Le otarie di Cape Cross e la Costa degli Scheletri

cucciolo di otaria a Cape Cross

Benché siano una delle colonie più grande del mondo, la visita alle otarie di Cape Cross non mi entusiasmava particolarmente. Invece la giornata si è rivelata memorabile e non solo per le simpatiche e puzzolenti otarie!

Il paesaggio che circonda la Riserva delle otarie di Cape Cross è di un’Africa che non ti aspetti. La nebbia umida, le nuvole scure e il vento gelido sulla spiaggia contrastano nettamente con il rosso del deserto lasciato solo qualche ora prima.

La costa della Namibia è interessata dalla corrente fredda di Benguela che dall’Antartide scorre verso nord e quando entra in contatto con l’aria calda del deserto forma fitte e insidiose nebbie.

In particolare il tratto di mare che va da Swakopmund al confine con l’Angola, è conosciuto come Skeleton Coast.

Ecco, noi sulla Costa degli Scheletri siamo capitati di Venerdì 13, e nulla succede per caso.

Le otarie di Cape Cross e la Costa degli Scheletri

Gli scheletri a cui fa riferimento il nome sono quelli delle navi naufragate nel corso dei secoli in prossimità di Cape Cross e lungo tutta la costa. Incagliate nei fondali perché la nebbia fitta non permetteva di avvistare le secche formate dalla sabbia del deserto che avanza in mare. Un luogo decisamente inospitale fatto di distese ghiaiose, sabbia e vento e descritto dai Boscimani come “la terra che Dio ha creato con rabbia”.

Allo stesso tempo, questo angolo remoto con i suoi relitti coperti dalla sabbia e corrosi dal tempo, ha un fascino incontestabile.

La parte settentrionale della Skeleton Coast, a nord di Terrace Bay, è visitabile con entrate limitate, mentre la parte sud che arriva a Sandwich Harbour e comprende anche la Riserva di otarie di Cape Cross è accessibile a tutti i veicoli pur essendo una zona protetta.

Le otarie di Cape Cross e la Costa degli Scheletri

Per raggiungere il promontorio di Cape Cross, circa 130 chilometri a nord di Swakopmund, è necessario guidare per parecchi chilometri lungo una strada fatta di sale nel nulla più assoluto. Occorre anche ricordare che lo stesso percorso sarà da fare in senso inverso per tornare in città a meno che non si decida di passare la notte nell’unico lodge sulla spiaggia.

L’atmosfera è onirica, con una foschia bianca che avvolge la strada e confonde i confini. Sembra di vedere pozze d’acqua e rilievi che in realtà non esistono e ci si sente veramente pionieri in un mondo lontano. Lungo il percorso si trovano numerose bancarelle che espongono pietre e minerali: per acquistarli basta lasciare i soldi in una cassetta. Mi chiedo chi li venga a prendere in una distesa così desolata se non un fantasma.

Noi ci lasciamo affascinare dalla bellezza del luogo e proseguiamo sicuri lungo la strada. Abbiamo bucato la sera prima ma la gomma è stata riparata nella micro officina di un lodge del Damaraland. Ci sentiamo tranquilli….

Le otarie di Cape Cross e la Costa degli Scheletri

Appena arriviamo davanti al Visitor Center della Cape Cross Seal Reserve, la corpulenta custode ci indica che abbiamo una gomma a terra.

Dopo poche ore dalla prima foratura è un bel fastidio ma con fare ormai esperto estraiamo il crick e iniziamo a sostituire il pneumatico. La gomma di scorta (quella riparata la mattina stessa) è però anch’essa bucata.

Presa dallo sconforto non ho pensato di immortalare la nostra auto con due ruote bucate che doveva sicuramente assomigliare a uno dei tanti relitti della Skeleton Coast. Oltre ad essere il venerdì 13 erano anche le ore 13.

Dopo un numero considerevole di telefonate non ci resta che attendere il gommista che arriverà da Swakopmund ( a soli 130 chilometri!) con i pneumatici sostitutivi.

Le otarie di Cape Cross e la Costa degli Scheletri

Non ci è possibile raggiungere a piedi la colonia delle otarie che dista quattro chilometri dal cancello. Ci avviamo quindi verso il Cape Cross Lodge per una fetta di torta al cioccolato con vista sulle onde dell’oceano. Il posto è frequentato da namibiani che vengono in vacanza per praticare pesca e surf nelle acque gelide.

Le ore passano, il vento aumenta e i visitatori della riserva si fanno sempre più radi.

