Saignon, elogio del vagare senza meta

la Piazza della Fontana di Saignon

Alcuni paesi della Provenza sembrano invitare ad una sosta pigra, e il piccolo borgo di Saignon è uno di questi.

Arroccato sulle pendici del Luberon, con le case in pietra raccolte attorno alla rocca, Saignon si percorre senza meta, lasciandosi guidare dalle stradine che salgono e scendono, dai piccoli passaggi e dal gorgoglio delle fontane.

Qui la cosa migliore da fare è proprio non fare nulla, assaporando l’istante presente. Saignon è il luogo perfetto per abbandonarsi alla nobile arte della flânerie, quella deriva poetica che nelle giornate estive trova la sua dimensione ideale. Un’arte tutta francese, difficile, se non impossibile, da tradurre in italiano, perché flâner non significa semplicemente passeggiare, ma concedersi di vagare senza uno scopo.

Quando la pigrizia e persino un pizzico di noia diventano parte del piacere, offrire il proprio tempo al caso e sospendere le lancette dell’orologio per lasciare che il paesaggio si srotoli sotto i nostri passi, è il vero lusso.

Il flâneur non cammina per andare da qualche parte; cammina per perdersi magnificamente, diventando uno specchio che cattura i riflessi e i segreti della strada in una conversazione silenziosa e discreta.

Saignon, elogio del vagare senza meta

Non occorre andare alla ricerca di grandi monumenti, appena arrivati a Saignon verrete immediatamente catturati dalla sua atmosfera rilassata e un pò chic. A differenza di altri borghi del Luberon, le strade e la piazza sono silenziose, pochi turisti, molti ciclisti, alcuni negozietti e un paio di bistrot dove fermarsi per un caffé e un pain au chocolat che profuma di buono.

È una Provenza fatta di case in pietra, vecchie fontane, imposte color lavanda sbiadite dal tempo, angoli ombrosi sotto platani accoglienti. E poi c’è quel cielo blu, quasi abbagliante, e quella luce intensa che da sempre accompagna lo sguardo dei pittori.

ll fascino di Saignon sta nella sua dimensione raccolta e nella possibilità di perdersi dentro un paese dove in realtà è difficile perdersi davvero. Lasciatevi guidare dal susseguirsi di scorci che non si possono programmare, inseguite una scalinata, oltrepassate un arco e lasciate che siano le strade a scegliere per voi.

Saignon, elogio del vagare senza meta

Eppure, anche lasciandosi guidare dal caso, ci sono luoghi davanti ai quali vale la pena fermarsi. La piazza, la chiesa, le fontane, gli antichi lavatoi: piccoli frammenti della vita di Saignon che si incontrano quasi naturalmente durante la passeggiata.

Prima o poi la vostra passeggiata vi condurrà verso la parte più alta del paese, dove si trova la rocca. La salita è breve ma regala una ricompensa straordinaria: il panorama. Da lassù lo sguardo si allunga sui paesaggi del Luberon, tra campi, colline e paesi arroccati.

Si possono ancora distinguere le vestigia di tre fortificazioni medioevali che comprendono una pittoresca cappella che non è visitabile.

Durante la discesa verso il borgo, fate caso alla Porte du Vent, un grande arco in pietra il cui nome ricorda le forti correnti del Mistral che spazzano il Luberon in inverno.

Saignon, elogio del vagare senza meta

La cosa che mi ha veramente fatto innamorare di Saignon è però la Place de la Fontaine. Circondata da case in pietra dorata, questa deliziosa oasi di pace all’ombra dei rami bassi di un grande frassino, racchiude tutto il fascino del borgo provenzale.

Saignon, elogio del vagare senza meta

Il silenzio della piazza è interrotto solo dal canto dell’acqua della grande fontana ornata da due statue gemelle, allegoria dell’agricoltura e dell’abbondanza. Poco distante restano ancora due antichi lavatoi e la vecchia abside.

