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Volontariato in Cameroun: la mia piccola esperienza

Perché un’esperienza di volontariato in Cameroun ? E’ molto semplice, perché ho seguito una persona speciale, che non ha paura di donarsi agli altri e che affronta con coraggio anche le situazioni più difficili.

La persona in questione è una Suora Carmelitana che svolge la sua missione in un ospedale di Yaoundé, capitale del Cameroun. E’ stata in Madagascar dove l’ho conosciuta (ma questa è un’altra storia) e poi a Goma, una città dilaniata dalle atrocità della guerra civile e dove mio marito ed io non abbiamo avuto il coraggio di andare.

Suor Delphine, adesso svolge la sua missione a Yaoundé in Cameroun

Un giorno all’ospedale

il primo giorno della mia esperienza di  volontariato all'ospedale, inizia con i vaccini

Iniziamo la nostra breve esperienza di volontariato, in un quartiere di Yaundé, capitale del Cameroun presso l’Ospedale delle Suore . Oggi è giorno di vaccini e la piccola sala di attesa si riempie delle voci e dei colori delle mamme e dei loro piccoli. La maggior parte dei bambini è nata proprio qui dove è possibile partorire con cesareo e avere assistenza neonatale nei casi di complicazioni.

Le mamme sono giovani, alcune hanno fatto molta strada per arrivare, ma sono tutte eleganti e bellissime. I bambini mi guardano incuriositi, e si lasciano coccolare dalla “sorella chiara” come mi chiamano ridendo.

bambini giocano davanti a casa a Yaoundé in Cameroun

In Cameroun non esiste un Servizio Sanitario, gli ospedali pubblici sono a pagamento e le persone che non possono permettersi le cure, vengono rifiutate.

Solo le strutture private, di solito gestite da religiosi, offrono assistenza gratuita per più bisognosi.

Il personale laico, logicamente, percepisce uno stipendio e i medicinali si devono acquistare sul posto. Tutto quindi può funzionare solo con il pagamento di alcune prestazioni e con l’aiuto di persone di buona volontà.

La mia esperienza di volontariato in Cameroun , all'opsedale delle Suore Missionarie

E’ importante che i genitori, soprattutto le mamme, vengano educate a proseguire i vaccini e le cure dei loro bambini dopo la nascita. Per questo ad ogni visita, viene fissato l’appuntamento successivo in un’ottica di pianificazione. A noi sembra normale ma in Cameroun non è così: molte famiglie che vivono nei villaggi più lontani non affrontano il viaggio e preferiscono farsi curare con erbe e pozioni dai cosiddetti “stregoni.

Anche il concetto di profilassi non è facile da fare accettare in una cultura dominata ancora dalla superstizione e dall’ignoranza.

La stagione delle piogge sta terminando ma sono ancora numerosi i casi di malaria che, se curata tempestivamente, guarisce con pochi giorni di ricovero. Sono comuni anche le infezioni provocate da cibi mal conservati, il tifo e il colera.

Alcuni pannelli spiegano con dei disegni, le regole fondamentali dell’igiene: lavarsi le mani prima di toccare il cibo o dopo essere stati in bagno. Anche questo non è sempre così evidente.

un poster spiega le regole fondamentali di igiene all'ospedale delle suore missionarie in Cameroun

Il Cameroun produce ed esporta cacao, caffé e legname; l’agricoltura permetterebbe di sfamare la popolazione ma il reddito procapite è ancora molto basso. La situazione politica è attualmente instabile a causa della ribellione, nel Nord del Paese, delle comunità anglofone che chiedono maggiore autonomia ma vengono soffocate dal governo. Il Cameroun è considerato tra i 40 Paesi più poveri del mondo.

Visitare Yaoundé

Nel raccontare di questa mia piccola esperienza di volontariato in Cameroun, vorrei sottolineare che ci troviamo a Yaoundé, la capitale.

Le strade sono quasi tutte sterrate e la polvere dell’Africa si appiccica alle persone e alle cose ricoprendo tutto di una patina rossastra. I cumuli di immondizia rendono in certi punti l’aria irrespirabile e mescolano il loro odore a quello del cibo cotto su griglie improvvisate e allo scarico dei camion che intasano la città: All’aperto, a bordo strada, si svolgono le attività più disparate.

