Roma custodisce alcune delle tele più potenti e riconoscibili del maestro lombardo anche perché Caravaggio a Roma ha trascorso ben quattordici anni. Quelli che coincidono con la sua maturità artistica.
Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio dal nome del paese natale di sua madre, non era un personaggio facile. Impulsivo, inquieto e spesso violento ha vissuto una vita scandita da denunce e fughe improvvise, una delle quali lo costrinse a lasciare Roma nel 1606.
Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, la città era al centro di commissioni monumentali e sperimentazioni pittoriche. In questo contesto, il genio di Caravaggio a Roma si manifesta in modo straordinario con opere intense e rivoluzionarie che hanno cambiato per sempre la storia della pittura.
Un itinerario alla scoperta dei Caravaggio a Roma diventa un’immersione totale nel percorso artistico sorprendente e drammatico di un genio della pittura.
Vi stupirà, ma molte delle opere visibili nella capitale si possono ammirare gratuitamente perché sono custodite nelle chiese, nei luoghi dove l’artista le aveva pensate E’ sufficiente entrare e lasciarsi catturare dal realismo travolgente delle tele.

Caravaggio a Roma: il destino di Matteo nella Cappella Contarelli
La chiesa di San Luigi dei Francesi si trova sulla piazza omonima poco distante da Palazzo Madama, sede del nostro Senato, e da Piazza Navona.
E’ la chiesa romana che, fin dalle sue origini intorno al 1400, rappresenta la comunità francese ed è intitolata al Re Santo Luigi IX.
Il cardinale Francesco Maria del Monte fu il più importante mecenate di Caravaggio a Roma. Fu lui a trovargli un alloggio e a procurargli il suo primo incarico ufficiale : la decorazione della Cappella Contarelli. I dipinti della vita di San Matteo sono in onore del committente, il banchiere francese Mathieu Cointrel, poi italianizzato in Contarelli.
La Vocazione di San Matteo è l’opera che meglio rappresenta la “rivoluzione caravaggesca”. La scena si svolge in una stanza spoglia dove alcuni uomini sono riuniti intorno ad un tavolo. Tra questi, anche se ancora non si sa esattamente quale sia, si trova anche Matteo l’esattore delle tasse. La chiamata di Gesù è simboleggiata dalla luce di taglio che entra dalla finestra da destra verso sinistra. L’utilizzo magistrale del chiaroscuro rende i soggetti particolarmente reali e tangibili.
Il Martirio di San Matteo è invece più brutale e il focus del dipinto è nell’incrocio degli sguardi del Santo de del suo assassino.
Il terzo dipinto, San Matteo e l’Angelo, è una seconda versione dato che quella originale che mostrava un Evangelista in una posa impacciata e poco consona al suo ruolo, venne rifiutato dai committenti e poi rivenduta dall’artista.

