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Riserva dello Zingaro com’era il Paradiso distrutto

Riserva dello Zingaro prima dell'incendio

A me piace ricordare la Riserva dello Zingaro com’era fino al 29 Agosto 2020. Prima che un incendio devastante e purtroppo doloso, distruggesse senza pietà uno dei luoghi più belli d’Italia, un vero angolo di Paradiso.

Non riesco a guardare le immagini di come è adesso, mi fa troppo male vedere solo una grande macchia marrone là dove prima crescevano le palme nane.

Non riesco soprattutto a immaginare che la mano dell’uomo abbia potuto appiccare il fuoco e uccidere uccelli e mammiferi che vivevano in quel tratto di costa a strapiombo sul mare.

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

Vi voglio raccontare quindi la Riserva dello Zingaro com’era quando ci sono stata io, quando fiorivano le orchidee selvagge e i fiordalisi di Sicilia.

La prima Riserva Naturale della Sicilia

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

Il tratto di costa tra San Vito lo Capo e Castellammare del Golfo non ha una strada litoranea. In verità ne era stata prevista una e i lavori erano già iniziati nel 1976 quando una sollevazione popolare ne impedì il proseguimento.

Numerose associazioni si adoperarono per sensibilizzare l’opinione pubblica e per far revocare i finanziamenti. Nel Maggio del 1980, con una marcia pacifica, circa 3000 cittadini “presero possesso del territorio“. A quel punto la legge regionale 98/81 istituì ufficialmente la Riserva Naturale Orientata “Zingaro”: la prima in Sicilia.

Un grande risultato fortemente voluto dalla gente che si è finalmente resa consapevole di vivere in una regione meravigliosa che va protetta e salvaguardata.

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

La Riserva si estende nella parte Ovest del golfo di Castellammare fino alla punta dove si trova San Vito Lo Capo. Una zona di rara bellezza dove il mare è sempre protagonista con una serie di calette nascoste.

Il bianco dei ciottoli, l’azzurro dell’acqua, il rosso della roccia e il verde della vegetazione creano un insieme di colori intensi e di contrasti violenti.

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

La Riserva dello Zingaro come era prima dell’incendio

Per la mia visita alla Riserva dello Zingaro ho scelto di percorrere il sentiero costiero, il meno impegnativo. Sono entrata dall’ingresso Nord a San Vito lo Capo, ho percorso i sette chilometri per arrivare a Scopello e sono tornata. In primavera è una bellissima passeggiata e quando il caldo o la stanchezza prendono il sopravvento ci si può fermare in una delle calette e fare un tuffo.

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

La macchia mediterranea si svela in tutta la sua varietà e bellezza dominata da una particolare palma nana che è diventata un pò il simbolo della riserva.

E poi mandorli e ulivi, fichi e alberi di limone. I fiori gialli del finocchietto selvatico e delle ginestre contrastano brillantemente con il blu del cielo.

A tratti mi raggiunge il profumo intenso del rosmarino e del mirto, i fichi d’india ricoprono le pareti di roccia rossa.

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

La prima spiaggia che si raggiunge è la Cala Tonnarella dell’Uzzo, una delle più frequentate dato che non è lontana dall’entrata. La costruzione che una volta era la tonnara è stata trasformata nel Museo delle attività marinare con testimonianze sulla storia della pesca del tonno.

Poi si arriva a Cala Marinella, la più spettacolare, incastrata tra gli scogli sembra una piscina.

Camminare tra i cespugli fioriti di cisto e orchidee selvagge, con lo sguardo rivolto all’immensità del mare, è un’esperienza indimenticabile.

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

Io non sono riuscita a vederla, ma la rara aquila di Bonelli nidifica proprio qui, tra le rocce della riserva che ospita anche gazze, donnole e conigli selvatici. Le grotte marine erano abitate un tempo dalle foche monache e tutti speriamo che tornino.

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

Ho dedicato tutta la giornata all’esplorazione della Riserva dello Zingaro con qualche sosta per riposarmi nelle calette.

Oltre al sentiero che ho scelto io esiste anche il percorso di mezza costa che consente di raggiungere Borgo Cusenza. Si tratta di un piccolo agglomerato raccolto in una vallata ora disabitato ma che un tempo era completamente autonomo.

Infine il percorso alto, decisamente più impegnativo, sale fino agli 860 metri del Passo del Lupo in un paesaggio quasi montano.