È qui che viene voglia di fermarsi davvero. Sedersi ad uno dei tavolini dell’hotel, ascoltare l’acqua e guardare la piazza senza avere nessun altro posto dove andare. Forse è questa, più di ogni altra cosa, la vera flânerie di Saignon.

Prima di lasciare il paese, non tralasciate la visita alla chiesa parrocchiale di Notre Dame-de-la-Pitié e al cimitero adiacente. La chiesa è di epoca romanica ed ha un’importanza particolare per i viaggiatori dato era una delle tappe sulla Via Domitia verso San Giacomo di Compostela.

Saignon, elogio del vagare senza meta

Saignon non deve essere scoperto in fretta e nemmeno essere attraversato seguendo un itinerario. Saignon deve essere vissuto con curiosità, lasciando che siano una strada, una fontana o un’ombra a suggerire la direzione successiva.

Si può semplicemente camminare alla ricerca di un pò di riparo dal sole cocente della Provenza e imbattersi in angoli poetici dove il disordine è solo apparente.

Fermatevi sotto un albero, lasciatevi incantare dalla semplicità di un’insegna, dalla melodia di una fontana, dall’armonia di una porta.

Poi tornate sui vostri passi, ripassate ancora e ancora sulla piazza che diventa un’attrazione fatale, acquistate piccoli souvenir profumati di lavanda coltivata poco lontano sul Plateau des Claparèdes.

E quando arriverà il momento di andare, vi accorgerete di non aver fatto poi molto: solo passeggiato.

Ma forse è proprio questo, a Saignon, il modo migliore di aver fatto tutto.

Saignon, elogio del vagare senza meta

Saignon si trova nel Luberon, a pochi chilometri da Apt, e si visita comodamente a piedi. All’ingresso del paese si trova un parcheggio gratuito, da dove si può iniziare la passeggiata.

Il mercato si tiene il giovedì mattina, in stagione. Per visitare il borgo non occorre molto tempo, ma vale la pena lasciarsi qualche ora per salire fino alla rocca, fermarsi alla Place de la Fontaine e, soprattutto, vagare senza fretta tra le sue stradine.

Saignon, elogio del vagare senza meta

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7 Risposte
  1. Hai raccontato questo luogo in maniera così estasiante che me ne sono innamorata. Bello scoprire nel tuo articolo l’origine del nome “Saignon” e scoprire una zona che finora non è stata ancora da noi esplorata. Spero di poter tornare presto on the road in Francia e fermarmi qui.

  2. “Quando non c’è nulla da cercare”: in questa frase hai racchiuso quello che ultimamente apprezzo di più quando sono in viaggio. Non ho più voglia di correre avanti e indietro da un posto all’altro, sentendomi in colpa perché ho tralasciato qualcosa. Voglio passeggiare senza una meta, camminare tra i banchi del mercato, prendere un caffè al bar in piazza: Saignon sembra il posto ideale per tutto questo.

  3. per noi adulti trovo queste scoperte senza mete l’ideale perche amo perdermi e scoprire vicoletti e paesini. con i bambini la trovo una cosa piu difficile

  4. Per una che vive nel caos asiatico poter leggere questi articoli e guardare queste belle immagini è come prendere una boccata di ossigeno, che bello questo borgo della Provenza regala una pace antica, come mi piacerebbe visitarlo

  5. Un articolo in cui perdersi, che non decanta le 5 cose da fare da Saignon ma ti racconta proprio la bellezza della curiosità, di uno scorcio, di un mood che è difficile da spiegare. Mi sono detta me lo segno dato che a primavera voglio tornare da quelle parti

  6. Marina

    Sono stata da poco in Provenza per la seconda volta, alloggiando in un piccolo villaggio vicino Arles. La bellezza di questa regione è proprio quella di passeggiare senza meta e senza fretta alla scoperta di angoli deliziosi.

  7. Mi sembra proprio un luogo al di fuori del tempo: tutto sembra tranquillo, incastonato nel passato, adatto al riposo e al pensare.

    Insomma, uno di quei magnifici paesini a cui si pensa quando ci si immagina la Francia rurale!

    Che magnifica scoperta!

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