Non solo esperienza di volontariato, ma anche visita della città per scoprire questi taxi che trasportanto anche tre persone

La foto qui sopra non è uno scherzo: le moto sono in realtà dei taxi che si intrufolano ovunque, anche contromano, nel caos del traffico. Trasportano le persone e le cose che riescono a farci salire: a volte salgono in quattro e portano un casco di banane, un tronco di legno, oppure la borsa con il computer. Le contraddizioni sono parte integrante dell’Africa.

Musulmani e cristiani convivono pacificamente in Cameroun

Cristiani, musulmani e animisti convivono pacificamente; le persone sono rumorose e disordinate ma sorridono spesso e sono gentili. Non riesco a immaginare come potrei vivere in mezzo a quella polvere e a quel disordine e guardando le case fatiscenti capisco che quando queste persone arrivano in Europa non faticano ad adattarsi a luoghi per noi inabitabili. Questo non significa che possiamo permettere situazioni di degrado, ma solo che mi rendo conto che la realtà che trovano da noi spesso non è diversa da quella da cui fuggono.

Yaundé, capitale del Cameroun è caotica, e disordinata

Cosa mi resta del Camerun e della mia esperienza di volontariato?

La mia esperienza è stata breve e del Cameroun non ho visto molto . Mi sono fatta però l’idea di un Paese dalle enormi potenzialità. Geograficamente è molto bello, racchiude in sé tutta l’essenza dell’Africa: la foresta, il deserto, il mare.

La popolazione è giovane e molto dinamica e con un pò di aiuto potrebbe uscire da questa situazione di disuguaglianza e di povertà.

una donna per le strade sterrate di Yaoundé in Cameroun

Personalmente, di questi giorni di volontariato in Cameroun, mi restano gli sguardi dei bambini, i sorrisi delle mamme, il calore dell’accoglienza delle Suore. La musica e le banane fritte. La terra rossa dell’ Africa sotto la suola delle Adidas, i semi di cacao stesi ad essicare, le ragazzine all’uscita di scuola che mi accarezzano i capelli, la dolcezza della papaya a colazione. Mi resta la voglia di tornare e dare qualcosa di più.

16 Replies to “Volontariato in Cameroun: la mia piccola esperienza”

  • Ho parlato del Cameroun proprio due giorni fa con un amico infermiere che è stato li un anno: vorrebbe tornare in missione ma la guerra ha distrutto il villaggio dove stava, storie tristi purtroppo!

  • Brava, brava! A volte non ci si rende conto di quanto siamo fortunati finché non si tocca con mano realtà come questa!! Complimenti per il racconto e per le splendide foto!

  • Condivido pienamente siamo fortunati ad essere nati da questa parte del mondo e non ne abbiamo alcun merito. Bello il racconto e le foto

  • Io ho fatto volontariato internazionale in Brasile e Senegal. Sono state delle esperienze intense e che porterò sempre con me.

  • Credo che questa sarà un’esperienza che porterai con te per il resto della tua vita. Hai fatto benissimo a partire, io ci penso spesso ma non so mai come fare, mi vengono mille dubbi e lascio stare. Grazie per questo tuo racconto, mi ha dato un po’ di sicurezza in più ❤️

    • penso che in ogni caso ci si debba appoggiare a strutture sul posto conosciute e sicure altrimenti si rischia di creare problemi a sé e agli altri

    • Grazie! Ho fatto molto poco ma ci ho provato e mi piacerebbe ripetere l’esperienza magari con un soggiorno più lungo

  • Se ti interessa la storia del Cameroun recente, ti consiglio il libro “L’enigma del lago rosso” di Frank Westermann, ripecorre il disastro naturale successo al Lago Nyos nel 1986. Molto bello e commovente. Interessante questo post, siamo davvero fortunati e privilegiati a essere nati in questa parte di mondo

    • Grazie mille per il consiglio di lettura! mi piace conoscere la storia dei posti che visito, imparo a conoscerli un pò di più

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