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

Passeranno anni, decenni prima che possiamo ritornare a vedere l’habitat della Riserva dello Zingaro com’era prima del funesto Agosto di quest’anno. La natura però riesce sempre a sorprenderci e a dimostrare che nonostante la malvagità dell’uomo, la vita ha il sopravvento.

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

C’è una buona notizia : le palme nane iniziano di nuovo a germogliare sulle rocce tra Scopello e San Vito lo Capo.

E’ un segnale di speranza che voglio cogliere, la dimostrazione che la natura vuole riprendere tenacemente il suo posto.

In un periodo tanto difficile, forse quella della natura è una lezione da imparare: rinascere da un grande dolore è possibile anche per l’umanità.

Mi sembra davvero appropriata per concludere questo mio post della memoria, la frase di  Dostoevskij :

La bellezza salverà il mondo

Riserva dello Zingaro com'era il Paradiso distrutto

50 Replies to “Riserva dello Zingaro com’era il Paradiso distrutto”

  • Sono senza parole. Anzi, l’unica parola che mi viene in mente è “perché?” Impossibile capire cosa possa spingere delle persone a distruggere un posto del genere con l’intenzione di fare del danno, o magari per qualche forma di incomprensibile e assurdo divertimento. Una mancanza totale di rispetto verso la natura, verso gli animali e anche verso le persone.
    Quello che è incoraggiante è che la natura sta poco alla volta rinascendo, anche se ci vorrà chissà quanto tempo.

    • si è vero la natura tenacemente si riprende il suo spazio ma ci vorranno anni prima che ritorni tutto come era e forse alcune specie saranno irrimediabilmente perdute. Tanta cattiveria contro il nostro pianeta davvero non ha senso

  • è uno schifo! mi è capitato tante volte di tornare a distanza di anni in luoghi devastati dalla mano di uomini piccoli e stupidi. Per fortuna la natura si riprende in fretta e nel giro di qualche anno tornerà al suo splendore.

  • Non ti nascondo la mia ignoranza, Antonella, non sapevo che questo famoso tratto di costa fosse stato interessato da un incendio. Che sciagura, soprattutto se si confrontano le foto della Riserva prima e dopo…:( Io continuo a dire che questo pianeta non ce lo meritiamo… che amarezza…

    • in questo anno 2020 sono successe troppe cose tragiche per riuscire a tenere conto di tutto e anche l’incendio alla riserva dello Zingaro fa parte della collezione di disastri, speriamo solo che la natura riesca a vincere, davvero non ci meritiamo la bellezza del mondo

  • Le calette selvagge sono i luoghi che più mi attirano…non siamo mai stati purtroppo in questi territori. Abbiamo fatto un road trip in Sicilia concentrandoci sulla costa meridionale, ma purtroppo il tempo è sempre poco e sembra non bastare mai quando Si è in viaggio.

    • come è vero che il tempo è tiranno in viaggio! Potrebbe essere l’occasione per tornare, fortunatamente il mare è sempre lì bello e azzurro e trasparente

  • Come te ho avuto la fortuna di vedere la Riserva dello Zingaro prima dell’incendio, quasi 20 anni fa ed era un paradiso terrestre nemmeno troppo conosciuto.
    Non riuscirei a tornarci ora, solo vedere le foto mette una tristezza…

    • la camminata nella riserva dello Zingaro resta per e indimenticabile! I colori e la purezza dell’aria rendono quel tratto di costa veramente unico, speriamo di riuscire a preservarlo con qualche ferita ma pur sempre vivo…. per il momento

  • Ma che delitto. E’ veramente doloroso pensare che un luogo così fantastico sia stato devastato da un incendio, e ancora di più se questo è dovuto ad un atto doloso!

    • esatto, il fatto che sia stato evidentemente doloso mi ha fatto venire una rabbia incredibile. Ma qualcuno pensa veramente che incendiando la Riserva, poi ci si possa costruire?

  • Sono andata a vedere le foto della riserva ad oggi, perché sinceramente non sapevo dell’incendio. Vivendo all’estero, non riesco ad essere aggiornata su tutto ciò che accade in Italia. Non riesco davvero a capire quale interesse spinge l’uomo a fare una cosa del genere. Ci vorranno anni ed anni prima che la vegetazione torni ad essere come quella di una volta. Abbiamo perso temporaneamente una bellezza natura assolutamente unica e spettacolare.