I piedi sporchi della Basilica di Sant’Agostino
Per proseguire nell’ itinerario alla scoperta dei Caravaggio a Roma, è sufficiente che facciate pochi passi dalla Chiesa di san Luigi dei Francesi ed entriate nella Basilica di Sant’Agostino, in Campo Marzio.
Il recente restauro della Chiesa ne ha valorizzato l’impianto rinascimentale restituendole armonia e bellezza. Sono molti i capolavori dal suo interno ma l’opera che più colpisce è quella Madonna dei Pellegrini nella prima cappella a sinistra.
Il dipinto , se pur fortemente contestato, non venne rifiutata dai committenti ed è ancora al suo posto. Quello che non piacque, non furono tanto i piedi sporchi e segnati dei pellegrini in primo piano, ma la rappresentazione della Vergine stessa che rompeva totalmente con l’iconografia precedente.
Lo spostamento della casa di Maria a Loreto era di solito rappresentato con un volo di angeli e la Vergine seduta sulla Santa Casa con Gesù in braccio. Il Maestro sceglie di rappresentare la Madonna in piedi appoggiata allo stipite di una porta in una posa realistica e naturale, vicina alla gente del popolo. Secondo i detrattori di Caravaggio, a Roma le prostitute come la modella da lui utilizzata , “stavano in piedi a Piazza Navona”, ovvero attendeva i clienti, in una postura molto simile.
Con il realismo diretto di questa opera, Caravaggio, porta il sacro nella quotidianità, unendo la devozione popolare a una straordinaria forza espressiva.
Caravaggio a Roma: luce e dramma a Santa Maria del Popolo
In Piazza del Popolo, all’interno della Basilica di Santa Maria del Popolo potete ammirare altri due capolavori di Caravaggio a Roma e, credetemi, se avete la fortuna di riuscire ad entrare, resterete colpiti dall’intensità dei dipinti della Cappella Cerasi. Questi quadri furono commissionati dal tesoriere del Papa Clemente V, Tiberio Cerasi.
La Conversione di San Paolo congela il momento appena successivo alla conversione di Paolo che, ancora in armatura da soldato, si ritrova a terra disarcionato dal cavallo. Ancora una volta Caravaggio non inserisce elementi che possano rimandare ad una visione soprannaturale ma rappresenta il fatto nella sua quotidianità. Eppure Paolo esce dai tormenti delle tenebre per non essere mai più lo stesso.
Allo stesso modo il vecchio con la barba bianca della Crocifissione di San Pietro non ha molto del Santo, è solo uno dei tanti cristiani martirizzati da Nerone in una notte di violenza al Circo Massimo. Coloro che lo inchiodano alla croce sembrano semplici operai intenti ad eseguire un lavoro. Eppure, se vi soffermate ad osservare la scena, la sua tragicità vi arriverà dritta come un pugno allo stomaco.
E’, ancora una volta la grande arte di Caravaggio che si conferma un genio assoluto non solo del suo tempo ma di tutti i tempi.

Le altre opere di Caravaggio a Roma
A Roma si trova il maggior numero di opere di Caravaggio, ventisei in tutto. Roma fu il luogo decisivo della sua formazione, quello dove trovò committenti potenti.
Fu anche un periodo contraddittorio e spesso violento. Caravaggio a Roma visse una vita irrequieta fatta di risse notturne, processi e arresti, inseguito da un turbamento che non gli dava pace. A Roma Caravaggio trovò tutto e tutto perse, costretto alla fuga dopo un delitto che segnò per sempre la sua esistenza.
Oltre alle opere sopra citate, ci sono ben tre quadri di Caravaggio alla Galleria Borghese. Tra queste, il bellissimo Davide con la testa di Golia in cui l’autore ritrae se stesso nelle sembianze del volto privo di vita del gigante.
Il Narciso, con il ginocchio nudo del giovane fa da catalizzatore all’intera scena dimostrando ancora una volta l’uso sapiente e magistrale della luce da parte di Caravaggio, si trova a Palazzo Barberini. Così come Giuditta e Oloferne con i forti e drammatici contrasti di luce ed ombra che immortalano un istante fulmineo della storia.

Il vostro itinerario alla scoperta dei Caravaggio a Roma può continuare ai Musei Capitolini, alla Galleria Doria Panphilj e alla Pinacoteca Vaticana.
A causa di una vita condotta ai margini delle regole sociali del tempo, le opere di Caravaggio furono dimenticate, se non denigrate dopo la sua morte. Solo agli inizi del 1900 grazie agli studi lo storico dell’arte Roberto Longh, rivalutò la sua figura.
Le sue composizioni antiretoriche, il realismo dei personaggi che manifestano apertamente le emozioni, la luce protagonista del racconto lo rendono un artista estremamente moderno. Un anticipatore dell’idea di arte basata sulla soggettività dell’artista e sull’impatto che può avere sull’osservatore.
Per approfondimenti sulla visita di Galleria Borghese:
Galleria Borghese a Roma, uno scrigno di capolavori









