Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Vicolo di Genova stretto tra i palazzi

Per amare i vicoli di Genova, orgoglio e criticità di una città complessa, bisogna saper guardare oltre le apparenze.

Tra muri scrostati e sentori pungenti, compaiono, quasi improvvisi, slarghi eleganti, palazzi antichi, edicole barocche.

La storia stratificata della signora del mare è tutta lì, tra i caruggi bui, in quell’aria spessa, carica di sale, gonfia di odori”.

Sono le parole di Fabrizio de André ad accompagnarmi nella passeggiata nei vicoli di Genova, insieme ad un amico che proprio nei vicoli ha scelto di abitare. In un palazzo dei Rolli con tanto di scalone di marmo, ma non di quelli patinati che si visitano solo nei giorni speciali. Una casa vera con le stanze poco illuminate e le voci che salgono dal vicolo in lingue sconosciute e lontane.

E’ la magia di una città da sempre cosmopolita, in cui ricchezza e povertà, nobiltà e indigenza si mescolano ininterrottamente.

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Il nucleo antico si è sviluppato nella zona del porto. Nel dedalo di stradine che costituiscono uno dei centri storici più grandi e più densi del nostro continente, si legge la storia di Genova la Superba.

Nei vicoli di Genova, dove “il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”, le potenti famiglie di mercanti hanno costruito palazzi, torri e botteghe.

Incastonate nel tessuto urbano sono ancora visibili tracce delle antiche mura fortificate e delle porte che vi si aprivano.

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Agli elementi architettonici tipici del medioevo, si sono sovrapposti gli stili del Rinascimento e poi del barocco nel trionfo del Secolo dei genovesi. Quando le potenti famiglie dei Doria, Spinola, Grimaldi riuscirono a sfruttare abilmente le rotte del Nuovo Mondo facendo di Genova la città più ricca d’Europa.

I fregi di antichi portali sovrastano entrate modeste, spesso fatiscenti. Archi aggettanti collegano i muri di palazzi di nobili decaduti.

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Dai caruggi si vedono solo ritagli di cielo: le case sono così vicine che sembrano sfiorarsi. Il sole gioca con i muri e disegna in chiaroscuro strane geometrie sul selciato. I panni stesi si intersecano tra le finestre, tovaglie e lenzuola come bandiere.

I vicoli di Genova hanno nomi che ricordano i mestieri che vi si svolgevano in epoca medioevale: Via Orefici, Vico dell’Olio. A volte ci si imbatte in nomi bizzarri e molto romantici. E’ il caso del Vico dello Amor Perfetto che ricorda la tragica storia di Tommasina Spinola. La nobildonna , innamorata del Re di Francia Luigi XII, morì di crepacuore alla notizia della sua morte, che poi si rivelò falsa.

Da Porta Sottana si accede a Via del Campo, sede nel 1600 del primo ghetto ebraico di Genova. Il vicolo, reso famoso da una struggente canzone di De André è oggi un angolo di Nordafrica con botteghe di spezie e specialità etniche. Al numero 29 Rosso, in un ex negozio di dischi, è stato ricavato un museo dedicato ai cantautori della scuola genovese: Tenco, Paoli, Fossati e, logicamente, l’indimenticato Faber.

Lui che da buon borghese, viveva in una villa ad Albaro, si mescolava volentieri alla gente dei vicoli senza moralismi. “Se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo“.

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Uno dei vicoli più emblematici di Genova è Via di Prè, che si snoda parallela al mare tra Piazza della Commenda e Porta dei Vacca (o Porta Sottana) ed è, di fatto, il proseguo di Via del Campo. I palazzi alti e scuri, dall’altro lato affacciavano sul porto, abitati da gente legata alle attività marinare.

Da sempre conosciuta come una strada pericolosa, in Via Prè è facile imbattersi in una microcriminalità diffusa che mette in fuga i turisti. Troppo vicina all’angiporto per essere veramente riqualificata, è sempre stata la prima accoglienza delle varie comunità arrivate dal mare.