    • concordo perfettamente e anche io mi sono chiesta quale fosse lo scopo ultimo di un’atto tanto orribile. La natura tornerà ad abitare la costa ma ci vorrà tempo e la ferita resterà aperta

  • Abbiamo dei posti magnifici in tutta Italia e proprio questo faceva parte del mio elenco dei viaggi del 2020. Avevo preso i biglietti per Palermo per fine giugno, per godermi quel paradiso con meno affollamento e poi l’arrivo della pandemia con la successiva cancellazione dei voli mi ha fatto saltare questo viaggio ahimè…

    • credo che valga la pena lo stesso di andarci, anche per testimoniare che il male non può sempre vincere

  • Che belle immagini! Peccato che ormai sia andato tutto o in parte perso. Magari fra qualche anno tornerà a splendere di nuovo

    • speriamo! Ma per ripristinare tutta la vegetazione ci vorranno anni e forse non sarà mai più come prima. Che tristezza!

  • Il fuoco per fortuna è un fattore naturale che spesso serve all’ambiente per depurarsi e per costituire nuova vita. Questo quando è naturale ovviamente ma quando è doloso le cose cambiano, a cominciare dal come viene appiccato: spesso si usano taniche di benzina e si da fuoco a tutto, inquinando ulteriormente un ambiente già di per sé fragile. Sono sicura che Lo Zingaro tornerà a splendere di luce propria ma sta all’uomo proteggerlo da aventuali danni di criminali: non so se qui la bellezza basterà per salvarci.

    • quando è naturale il fuoco fa parte del ciclo della natura, purtroppo non è questo il caso e le specie vegetali e animali dello Zingaro hanno sofferto irrimediabilmente per questo incendio

  • Ho il bellissimo ricordo di com’era la Riserva prima del 2020. Calette meravigliose, natura e la possibilità di fare passeggiate interminabili in mezzo a piante profumate e colorate. Non posso immaginare questo luogo distrutto. Siamo così stupidi da distruggere ciò che abbiamo di bello e utile al turismo per costruire per il turismo. Senza logica.

    • senza logica apparente, forse c’è un piano diabolico che al momento ci sfugge. Speriamo che lo Zingaro resista, molto dipende da noi

  • Hai perfettamente ragione impensabile ciò che può fare l’uomo, anche io c’ero stata qualche anno fa, bellissimo contesto e una ricchezza naturale incredibile.

  • Sfortunatamente ogni anno, in Sicilia, appiccano numerosi incendi. Anche qualche anno fa avevano incendiato una parte della bellissima riserva, dal lato di San Vito. Fortunatamente la natura è più forte, ed è ritornata all’antico splendore in poco tempo. Tornerà a splendere di nuovo, ne sono sicura.

  • Speriamo davvero che la bellezza sia in grado di salvare il mondo, perché se ci affidiamo all’ingordigia e all’ottusità dell’essere umano non abbiamo tante speranze! Mi ero persa la notizia di questo incendi e apprenderla attraverso le tue parole è stato un vero colpo al cuore.

    • giusto in un periodo in cui si gioiva perchè il lockdown aveva permesso alla natura di riprendersi il suo spazio… arriva la mazzata, l’uomo è capace di essere terribilmente crudele con il pianeta dove vive

  • Non ho voluto nemmeno io vedere foto di come è ora la Riserva…mi piange davvero il cuore! La perfidia umana non ha limiti…Ci sono andata anni fa e ne ho un ricordo idilliaco, per ora conservo questo!

  • Non ho parole… Non ci sono ancora stata di persona, ma sapevo bene (e il tuo articolo me lo conferma) di che meraviglioso paradiso terrestre si trattasse! Anche a me piange il cuore a vederlo ridotto in cenere… Ma mi aggrappo alla frase di Dostoevskj e alla natura che sta ricrescendo!