Quando finalmente arrivano i gommisti la luce è quasi sbiadita e la custode, un pò rammaricata, chiude il centro visitatori. Quando non va, non va e la misura delle gomme non è corretta. Riparati alla bell’e meglio i pneumatici, bisognerà andare in officina.

E le otarie di Cape Cross? Davvero un peccato essere arrivati fin lì e non vederle neppure e poi nemmeno i ragazzi del gommista ci sono mai stati.

E così, con un eccezionale strappo alla regola il furgone dell’officina e la nostra Ford Ranger, superano il cancello ormai chiuso e si dirigono solitari verso la famosa colonia di otarie di Cape Cross!

Le otarie di Cape Cross e la Costa degli Scheletri

Avevo detto che la giornata sarebbe stata memorabile. Il momento è magico nel silenzio della sera, le onde dell’oceano si infrangono fragorose e le nuvole corrono veloci nel cielo che si scurisce.

La distesa di animali è impressionante. La colonia di Cape Cross conta oltre 80.000 esemplari di otarie orsine sudafricane che sono protette.

Il loro nemico peggiore, inutile dirlo, è l’uomo che in passato le ha cacciate per la pelliccia e la carne e ora le uccide perché si cibano di molto pesce e diventano antagoniste dei pescatori. Anche le iene brune e lo sciacallo dalla gualdrappa (ne abbiamo visti parecchi in zona) attaccano i cuccioli e, a volte, leoni e leopardi arrivano fino alla spiaggia in cerca di cibo.

Le otarie di Cape Cross e la Costa degli Scheletri

Le otarie di Cape Cross sono stanziali e godono di una grande quantità di cibo presente nella acque dell’Atlantico interessate dalla corrente fredda del Benguela che alimenta la crescita del fitoplancton.

I maschi sono enormi e arrivano a pesare oltre 300 chili. Le femmine, che sono molto più piccole, partoriscono un solo cucciolo che tengono con sé per un anno insegnandoli a nuotare e a pescare.

Sulla terraferma hanno un modo di muoversi molto particolare: ruotano in avanti gli arti posteriori e riescono a stare in posizione quasi eretta.

La puzza è veramente insopportabile e, dopo aver dato una rapida occhiata alla croce di pietra posta dal navigatore portoghese Diego Cao nel 1486 al suo primo approdo in questa terra, ci dirigiamo verso Swakopmund.

Le otarie di Cape Cross e la Costa degli Scheletri

Arriviamo in città che è buio da un pò e scopriremo solo la mattina dopo che siamo finiti in un angolo di Baviera trasportato in Africa. Le case a graticcio e i campanili aguzzi sembrano fuori posto nel bel mezzo del deserto ma la Namibia è sorprendente anche per questo.

Per altre tappe del mio viaggio in Namibia:

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12 Risposte
  1. Ho sempre desiderato vedere gli scheletri enormi degli scafi affondati vicino la costa. hanno un non so che di magico che attira da sempre la mia attenzione. Ho visto un documentario dedicato alla Costa degli scheletri qualche anno fa e sono rimasta davvero affascinata dal fatto che Si potessero raggiungere in auto. Non fai altro che fomentare il mio interesse con il tuo articolo.

  2. Libera

    Le otarie sono davvero tantissime! Effettivamente il paesaggio è estremamente suggestivo. Ti dirò, io sono abbastanza attratta dai relitti delle navi, attorno all’isola di Cipro ne ho trovati parecchi, non so, forse mi piace contemplare questa idea di decadenza, di equilibrio precario. sospeso nel tempo

  3. Che posto incredibile! Non lo conoscevo, ma mi piace molto, adoro la nebbia sul mare e queste atmosfere un pò da allunaggio, è proprio come dici te: un Africa che non ti aspetti.

  4. Tutto bene quel che finisce bene insomma!
    Che paesaggi incantevoli che ha la Namibia.. e visitare così la colonia di otarie direi che deve essere ancora più suggestivo!

    1. La Namibia condensa tantissime bellezze, l’Africa del nostro immaginario con gli animali della savana, le dune e anche il mare freddo dove vivono le otarie

  5. Mamma mia che sfortuna incredibile! Però nonostante tutto avete avuto la fortuna di incontrare delle persone gentili che vi hanno svoltato la giornata. E direi che ne è valsa decisamente la pena visto il paesaggio surreale.

    1. Nonostante il momento un pò difficile non ho dubitato nemmeno per un attimo che ne saremmo saltati fuori però mi dispiaceva non vedere le otarie, invece è andato tutto bene oltre ogni aspettativa

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