Galleria Borghese a Roma, uno scrigno di capolavori

Dettaglio del Ratto di Proserpina di Bernini esposto alla Galleria Borghese

la Galleria Borghese si trova all’interno del Parco della Villa omonima a Roma e ne è parte integrante. Il Casino Nobile ospita una incredibile raccolta di opere d’arte collezionate negli anni dalla famiglia Borghese.

Sculture di Bernini, la famosissima Paolina di Canova, tele di Caravaggio, Raffaello e Tiziano si alternano in ambienti meravigliosamente decorati. Il Museo di Galleria Borghese, costituito da venti sale affrescate, custodisce anche una collezione di bassorilievi, busti e mosaici antichi.

Vi consiglio la visita guidata della Galleria, per apprezzare appieno sia la storia della famiglia a cui si deve la collezione, che le caratteristiche delle opere principali. Trascorrerete due ore di immersione totale nella grande bellezza che solo Roma è in grado di regalare.

Per biglietti e orari: borghese.gallery.it

Galleria Borghese a Roma, uno scrigno di capolavori

Se esiste il Museo della Galleria Borghese, lo dobbiamo a lui, il Cardinale Scipione Borghese nipote prediletto di Papa Paolo V.

Riportando in uso una vecchia abitudine medioevale, il nepotismo appunto, Il Pontefice nominò Cardinale il figlio della sorella e gli diede l’incarico di costruire una villa di campagna nei possedimenti della famiglia.

Il Cardinal Nepote, come presto venne chiamato, aveva una particolare sensibilità artistica e nella sua spasmodica ricerca del bello, proseguì con tenacia il progetto della villa.

Scipione voleva che Villa Borghese fosse il degno contenitore delle opere d’arte che la famiglia aveva iniziato a collezionare.

Galleria Borghese a Roma, uno scrigno di capolavori
Busto del Cardinale Borghese - opera di Bernini - ph Flickr

Il Cardinale Borghese aveva un grande intuito, scoprì per primo il genio di Caravaggio e apprezzò dall’inizio la capacità di Bernini. Grazie alla sua posizione e al suo formidabile occhio, divenne presto il “padrone di Roma”. Dedicò la vita alla collezione di capolavori, amava la bellezza e cercava di possedere ciò che gli piaceva con metodi, si dice, non sempre ortodossi.

Trasformò il mecenatismo del rinascimento nel vero collezionismo riuscendo in un’impresa senza precedenti. La Galleria Borghese fu, fino alla fine del 1700, la più vasta raccolta d’arte d’Europa.

Impose con un vincolo che alla sua morte la Collezione non potesse essere smembrata né spostata.

Alla fine del 1700, Marcantonio Borghese fece alcune modifiche all’architettura di Villa Borghese.

Nel 1803 un altro discendente della famiglia, il principe Camillo Borghese, sposò Paolina Bonaparte sorella di Napoleone. Dietro le insistenze del cognato, Camillo cedette (ahimè) al Louvre buona parte delle collezioni di arte classica.

A lui però si deve la scultura di Canova che ritrae Paolina nelle vesti di Venere Vincitrice.

Galleria Borghese divenne proprietà dello Stato all’inizio del 1900 e dopo un lungo lavoro di restauro oggi è uno dei Musei più visitati di Roma.

Le opere realizzate per la Galleria Borghese segnarono per Bernini l’inizio di una carriera di successo.

Scipione scoprì il talento del giovane Lorenzo mentre ancora lavorava presso la bottega del padre Pietro e gli commissionò alcuni gruppi a tema mitologico e biblico per la sua Galleria di Villa Borghese. Si tratta di veri capolavori: Enea e Anchise, è la prima opera e seppure realizzata con maestria risulta ancora poco plastica. Il ratto di Proserpina, Apollo e Dafne e Davide e Golia raggiungono invece un livello altissimo.

Bernini aveva voluto decidere anche il posizionamento preciso delle sue sculture nelle stanze in modo che chi le osservava fosse obbligato a guardarle seguendo un preciso percorso che valorizzava il senso del movimento.

Il Ratto di Proserpina ad esempio, è posto al centro della sala e deve essere osservato girandoci intorno per cogliere le diverse fasi della narrazione. La storia è quella della fanciulla rapita da Plutone, dio degli inferi, che la volle con sé nell’oltretomba. Quindi, iniziando dal lato destro della composizione, dirompe la violenza di Plutone che afferra la giovane dea con forza bruta. Poi si scorge la disperazione della ragazza con il dettaglio della lacrima che scorre sulla guancia; infine si nota il cane Cerbero a rappresentare gli inferi.

Galleria Borghese a Roma, uno scrigno di capolavori
Il Ratto di Proserpina - Gian Lorenzo Bernini

Nell’Apollo e Dafne questa teatralità è ancora più accentuata e, sfilando davanti alla statua, possiamo vedere la scena nel momento esatto in cui si svolge sotto i nostri occhi. Apollo, che una freccia di Eros aveva fatto perdutamente innamorare, rincorre la ninfa Dafne. Lei, colpita dallo stesso Eros con una freccia che invece respingeva l’amore, per sfuggirgli viene trasformata nell’albero di lauro.

Galleria Borghese a Roma, uno scrigno di capolavori
Apollo e Dafne - Gian Lorenzo Bernini

Sei delle dodici opere di Caravaggio inizialmente possedute dalla famiglia Borghese, sono esposte nella stessa sala, l’ultima del piano terra di Galleria Borghese.

