Hemingway e Cuba, un amore reciproco.

ritratto di Hemingway nella sua casa di Cuba

All’Avana tutto parla ancora del rapporto speciale che avevano Hemingway e Cuba. La sua casa, a pochi chilometri dalla capitale, è diventata un museo. In città i turisti frequentano ancora i bar che lui amava, alla ricerca dei suoi cocktails preferiti.

Hemingway si innamorò di Cuba dal momento in cui vi mise piede per la prima volta nel 1928 e continuò ad amare perdutamente questa isola speciale tanto da decidere di trasferirvisi nel 1952.

L’Avana ha modellato la vita di Hemingway quanto lui ha modellato l’immagine della città che è ancora profondamente intrisa della sua presenza. Tanti sono “i luoghi di Hemingway”, e in giro si vedono ancora le sue foto in bianco e nero accanto ai leader della Rivoluzione: Castro, Cienfuegos e Che Guevara.

Hemingway e Cuba, un amore reciproco.
Hemingway con Fidel Castro - ph dal web

Hemingway amava tutto di Cuba, il mare, il rum, la bellezza decadente dell’Avana Vieja e soprattutto l’allegria della gente. Allo stesso modo Cuba amava lo scrittore americano e lo considerava un suo figlio. Lui stesso amava definirsi “il primo bastardo cubano cha vinto il Nobel”.

I luoghi di Hemingway all’Avana

Un percorso ideale fra i luoghi che ricordano Hemingway all’Avana, non può che iniziare in Calle Obispo: sull’angolo con Mercaderes sorge l’Hotel Ambos Mundos. E’ qui, nella camera 511 con un affaccio strepitoso su l’Habana Vieja, che videro la luce le prime pagine di “Per chi suona la campana”. L’Hotel, un bellissimo edificio degli anni ’20 con la facciata rosa al momento della mia visita era chiuso per restauri. Spero che presto si possa di nuovo visitare la stanza di Hemingway che è stata lasciata come era ed è diventata un piccolo museo.

Hemingway e Cuba, un amore reciproco.
la facciata rosa dell'Hotel Ambos Mundos

Mi mojito en la Bodeguita, mi daiquiri en el Floridita

A pochi passi dall’Hotel Ambos Mundos, vicino alla Cattedrale, si trova un altro dei luoghi che legano Hemingway e Cuba: La Bodeguita del Medio. Sulle pareti blu del locale ci sono le firme e le impronte dei tanti personaggi che vi sono transitati – Neruda, Allende, lo stesso Castro – e ognuno può lasciare il suo graffito.

Dietro al bancone troneggia una foto in bianco e nero di Hemingway e Fidel Castro. Documenta il loro unico incontro in occasione di un premio consegnato al leader máximo per un torneo di pesca.

Sembra che qui sia stato inventato il mojito, il preferito di Hemingway reso celebre dalla frase: Mi mojito en la Bodeguita, mi daiquiri en el Floridita”.

Hemingway e Cuba, un amore reciproco.
L'interno della Bodeguita del Medio all'Avana

Che a Hemingway piacesse bere, non è un segreto. Ed è proprio al Floridita, che ama definirsi la patria del daiquiri, che lo scrittore raggiunse il record di tredici doppi nella stessa sera. Il locale è rimasto come allora, splendidamente congelato agli anni ’50.

Una statua a grandezza naturale ritrae Hemingway appoggiato all’estremità del lungo bancone in legno.

Hemingway amava le sensazioni forti e quando scoprì di avere il diabete il Floridita inventò per lui il “Papa Doble” sostituendo lo zucchero di canna con succo di pompelmo e maraschino che camuffano la sua alta gradazione alcolica.

Hemingway e Cuba, un amore reciproco.
statua di Hemingway al bancone del Floridita

Una targa sul muro del Bar Dos Hermanos, nella zona del porto, ricorda che qui si sono seduti Garcia Lorca, Marlon Brando e Errol Flynn oltre naturalmente a Ernest Hemingway. Pur non essendo menzionato anche il capomafia Lansky frequentò il locale. Gli interni sono ricchi di atmosfera con il bancone di legno scuro e i grandi ventilatore a pale sul soffitto.

