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La trippa di San Bassiano che a Lodi protegge da tutti i mali

Piazza Della Vittoria a Lodi

Il 19 Gennaio a Lodi si festeggia San Bassiano e, per tradizione si mangia la trippa.

Bassiano, che fu vescovo della città alla fine del 300, era originario di Siracusa; quando si convertì al cristianesimo per sfuggire alle ire del padre rimasto pagano, fuggì a Ravenna e poi per volere divino venne a Lodi.

Secondo la leggenda, al suo arrivo i lebbrosi guarirono all’istante e nessuno si ammalò più tanto che Lodi era considerata una “città miracolosa”.

dettaglio del centro di Lodi dove il 19 Gennaio si festeggia San Bassiano mangiando un piatto di trippa

Ma cosa c’entra San Bassiano con la trippa? E soprattutto perché la trippa di San Bassiano dovrebbe proteggere dai mali?

Per capire il legame tra il Santo di Siracusa e il piatto povero della tradizione lombarda dobbiamo tornare un bel pò indietro nel tempo a quando gran parte della pianura padana era un immenso acquitrino.

Il lago Gerundo, il drago Tarantasio e…..la trippa lodigiana

Le acque paludose del grande lago Gerundo ricoprivano quelle che ora sono le provincie di Lodi, Bergamo e Cremona. Nebbie umide e malsane caratterizzavano gran parte delle giornate (più o meno come adesso) e l’alito mefitico del Drago Tarantasio, mostruoso serpente dalle zampe palmate abitante del lago, rendeva l’aria irrespirabile.

I poveri abitanti della zona che non potevano certo nutrirsi di carni nobili, traevano il loro sostentamento principale dagli scarti ovvero dalle interiora del bestiame. L’ingegno e la fantasia delle donne hanno fatto il resto aggiungendo verdure e spezie cucinate a lungo e con sapiente cura.

i portici della Piazza di Lodi

All’epoca la peste era implacabile a Milano ma sembrava non voler neppure sfiorare gli abitanti di Lodi e si pensò che fosse grazie alle abbondanti dosi di trippa che i lodigiani mangiavano con gusto.

Questa credenza popolare, unita al culto del Santo Bassiano già conosciuto per i miracoli di guarigione, hanno dato origine alla tradizione giunta fino ai giorni nostri. Mangiare quindi un piatto di trippa, meglio ancora se nel giorno del Patrono, ci manterrà in salute.

Il detto popolare preciso è il seguente: “Mangià la büseca de San Bassan vör di sta ben tüt l’an”, mangiare la trippa di San Bassiano vuol dire star bene tutto l’anno.

la trippa di San Bassiano secondo la tradizione  protegge dai mali per tutto l'anno
ph Pixabay

La leggenda nasconde un pò di verità

Come sempre dietro alle leggende si cela una parte di vero. Bassiano fu vescovo di Lodi nello stesso periodo in cui a Milano era vescovo Sant’Ambrogio. Si narra che, alla sua morte, un drago insidiasse la città e che fu un certo Umberto Visconti ad ucciderlo. Da allora il simbolo della famiglia Visconti è un “biscione”, lo stesso che troviamo nello stemma dell’Inter, dell’Alfa Romeo e poi di Mediaset.

Si narra inoltre che anche Bassiano cerò di distruggere il terribile Tarantasio, la cui tomba sembrerebbe essere l’isolotto Achilli in mezzo all’Adda di Lodi.

la facciata del Duomo di Lodi

Alla fine fu San Colombano a uccidere il drago le cui costole si ritrovano ancora oggi sparse nella zona. Un grande osso di animale preistorico era custodito nella Chiesa di San Cristoforo a Lodi poi trafugato da Napoleone che insieme alla Gioconda si portò con sé un pezzo di Tarantasio, mentre un’altra “costola” è ancora adesso appesa nella chiesa di Pizzighettone.

Last, but not least, il cane a sei zampe simbolo dell’Eni nasce dalla trasposizione grafica del mostruoso abitante del lago Gerundo. Il putrido fiato di Tarantasio altro non era che l’esalazione di gas metano il cui primo giacimento fu scoperto dall’Azienda di Mattei proprio a Caviaga, non lontano da Lodi.

il drago Tarantasio mitico abitante del lago geerundo

E la trippa?

Già! La trippa! Il giorno di San Bassiano a Lodi è davvero festa: in piazza della Vittoria compaiono le bancarelle che vendono le filze di caldarroste, in cattedrale il Vescovo presiede la Messa solenne, i tesori artistici della città sono visitabili gratuitamente e sotto i bellissimi portici del Broletto ci si mette in fila per avere un piatto di trippa cucinato secondo tradizione con una cottura lenta e dolce.

Piazza Broletto a Lodi
Lodi, i portici del Broletto

E, credetemi, nonostante si tratti di un cibo non propriamente leggero da digerire soprattutto se mangiato al freddo di Gennaio, nessuno sta male!

Saranno le calorie della trippa o la benedizione di San Bassiano che dalla facciata del Duomo continua a sorridere ai Lodigiani.

Per ulteriori informazioni: proloco lodi

12 Replies to “La trippa di San Bassiano che a Lodi protegge da tutti i mali”

    • Io pensavo che il logo sell’ENI era un’altra cosa, almeno adesso so la verità.
      Per questo riguarda la trippa, la ho mangiato pure io tempo fa e NON mi è piaciuto per niente.
      Pero, questo weekend la provo di nuovo, forse si è migliorata tanto.
      Ti saluto se ti vedo questo weekend in pizza
      Ciao

  • Il 19 gennaio è il mio compleanno e non conoscevo minimamente questa storia. Io non amo la trippa ma mi piace da matti questa leggenda. Grazie per averla raccontata!

    • penso che anche molti ristoranti propongano la trippa nel menu, almeno si mangia seduti al caldo…

    • la trippa è uno di quei piatti della tradizione che si va perdendo: richiede un’ottima materia prima e una cottura lentissma, nessuno ha più tempo ormai

  • Ho letto questo post incuriosita dal titolo, perché non sono amante della carne, figuriamoci della trippa. E per come sono fatta vado sempre a ficcare il naso in ciò che è diverso da me. Mi è piaciuto scoprire questa leggenda, poi quando si è molto poveri di certo non si storce il naso davanti un piatto di trippa. Figurarsi allora!

    • Erano davvero tempi duri! Anche io la trippa non la mangio da tantissimo tempo però resta un piatto della nostra tradizione

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