Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

Viaggio in Namibia, le dune di Sossusvlei

Se penso al mio viaggio in Namibia mi viene in mente l’aggettivo primordiale. Il cuore dell’Africa mi riporta a quello che doveva essere il mondo all’inizio del mondo.

Montagne antiche, deserti infiniti, canyon profondi, foreste pietrificate e graffiti preistorici. E poi in Namibia si trovano tantissimi animali, praticamente tutti i grandi mammiferi africani e molte altre specie.

Il modo migliore di affrontare un viaggio in Namibia è quello di farlo in autonomia: noleggiate un’auto e lasciatevi catturare dalle emozioni di una natura dalla bellezza incomparabile.

Lungo le piste sterrate e polverose che si perdono all’orizzonte, gli occhi non si stancheranno di ammirare le solitudini dei deserti, il fascino delle nebbie costiere, i gialli della savana.

Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

Se è vero che esiste il Mal d’Africa, il viaggio in Namibia mi ha contagiato.

Abbiamo viaggiato con la Qatar Airways da Milano con scalo a Doha. Non è la tratta più veloce ma una delle meno care.

Per il noleggio dell’auto abbiamo utilizzato Europcar e direi che ci siamo trovati abbastanza bene. Dico “abbastanza” perché nonostante avessimo richiesto dall’ Italia il GPS e la doppia ruota di scorta, al nostro arrivo non erano disponibili. Inoltre le gomme della Ford Ranger che ci hanno assegnato erano visibilmente usurate, cosa che ci è costata ben due forature durante il viaggio. L’assistenza in compenso è stata buona e abbiamo risolto in modo relativamente semplice gli inconvenienti.

Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

Durante il viaggio in Namibia passerete moltissimo tempo in macchina, non lesinate sui costi e nella scelta valutate bene tutte le opzioni di comfort e sicurezza.

Consiglio un 4×4 che vi consentirà di affrontare qualunque tipo di percorso. Stipulate un’assicurazione casco senza franchigia che comprenda anche i danni ai cristalli, molto frequenti sulle strade di ghiaia.

Mi sento di dire che il GPS non è indispensabile, potete scaricare le mappe offline di Google e studiare bene i percorsi sulla cartina. Se all’aeroporto acquistate una Sim con traffico internet incluso, potete utilizzare il navigatore (quando c’è copertura).

Per le ragioni che ho spiegato prima, invece, la seconda ruota di scorta è assolutamente indispensabile. Vi capiterà di percorrere lunghi tratti di piste sterrate in mezzo al nulla e l’eventualità di forare non è così remota. Dopo la nostra prima foratura, la gomma è stata riparata male e quando abbiamo bucato la seconda volta anche la ruota di scorta era a terra. Ci siamo quindi trovati completamente bloccati e fortunatamente eravamo a “soli” 130 chilometri da Swakopmund; l’attesa dei soccorsi ci ha però rubato tempo prezioso.

Per guidare in Namibia è richiesta la patente internazionale anche se al momento della consegna dell’auto non è stata necessaria e la polizia non ci ha mai fermato.

Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

Tenete presente che la guida è a sinistra e che la maggior parte delle strade non è asfaltata. Potete guidare al centro della pista ma fate attenzione quando incontrate i veicoli nel senso opposto.

Le strade della Namibia sono suddivise in questo modo:

  • Strade A e B: asfaltate e generalmente in buone condizioni. Velocità massima consentita 120 km/h ma non è sempre possibile.
  • Strade C: sono sterrate ma in condizioni accettabili. Troverete ghiaia, sassi, fondo sabbioso e – lungo la costa – fondo di sale. Prestate attenzione e non superate mai gli 80 Km/h.
  • Strade D e F: sterrate in cattive condizioni. Raddoppiate l’attenzione e riducete la velocità a 40-60 chilometri orari.

Assicuratevi di avere sempre il serbatoio pieno e riempitelo ogni volta che trovate un distributore. Gli inservienti si preoccuperanno anche di pulirvi il vetro dalla polvere della strada, apprezzeranno una mancia di 5 dollari namibiani così come i “car guards” (indossano una pettorina catarifrangente) che vi terranno d’occhio la macchina se vi fermate in uno dei centri commerciali che di solito affiancano i distributori.

Non viaggiate mai di notte! Le strade non sono illuminate e si rischia di trovare una buca profonda o un animale che attraversa all’improvviso. Noi abbiamo cercato di essere ai lodge entro le 17,00/18,00 al massimo.

Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

Per le prenotazioni dei lodge ci siamo appoggiati ad un Tour Operator italiano che ha un corrispondente sul posto. I lodge proposti erano tutti molto belli, ho apprezzato in particolare l’esperienza del campo tendato: una soluzione intermedia tra il lodge e il campeggio. Le tende hanno tutti i comfort e sono immerse nella natura. I pasti che si consumano nella tenda centrale con menù fisso, sono un bel momento di condivisione con gli altri ospiti e con lo staff.

Se decidete di prenotare anche gli alloggi in autonomia, dovrete muovervi con almeno 5/8 mesi di anticipo soprattutto nella zona dell’Etosha e, logicamente di Sesriem.

Cercate di trovare da dormire nei pressi di uno dei gate dell’Etosha se non addirittura all’interno del parco. Le ore migliori per avvistare gli animali sono quelle del mattino presto; quando inizia a fare caldo anche loro si riparano sotto i pochi alberi. Inoltre la luce intensa e diretta non è propizia per scattare foto.

Anche le dune di Soussuvlei sono da visitare alle prime luci dell’alba soprattutto se decidete di intraprendere la scalata della Big Daddy!

la Namibia non è una meta economica ma ci sono diverse possibilità tra cui quella di noleggiare un’auto con la tenda sul tetto.

Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

Per entrare in Namibia non è necessario nessun visto di ingresso, è sufficiente il passaporto con almeno sei mesi di validità residua e non ci sono vaccinazioni obbligatorie.

In Namibia c’è lo stesso fuso orario dell’Italia quando da noi c’è l’ora legale, un’ora avanti con l’ora solare.

La Namibia si trova nell’emisfero australe quindi le stagioni sono capovolte rispetto alle nostre. Si può visitare durante tutto l’anno ma il periodo migliore per osservare gli animali è la stagione secca che va da Maggio a Ottobre . Nel periodo delle piogge (da dicembre a marzo), le strade diventano più problematiche da percorrere, le temperature sono molto alte e gli animali che non hanno più bisogno delle pozze d’acqua, si disperdono nella savana.

La lingua ufficiale è l’inglese e la moneta è il dollaro namibiano. Vi consiglio di non cambiare importi alti al vostro arrivo, si riesce a pagare quasi ovunque con la carta di credito. La moneta locale vi servirà solo per i piccoli acquisti e per le mance da lasciare a chi vi scaricherà i bagagli o alle guide dei safari.

La corrente elettrica è di 220 Volt e le prese sono quelle tripolari.

Mi sento di dire che la Namibia è un paese sicuro, io non ho mai avuto la sensazione di essere in pericolo; valgono come sempre i principi del buon senso.

Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

Sembra banale ma sono consigliati abiti pratici in fibre naturali. Scegliete colori neutri (verde scuro o beige) perché le tonalità accese attirano gli animali. Portate una felpa pesante e un piumino 100 grammi: le escursioni termiche sono importanti nel deserto.

Non dimenticate il cappellino, gli occhiali da sole e una crema solare con un fattore di protezione alto.

Cercate di ridurre al minimo i bagagli e utilizzate sacche morbide invece delle trolley.

Il nostro viaggio in Namibia è durato dodici giorni, compresi i due di viaggio e abbiamo effettuato un percorso ad anello che vi riporto nella mappa qui sotto:

Dopo un volo molto lungo, meglio non affrontare una distanza impegnativa sulle strade namibiane. La sosta nella riserva di Naankuse ci ha permesso di riposarci e di incontrare alcuni rari carnivori – come il licaone e il caracal- recuperati perché orfani o feriti.

Per raggiungere l’entrata est del Parco Etosha, abbiamo impiegato l’intera giornata con un paio di soste nelle cittadine di Okahandja e Tsumeb. La strada, quasi completamente asfaltata, attraversa la regione degli altipiani ma la tappa è soprattutto di trasferimento.

Abbiamo attraversato l’Etosha costeggiando il pan, il lago ormai prosciugato e trasformato in una enorme distesa di sale. Ci siamo fermati praticamente ad ogni pozza e incontrato un numero incredibile di animali. Una giornata indimenticabile che avrei voluto non finisse mai.

Di nuovo all’interno del Parco Etosha, soprattutto nella zona meridionale e nel pomeriggio visita alla Riserva di Ongava dove si possono facilmente incontrare i rinoceronti bianchi e neri.

Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

Il Damaraland è stato una vera sorpresa. Le montagne di granito, il deserto roccioso che si colora di rosso e la luce spettacolare del tramonto ci hanno regalato panorami indimenticabili. Molto interessante anche la visita alla foresta pietrificata e alle incisioni rupestri di Twyfelfontain, patrimonio Unesco.