Non è difficile immaginarsi a sorseggiare un cocktail in compagnia di Hemingway e Cuba sembra davvero l’isola magica che ha incantato lo scrittore.

per scoprire l'unicità dell'Avana, leggete il post
Visitare l'Avana, emblematica capitale di Cuba

Hemingway e Cuba: la Finca Vigia

A Cuba Hemingway trova il suo paradiso. Il mare, i cocktail, ma soprattutto trova il materiale per le sue storie. Lui aveva bisogno di storie forti, crude “più vere di come sarebbero state se fossero state vere”, e Cuba con i suoi fermenti rivoluzionari era il crogiuolo perfetto a cui attingere.

Con i soldi guadagnati dalla pubblicazione di Per chi suona la campana, Hemingway acquistò una casa a una ventina di chilometri dall’Avana. La Finca Vigia, sarà il regalo di compleanno per la sua terza moglie, la giornalista Martha Gelhorn conosciuta in Spagna dove entrambi erano inviati nel 1936 durante la Guerra Civile. Vi abiterà per circa vent’anni anche se viaggiò moltissimo in quel periodo.

La casa di Hemingway, in tipico stile caraibico con i pavimenti di maiolica e un lussureggiante giardino tropicale, è ancora piena di lui. Gli arredi sono ancora quelli originali Sulla scrivania è appoggiata la macchina da scrivere, la Corona 3 con la quale scrisse Il Vecchio e il Mare e Il Giardino dell’Eden. E poi ci sono i diecimila volumi della sua immensa libreria, i trofei di caccia, le fotografie, le lettere.

Hemingway e Cuba, un amore reciproco.
Una delle stanze della Finca Vigia

Non utilizzò mai lo studio che la moglie fece costruire nella torretta, preferendo che fossero i gatti i veri padroni del luogo

Quando Martha lo abbandonò per seguire il suo lavoro di inviata di guerra, Hemingway si abbandonò all’alcol e trascurò anche la sua casa. Partì a sua volta per l’Europa e tornò con una quarta moglie, Mary Welsh ma la storia non funzionò.

Hemingway era passionale, istintivo, assetato di conoscenza. Non aveva un carattere facile, era complicato e contraddittorio, amava l’avventura, le battute di caccia e di pesca benché fosse fondamentalmente per la non violenza.

Si tenne sempre lontano dalla vita pubblica dell’Avana durante il rutilante periodo della dittatura di Batista, preferendo frequentare i pescatori di Cojimar, il porticciolo poco distante dalla Finca Vigia. Studiò le loro abitudini instaurando rapporti di amicizia. I vecchi raccontavano che quando rientravano dalla pesca, l’americano li rimorchiava fino al porto con il suo Pilar così da far risparmiare un pò di carburante.

Fu uno dei pescatori, Gregorio, ad ispirare a Hemingway la figura di Santiago, il protagonista del romanzo Il Vecchio e il Mare. Il libro gli valse il Premio Pulitzer nel 1952 e fu preludio al Nobel che gli fu conferito due anni dopo.

Il tema della sconfitta dell’uomo, del prevalere delle forze della natura sulla volontà umana, è affrontato in modo sublime nelle poche pagine del libro, con una scrittura asciutta e moderna.

Hemingway e Cuba, un amore reciproco.
Il Pilar di Hemingway

Hemingway alla Finca Vigia ospitò artisti e star di Hollywood. Ava Gardner fece il bagno nuda nella piscina accanto alla quale è in secca la barca, Pilar protagonista di tante avventure nelle isole della corrente.

Quella tra Hemingway e Cuba è una storia d’amore e come tutte le storie d’amore finisce con un abbandono Le conseguenze di un incidente aereo in Africa minarono il suo fisico e la sua mente già indeboliti dall’abuso di alcol: alla fine degli anni ’50 Hemingway lasciò Cuba per tornare negli Stati Uniti dove morirà suicida nel 1961.