D’altra parte la fama dai vicoli come zone di malaffare arriva da lontano. Nel periodo delle Repubbliche Marinare l’area di Porta Soprana e Via Maddalena era popolata dalle “donne delle candele” ovvero le prostitute che misuravano il tempo della prestazione con una tacca sulla candela. Pagavano le tasse, avevano il sabato libero e il giorno di San Giovanni andavano in processione dietro alla statua della Maddalena, loro protettrice.

Come non pensare ad un’altra bellissima canzone di De André?

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Vorrei segnalare una bellissima iniziativa organizzata dalle Associazioni del centro storico di Genova. Lo scorso 25 Maggio la Cena Condivisa nei vicoli ha visto la partecipazione di moltissime persone residenti e non. Una grande tavolata da Piazza san Giorgio alla Commenda di Prè dove ognuno poteva sedere a patto di consumare cibo portato da casa o acquistato dai commercianti di prossimità, da condividere in un progetto di inclusione e socializzazione.

Nel secolo d’oro di Genova, tra il 1528 e il 1647, le grandi famiglie genovesi gareggiavano nel decorare magnificamente le chiese e gli oratori incaricando i maggiori artisti dell’epoca.

Tutte le chiese del centro storico sono state rimaneggiate in stile barocco con risultati sorprendentemente eleganti.

E’ il caso della Basilica di San Siro, antica cattedrale della città tra le calate dei moli e il dedalo dei vicoli.

Nella Chiesa del Gesù sono custoditi due capolavori di Rubens mentre è di Joos Van Cleve il bellissimo Trittico dei Magi nella chiesa di San Donato.

La Cattedrale di San Lorenzo, con la splendida facciata in marmo e ardesia che creano l’alternanza del bianco e nero a righe orizzontali, merita un discorso a parte.

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Una delle cose che più mi ha sorpreso dei vicoli di Genova, è l’incredibile numero di edicole votive poste agli angoli degli antichi palazzi. Si tratta di vere opere d’arte nate in epoca medioevale e dedicate al culto di Maria. Quando la città, nel 1637, fu dedicata alla Vergine, raggiunsero la loro massima diffusione.

Oltre ad essere esempi di devozione, questi bellissimi tempietti avevano anche la funzione pratica di rischiarare la via, dato che erano illuminati, e di essere un punto di riferimento nelle strade senza nome.

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Girovagando tra i vicoli di Genova, poi, è impossibile non imbattersi nelle botteghe storiche. Locali tramandati da generazioni che hanno conservato gli arredi originali e il fascino dei luoghi che custodiscono cose speciali.

La Drogheria Torielli spande il profumo delle spezie dei suoi scaffali tutto intorno. Il laboratorio della Cioccolateria Viganotti utilizza ancora macchinari d’epoca.

Tra i marmi colorati della Confetteria Romanengo amava sedersi Giuseppe Verdi. Mentre il negozio di Pescetto, merceria e poi camiceria di lusso è ancora gestito dai discendenti del Capitano di lungo corso che commerciava in Sudamerica i cappelli di paglia fiorentina.

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Nate per collegare il porto all’entroterra, le crose o mattonate sono un’altra caratteristica del centro storico di Genova.

Si tratta di veri e propri “passi” attraverso i quali i mulattieri trasportavano le merci dal mare ai valichi degli Appennini e poi in Europa.

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba

Le crêuse si chiamano anche mattonate perché hanno il selciato in mattoni e acciottolati che servivano a dividere il senso di marcia. Sono come delle trincee tra i muri alti delle case e tagliano le colline gettandosi verso il mare.

Non trovo di meglio di alcuni versi di Giorgio Caproni tratti dalla sua “Litania” per raccontare l’emozione di percorrere una crosa:

Genova città pulita.

Brezza e luce in salita.

