Mille anni che sto qui, il realismo magico del sud italiano

Ho una vera passione per le saghe famigliari e quella narrata da Mariolina Venezia nel libro “Mille anni che sto qui” mi è particolarmente piaciuta.

Innanzitutto è una storia ambientata in Italia, in un Sud di cui si parla ancora poco ma che è il vero protagonista del libro. Matera e la sua campagna affascinante, le tradizioni e le superstizioni del mondo contadino lucano giocano un ruolo di primo piano nelle atmosfere della narrazione.

Le vicissitudini della famiglia Falcone attraversano più di un secolo, in una terra sospesa nel tempo mentre sullo sfondo accadono i fatti cha hanno cambiato la storia, dall’Unità d’Italia alla caduta del muro di Berlino passando per le due Guerre.

Mille anni che sto qui, il realismo magico del sud italiano

Mille anni che sto qui – la trama

Nel Marzo 1861 mentre l’Italia finalmente si univa, a Grottole successe un fatto straordinario: a Don Francesco Falcone nacque un figlio maschio! Dopo sei femmine , ormai non ci contava più e infatti la mattina se ne era andato nei campi incurante delle doglie di Concetta. Lei non non era sua moglie e mai lo sarebbe diventata.

La storia della famiglia e delle sue alterne vicende sono narrate dalla giovane Gioia che attinge ai racconti della nonna, delle prozie e della madre per ricostruire i fatti e intrecciare i ricordi.

Ne deriva una narrazione a tratti dura come i sassi di Matera, un mondo incantato ma difficile dove nascere poveri non aveva possibilità di riscatto.

Con le trasformazioni storiche di un’Italia che cambia profondamente, le tradizioni e le convinzioni di un Sud arcaico e retrogrado faticano a stare al passo.

Mille anni che sto qui, il realismo magico del sud italiano

I personaggi sono intensi e ben delineati, soprattutto le donne che in una società profondamente maschilista, sono quelle che reggono la narrazione.

Mille anni che sto qui – perché mi è piaciuto

A tratti le vicende potevano essere ambientate nella Macondo di Marquez, certe visioni magiche mi hanno ricordato i romanzi della Allende. Però in realtà quella Matera che tanto mi è piaciuta quando l’ho visitata, è fortemente riconoscibile. Il romanzo che valse Mariolina Venezia il Campiello 2007, è impregnato di quel “realismo magico” che caratterizza la letteratura del Sud. Le malattie sono fatture e si guariscono dalle masciare. Le mammane fanno nascere i bambini e molti altri “ne spediscono al creatore con gli infusi di prezzemolo o il ferro da calza“.

Perdendomi tra nomi vicende, date e personaggi, mi sono lasciata trasportare dalle atmosfere della vita contadina di una volta, dal vociare nei “vicinati”, tipici di Matera, dalla tradizioni di una Lucania arcaica.

A questo proposito potete leggere il post sui Sassi di Matera, il riscatto di un luogo unico al mondo

Mi è piaciuto il tempo sospeso della parte iniziale del romanzo e quello incalzante della seconda, a sottolineare le urgenze del cambio di epoca.

E infine l’amore, romantico, passionale, voluto e respinto che guida le scelte coraggiose e a volte inspiegabili di madri, figlie e nipoti.

Una lettura piacevole che mi ha travolto come in un film con pagine intense e commoventi.

Mille anni che sto qui, il realismo magico del sud italiano
8 Risposte
  1. Sarò a Matera a fine settembre, e questo tuo consiglio di lettura capita proprio a fagiolo. Mi piacerebbe immaginarla mentre la leggo nelle descrizioni per poi realizzare che ogni dettaglio che ha preso forma nei miei pensieri esiste davvero.

    1. il libro è molto realistico sono certa che ti piacerà. Sui sassi di Matera c’è un articolo nel blog, è una città meravigliosa e con una storia molto particolare

    1. lo divorerai in pochi giorni! Soprattutto la prima parte è molto avvincente. Poi fammi sapere il tuo parere perché nel gruppo di lettura di cui faccio parte ci sono stati pareri completamente discordanti. E’ la magia della lettura, ognuno vede con occhi diversi

  2. Mi sembra un romanzo molto interessante. Non sono mai stata a Matera, ma penso che leggere questo libro prima di visitarla possa essere un’interessante preparazione al viaggio.

  3. L’unica saga familiare mai letta è stata quella dei Leoni di Sicilia, dove anche lì il profondo sud, la Sicilia, era la protagonista. La trama struggente e i personaggi femminili ben scritti mi piacciono, dovrò aggiungerlo alla mia lista di letture!

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