Da restare senza fiato per l’emozione.

In particolare il San Girolamo racchiude tutto il genio del pittore che unisce nella rappresentazione del Santo i due modi in cui era solitamente ritratto in pittura. Il dottore della chiesa e il vecchio eremita si fondono in un’unica figura che indossa un mantello rosso, unico tocco di colore insieme al panneggio bianco. La luce laterale illumina sapientemente la scena.

Il dipinto di Davide con la testa di Golia nasconde un messaggio. Caravaggio ritrasse se stesso nel viso di Golia e fece dono del quadro al Cardinale Borghese che era anche Ministro della Giustizia pontificia. Un modo di chiedere la grazia per la condanna alla decapitazione a cui Michelangelo Merisi era stato condannato per omicidio.

Galleria Borghese a Roma, uno scrigno di capolavori
San Girolamo - Caravaggio

Paolina Bonaparte era la sorella minore dell’Imperatore. Rimase vedova in giovane età e per mettere a tacere le chiacchere sulla sua condotta un pò troppo libertina, Napoleone la convinse a sposare il principe Camillo Borghese. Un’unione con la potente famiglia romana poteva sempre essergli utile.

Siamo nel 1805 e Canova è l’artista del momento, Camillo gli commissiona quindi un ritratto della giovane moglie. E’ finito il tempo del barocco e Canova rientra nel neoclassicismo che si rifà ai modelli di bellezza e armonia dell‘arte antica rispettandone i canoni precisi.

Sua Altezza Imperiale non era particolarmente bella anche se aveva molto fascino e un gran temperamento.

Galleria Borghese a Roma, uno scrigno di capolavori
Paolina Borghese - Antonio Canova

Antonio Canova per la Galleria Borghese non eseguirà un ritratto di Paolina in quanto tale ma della sua figura idealizzata in forme perfette nei panni di Venere trionfatrice dopo la sfida lanciata da Paride.

La statua di Paolina Borghese naturalmente fece scandalo, era impensabile che la sorella dell’Imperatore potesse posare seminuda e in un atteggiamento molto sensuale. Lei sostenne che “ogni velo può cadere davanti a Canova” sottolineando che l’arte sublima tutto.

Rispetto al movimento e all’emotività del barocco, la scultura di Canova sembra senza anima, ma era esattamente questo che si proponeva l’artista: rappresentare la bellezza nella sua perfezione. E si può dire che ci sia mirabilmente riuscito.

Galleria Borghese a Roma, uno scrigno di capolavori

Un ultimo consiglio. Se dopo la visita alla Galleria Borghese vi rimane un pò di energia, attraversate a piedi il Parco di Villa Borghese e arrivate fino alla terrazza del Pincio. La vista di Piazza Navona e delle cupole di Roma è impareggiabile.

Altri luoghi imperdibili di Roma:
A Roma il tempio di Adriano prende il nome di sua moglie
Nella Fontana dei Fiumi la teatralità del barocco romano

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24 Risposte
  1. Marina

    Avendo studiato storia dell’arte, ho visitato più volte questo meraviglioso museo e conosco bene i modi quasi pirateschi di Scipione Borghese per ottenere i dipinti che voleva avere. Di Bernini stupendo è anche l’Ermafrodito dormiente.

  2. Sono stata a Roma tantissime volte, ma ci sono ancora un sacco di cose che devo vedere, visto che a Roma il tempo non basta mai. La Galleria Borghese è sicuramente una di queste!

  3. Roma ha così tanti luoghi nascosti ed ogni volta che leggo un articolo sulla capitale, rimango sempre stupita dalle opere che vado a scoprire. Devo dire che la collezione presente nella Galleria Borghese offre un’esperienza davvero immersiva. Sembra quasi che si crei un legame unico tra lo spettatore e l’arte classica italiana.

  4. Libera

    Ma che meraviglia che è Gallleria Borghese! Sono stata mille volte a Roma ma non l’ho ancora visitata (mea maxima culpa). La prossima volta che decido di concedermi qualche giorno nella capitale, non me la lascio scappare.

  5. Abbiamo visitato Roma diverse volte ma purtroppo la Galleria Borghese l’abbiamo sempre trovata chiusa. Le prime volte per inesperienza nostra nel non verificare prima giorni e orari di apertura (internet non c’era ancora, si faceva tutto con le guide), l’ultima volta per una chiusura straordinaria non segnalata. Morale della favola ci toccherà tornare a Roma anche solo per la Paolina, che tutti quelli che hanno studiato storia dell’arte conoscono moooolto bene!

  6. Ci credi che sono stata 5 volte a Roma e non sono mai riuscita a vedere Galleria Borghese? Mi riprometto sempre di farlo poi alla fine mi sono sempre adeguata a rivedere gli stessi posti: non mi dispiace ma Galleria Borghese vale proprio una visita!

  7. Sono stata un paio di volte al parco di Villa Borghese ma mai alla Galleria e devo ammettere di essermi persa molto. Progetto di tornare a Roma l’anno prossimo, quindi spero di riuscirla a vedere e osservare l’opera del Bernini da vicino.

  8. Sono mesi che sto provando ad organizzare una visita alla Galleria Borghese ma è sempre impossibile trovare posto… hai qualche consiglio su come prenotare senza impazzire?

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