entrata alla Caffetteria del Verone è libera e vi suggerisco di farvi una sosta.

Per maggiori informazioni su orari e prenotazioni: www.istitutodeglinnocenti.it

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14 Risposte
  1. Annalisa

    Ho visto la prima volta una ruota degli esposti proprio visitando un complesso storico della mia città. Vederla mi ha fatto stringere il cuore. Chissà quanti neonati sono stati accuditi alle cure delle suore nel corso dei decenni… Deve essere molto emozionante visitare questo ospedale. Lo metto in lista per il prossimo week end che passeremo a Firenze

    1. migliaia di bambini sono passati da questa struttura e ognuno ha una storia. Pare che anche persone che poi sono diventate ricche e famose in città siano state allevate qui e che siano stati degli “Innocentini”

  2. Libera

    Sapevo dell’esistenza di questo ospedale ma non credevo si potesse visitare . Sarà indubbiamente una delle attrazioni che inserirò nel mio prossimo itinerario a Firenze

    1. io c’ero passata davanti prima del restauro ed ero rimasta affascinante dalla bellezza della loggia, senza sapere nulla della storia del luogo. Poi ho voluto tornare per capirlo bene

  3. Non avevo idea che esistesse a Firenze un luogo simile! Addirittura c’è un archivio così ricco di informazioni e di oggetti per questi piccoli innocenti. La piaga dell’abbandono è stata combattuta per anni ma purtroppo quando le madri non potevano sfamare queste creature spesso si optava per questa “soluzione”: rincuora sapere che almeno qualcuno se ne sarebbe preso cura.

  4. Io la ricordo bene la grata con la famosa ruota dove venivano lasciati i bambini, ci passavo spesso di fronte e mia mamma mi raccontava la storia di questo luogo
    bellissime anche le foto della mia adorata Firenze

  5. Non avevo mai sentito parlare di questo posto. Al di là della bellezza architettonica, è molto commovente quello che succedeva tra queste mura. Immagino che aprire i cassetti e vedere gli oggetti lasciati dalle mamme ai bambini sia un colpo durissimo al cuore.

    1. gli oggetti lasciati dalle mamme che speravano, un giorno, di ritrovare i loro figli mi ha commosso tantissimo così come il fatto che tanti neonati venissero abbandonati

  6. Un luogo che non conoscevo affatto a Firenze, interessante soprattutto per il contenuto umano e per documentare la vita di questi bambini, sicuramente immagino sia una visita molto toccante ed emotivamente coinvolgente

  7. Che storia incredibile. Posso immaginare tutto il dolore di quei troppi bimbi abbandonati ma per fortuna c’era questo ospedale ad accoglierli.

    1. Già per fortuna c’era questa istituzione e se pensiamo che risale al 1400 possiamo dire he Firenze era davvero molto avanti dal punto di vista dell’assistenza

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