  • Serve sempre maggiore attenzione e controllo per salvaguardare il territorio. Non possiamo permetterci che vadano rovinati luoghi del genere. Grazie per la tua bellissima descrizione. Ero stata in Sicilia nel 2008 ma non siamo entrati alla Riserva perché era agosto e mia figlia aveva 2 anni, non c’eravamo organizzati per una scarpinata sotto il sole, e mi dispiace di aver perso l’occasione… Abbiamo visto tanti altri luoghi bellissimi nella regione, ma quello ce lo siamo perso 🙄

    • certamente con una bimba piccola in estate la passeggiata nella Riserva no è raccomandata!! Aspetta che la piccola cresca così potrai tornare e vedere che anche la natura sta ritornando al suo posto

  • Non ho avuto la fortuna di visitare questo angolo di paradiso prima dell’incendio, purtroppo. A giudicare dalle tue fotografie, era davvero meraviglioso. E’ un enorme peccato che uno dei luoghi più belli della nostra Italia sia andato distrutto così. Dovremmo cercare di proteggere e preservare la natura, invece di rovinarla per sempre.

    • hai proprio ragione, invece a volte sembra che non ci rendiamo conto che se distruggiamo il pianeta non avremo più un posto dove vivere

  • Sono stata nella Riserva dello Zingaro anni fa, così anch’io sono rimasta sconvolta nell’apprendere la notizia della scorsa estate. Non si è trattato semplicemente di un incendio doloso, ma di un vero atto criminale! Grazie per questo post, mi hai fatto tornare con la mente alla mia giornata nella Riserva (e in spiaggia).

    • penso spesso alla mia giornata alla Riserva a quelle calette bellissime e provo una grande tristezza all’idea che quel paradiso sia stato irrimediabilmente danneggiato

  • Io sono scioccata! Sinceramente non sapevo dell’incendio ma sono molto sensibile a queste notizie.
    Mi spiace tanto saperlo e non oso immaginare come sarà oggi questo paradiso.
    Le foto parlano da se, forse è anche meglio ricordarlo in questa maniera 🙂
    E grazie per il briciolo di speranza raccontandoci che le palme stanno risorgendo, chissà, magari la natura farà dei miracoli!

    • speriamo che le palme nane tengano duro e tornino a popolare la Riserva, erano così belle!

  • Che disastro! Noi non siamo mai state in Sicilia, dunque per prima cosa dobbiamo ringraziarti per aver scritto questo articolo e queste splendide immagini che resteranno nella tua memoria per lungo tempo. Ci auguriamo che la zona venga presto bonificata anche se dopo gli incendi i tempi diventano lunghissimi.
    Anche a casa nostra, sul Monte Serra, ci sono tantissime macchie marroni, grazie a chi lo scorso anno ha appiccato il fuoco. Ora è in carcere, ma è una magra consolazione, la natura impiegherà decenni per rimettersi in salute.

    • la consolazione di vedere i colpevoli puniti è magra perché il danno compiuto spesso è irreparabile, speriamo che serva come monito perchè non si ripeta

  • Una riserva belissima che andrebbe sempre preservata. Mi viene sempre rabbia quando sento parlare di incendi, prevalentemente causati dall’uomo. Senza senso e senza rispetto per la natura. Ma poi per quale motivo compiere un gesto del genere? Speriamo solo che questa riserva torni ad essere com’era prima.

    • in passato gli incendi dolosi rendevano le zone edificabili e per questo venivano appiccati, adesso questo non ha più senso: il territorio resta protetto e non sarà certo la violenza dell’uomo che distruggerà la Riserva. Almeno lo spero

  • Quanto mi spiace non essere riuscita a vedere la Riserva prima dell’incendio. Purtroppo vivo in un paese, l’Australia, dove incendi dolosi e non distruggono il territorio ogni singolo anno ed è terribile. Impareremo mai a rispettare questo splendido pianeta?

    • mammi mia in Australia che disastro! ne ha parlato tutto il mondo… no credo che non impareremo mai a sentirci ospiti e non padroni del nostro mondo

  • Anche io ho visitato la Riserva dello Zingaro nel 2016 e tutto era perfetto e bellissimo! Per fortuna la natura è forte e recupera più in fretta di quanto si pensi, anche se eventi così catastrofici per mano dell’uomo non dovrebbero accadere mai.

    • Io spero solo che davvero la natura riesca ad avere il sopravvento sulla distruzione causata dall’uomo ma ci vorranno anni prima che il paesaggio ritorni quello che era

  • Ero in Sicilia la scorsa estate e dovevo andare alla Riserva dello Zingaro proprio un paio di giorni dopo l’incendio. Puoi immaginare che dispiacere e che rabbia quando ho sentito quanto è accaduto.

    • chissà che tristezza anche per te non esserci potuta andare proprio a causa di quell’incendio

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