Genova in verticale,

vertigine, aria, scale

Tra i vicoli di Genova per ritrovare tutta la bellezza della Superba
Se volete scoprire una curiosità legata a Genova, potete leggere:

La storia dei jeans: dal porto di Genova a Hollywood

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18 Risposte
  1. Spesso Genova viene un po’ snobbata dai turisti perché vista di sfuggita e di passaggio, quando in realtà è tutta da scoprire. Timida e discreta, sa aprirsi a chi sa davvero osservare, come te.

  2. Da quanto tempo non torno a Genova! Avevo avuto la fortuna anni fa di visitarla insieme a un’amica che ha vissuto lì per tanti anni, quindi mi sono sentita un po’ meno turista per un giorno, e un po’ più local. Una città che trovo davvero affascinate per gli scorci che per la gastronomia che mi ha conquistata.

  3. Siamo stati in Liguria lo scorso anno ma purtroppo non siamo arrivati fino a Genova. C’ero stata in giornata da bambina ma non ricordavo che fosse bella come nelle tue foto. Decisamente da tornarci ed esplorare meglio tutte le viuzze del centro storico e non solo!

    1. Il centro storico è tuttora in fase di riqualificazione, l’operazione non è semplice considerati i problemi di una città di mare ma gli sforzi si vedono e i vicoli sono bellissimi

  4. Arianna

    Brava Antonella, mi complimento con te perché hai fatto davvero un bel post sulla mia Genova, ho ritrovato tanti frammenti di questa splendida città, ho riconosciuto subito l’incipt di De André e penso che riuscirai a far percepire a tanti la bellezza e la complessità di questa città. La prossima volta che vieni a Genova però dimmelo che combiniamo

    1. Ti ringrazio di cuore, amo la Liguria e Genova che pure con le sue contraddizioni ha un’anima profondissima. Sicuramente la prossima volta che vci vado ti avverto così ci prendiamo un caffé

  5. Avevo organizzato un week end a Genova ad aprile ma a causa del maltempo ho dovuto rimandare.
    Mi ricorderò di questo articolo, Genova racchiude tra i suoi vicoli tante delle caratteristiche che mi affascinano e nutrono in un viaggio!

  6. A livello conoscitivo so che Genova nasconde dietro i suoi stretti vicoli un sacco di opere stupende, giuro che lo so.
    Purtroppo però in questo caso i primi incontri furono fatali e da allora, come mi è successo anche a Marsiglia, la sua ‘gemella d’oltralpe’, io e Genova stiamo litigate.
    Sono anni che cerco un pretesto per provare a fare pace e magari potrei usare i due quadri di Rubens nella chiesa del Gesù ma ci devo pensare ancora un po’ su come nelle migliori relazioni complicate da soap opera!

    1. Effettivamente Marsiglia e Genova hanno parecchi punti in comune, io le adoro entrambe e spero che anche tu prima o poi ti riappacificherai con queste città di mare complicate e affascinanti

  7. libera

    Non sono ancora mai stata a Genova ma so che il suo centro storico è uno dei più suggestivi dItalia (e non solo), proprio grazie ai suoi stretti e caratteristici vicoli. Che magia!

  8. Genova è una città difficile, chiusa, scontrosa, sporca, rumorosa, povera ma allo stesso tempo ricchissima, con scorci meravigliosi, unici, un’ottima gastronomia, un centro storico infinito e gente a volte un po’ burbera, ma, a dispetto della nomea, quando si aprono (e ce ne vuole!), i genovesi diventano generosi e, a modo loro, accoglienti. Un porto di mare, del resto. Probabilmente bisogna viverci per apprezzarla fino in fondo, ma secondo me ne hai dato una descrizione davvero molto precisa. E che fa venire voglia di tornarci.

    1. Come tutte le città di mare, Genova deve convivere con tante anime e tante storie. La città non è facile ma, come dici anche tu, bisogna grattare sotto la ruvidezza della sua scorza per trovare un cuore generoso

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