Con la guida del lodge abbiamo fatto un’escursione alla scoperta degli straordinari elefanti del deserto che si sono adattati a queste particolari condizioni climatiche.

Arrivati a Hentie’s Bay lungo una strada sterrata ma molto panoramica, abbiamo deviato verso Cape Cross per visitare la grande colonia di otarie del capo. Questo pezzo di strada lungo la Skeleton Coast sembra perso nel nulla tra nebbie e miraggi.

Abbiamo dedicato la mattina all’escursione in 4×4 sulle dune di Sandwich Harbour, davvero spettacolari. Nel pomeriggio siamo arrivati nella zona di Sesriem e Sousvlei attraversando i bellissimi paesaggi delle montagne Naukflut. Sosta obbligatoria a Solitaire per assaggiare la mitica torta di mele.

Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

Il deserto del Namib con le alte dune di sabbia rossa modellate dal vento e gli scheletri di acacie antichissime che si stagliano contro il bianco di un lago prosciugato, è per me l’emblema del viaggio in Namibia.

Il Kalahari non un vero e proprio deserto ma un luogo magico fatto di arbusti e sabbia rossa, e popolato da zebre, giraffe, orici e antilopi.

Viaggio in Namibia: itinerario self drive tra parchi e deserti

La Namibia ci ha regalato un continuo susseguirsi di paesaggi sorprendenti. Le correnti fredde dell’oceano che si scontrano con quelle calde del deserto hanno modellato un paesaggio di dune di sabbia a strapiombo sul mare. Il rosso delle rocce del Damaraland, l’arancio del Namib e il giallo delle savane sono ancora nel mio sguardo.

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12 Risposte
  1. Un viaggio che piacerebbe moltissimo a mia figlia, ma non credo che riuscirei a prenotare l’esperienza con così tanto anticipo. Tra laovoro e scuola è quasi impossibile fare programmi a lungo termine. Proverò con qualche last minute quando ne avremo la possibilità!

  2. Sogno la Namibia da molto, moltissimo tempo e spero un giorno di realizzare questo sogno. Non mi sembra così difficile organizzare, anzi, e poi si tratta di un Paese relativamente sicuro quindi si può optare anche per un fai da te. Posso chiederti se hai trovate difficoltà particolari o se il costo della vita è particolarmente caro rispetto all’Italia?

    1. Non è difficilissimo organizzare un viaggio in Namibia, l’importante è muoversi con anticipo e mettere in conto qualche piccolo inconveniente (gomme bucate ecc). Il costo della vita sul posto non è assolutamente caro rispetto all’Italia anzi…. il problema è il volo e soprattutto gli alloggi ma se ti piace il campeggio ci sono moltissime soluzioni

  3. Che itinerario spettacolare. Purtroppo mia figlia, che ha 10 anni, non ama viaggiare in auto ma giuro che quando crescerà ci andremo perchè dev’essere un viaggio pazzesco!

    1. In un viaggio del genere devi mettere in preventivo tanta, tanta, tanta auto perché il viaggio è proprio la strada. Ma la fatica ha la sua ricompensa con incontri stupefacenti e natura bellissima

  4. Libera

    Ma che meraviglia che è la Namibia e tanti complimenti per il tuo itinerario, mi è sembrato davvero di viaggiare con te.

  5. Una meta che per il momento non era ancora entrata nel mio radar, ma ora sale in cima alla lista. Immagino che tu sia stata colpita dal mal d’Africa, con dei paesaggi del genere. Utilissimo questo post con tutte le informazioni utili: per esempio non mi sarebbe mai venuto in mente di richiedere le ruote di scorta, né di evitare di indossare colori vivaci.

    1. Ho già voglia di tornare…. la doppia ruota di scorta sembrava strana anche a me prima di vedere le strade della Namibia e bucare due volte in due giorni!

  6. Arianna

    Bellissima la Namibia, ho un ricordo bellissimo del viaggio. Girarla in autonomia modo ideale ma per noi è stato decisamente impegnativo. Abbiamo forato 3 volte e si è rotta la macchina nel nulla, senza telefoni attivi, ho dovuto fare autostop al primo paese utile per cercare un meccanico, ci hanno portato via con carroattrezzi!

    1. Caspita! E io che pensavo che le nostre due forature fossero già un record. In ogni caso il viaggio resta indimenticabile per la bellezza del luogo

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