La Finca Vigia, la casa di San Francisco de Paula è passata allo Stato Cubano che l’ha trasformata in un museo dove la presenza dello scrittore è ancora molto viva perché in fondo i grandi amori non possono finire.

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22 Risposte
  1. Per fortuna le sue radici non sono andate perdute, e le troviamo nei suoi scritti e in questa casa Museo che Cuba ha voluto dedicare a questo grande autore. Conoscevo poco della sua vita, nozioni imparate sui libri di scuola. E’ stato un piacere leggere di lui in questo articolo

  2. Quanto mi piacerebbe vedere Cuba. E questa passeggiata virtuale tra i luoghi cari a Hemingway la rendono ancora più speciale. Dalle fotografie della finca si vede che è stata preservata perfettamente, al punto di dare l’impressione che Hemingway sia uscito un attimo prima.

    1. Non so se sia stato per suo volere o per decisione del Governo Cubano, ma la casa è restata esattamente come quando lui ci viveva. Non si può accedere agli interni ma solo vederli dalle tante finestre che sono sempre aperte e questo la rende ancora più speciale

  3. Adoro l’Havana e condivido si respira ovunque il rapporto speciale con Hamingway, i bar storici ne sono l’emblema ma sicuramente ancora di più nella Finca Vigia che purtroppo non ho visitato ma tornerò in questa splendida città mi piace troppo

  4. Andrei a Cuba solo per la meraviglia di vedere i posti dove visse Hemingway che è uno dei miei scrittori preferiti… dovrei però fare anche un giro in Spagna, giusto per completezza, perchè sono anche *leggermente* maniaca di “morte nel pomeriggio” e “Fiesta”… e magari anche in Florida… Uff… quell’uomo è stato ovunque! C’è qualcuno che organizza “Tour Hemingway” in giro per tutto il mondo?

    1. Hemingway ha viaggiato davvero moltissimo, è stato anche a Milano dove pare abbia trovato l’ispirazione per scrivere “Addio alle armi”. Cuba però è stata nella sua anima dal primo momento in cui vi ha messo piede

  5. Non si può visitare Cuba tralasciando i luoghi di questo immenso scrittore! Anche i miei genitori hanno visitato la Bodeguita ma non la Finca. Presso la casa ci sono ancora i gatti come a Key West?

  6. Libera

    Ma che bel viaggio che mi hai fatto fare! Ho sempre amato Hamingway e letto molto di lui ma non sono ancora stata a Cuba. Che splendore!

  7. Quando sono stata a L’Avana la prima tappa per noi è stata la Bodeguita del Medio, ma al Floridita purtroppo non sono riuscita ad andare per vedere la statua di Hemingway, ma ci torno, questo è sicuro!

  8. Devo dire che ad Hemingway associavo Parigi, colpa anche di Midnight in Paris, e non avevo invece collegato tutti i link con Cuba. Un motivo in più per esplorarla e non perdersi la visita alla casa – museo, così come al Floridita e gustarsi un Papa Doble.

  9. Che scrittore e uomo interessante era ed è Hemingway, era un viaggiatore e un rivoluzionario. Veramente bello questo articolo, mi hai fatto tornare in mente tante cose belle che ha scritto a cui non pensavo da tanto tempo. Grazie!

  10. Mi è piaciuto molto questo itinerario dei luoghi di Cuba collegati a Hemingway, trovo sia un’interessantissimo spunto per chi voglia scoprire un lato alternativo di questa destinazione. Personalmente non sono mai andata purtroppo, ma di certo non dimenticherò questa chicca semmai avrò occasione di visitare Cuba!

    1. Cuba è un’isola con un’anima profonda, ricca di storia e di carattere. Il soggiorno di Hemingway sull’isola contribuisce alla sua ricchezza culturale ed è un motivo in più – semmai ce ne fosse bisogno – per visitarla

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