Lofoten on the road, tra le isole della luce artica

Durante il nostro viaggio on the road in Norvegia fino a Capo Nord, le Lofoten sono state una deviazione che desideravamo fare da tempo e che si è rivelata una delle esperienze più emozionanti dell’intero itinerario.

Se volete ripercorrere tutte le tappe del viaggio, trovi qui il racconto completo del nostro itinerario on the road verso Capo Nord.

Desideravo arrivare alle Lofoten da anni e l’emozione che ho provato quando, dal traghetto, le vette aguzze delle montagne hanno iniziato a materializzarsi nella nebbia, è stata travolgente.

Dopo un’ora di traghetto da Bodø sotto una pioggia battente, ho pensato che quello sperone di roccia che emergeva dal mare aperto fosse un miraggio. Poco a poco sono riuscita a distinguere le cime frastagliate, alcune arrivano a mille metri, con i pendii che si tuffano obliquamente in mare, dando l’impressione di montagne che sorgono dall’acqua.

È stato uno di quei momenti che restano impressi nella memoria e che, da soli, valgono il viaggio.

Alle Lofoten la natura è la protagonista assoluta: la forza delle tempeste, il mare che cambia colore a ogni ora del giorno e una luce pura, intensa, quasi irreale, capace di rendere speciale anche una giornata di cielo coperto.

Vi racconto in questo articolo il nostro viaggio alle Lofoten in estate, tra villaggi di pescatori, strade panoramiche e paesaggi che sembrano appartenere a un altro mondo.

Ma sono certa che, in inverno, quando la neve ricopre montagne e rorbuer e il cielo si illumina con l’aurora boreale, queste isole sappiano regalare un’atmosfera ancora più magica.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica

Lofoten on the road lungo la E10

Le Lofoten si trovano nel nord della Norvegia, oltre il Circolo Polare Artico. Separate dalla terraferma dal Vestfjorden, sono un arcipelago che da sempre ha attirato gli uomini di mare.

Furono i pescatori norvegesi i primi a comprenderne la ricchezza, intuendo quanto quelle acque fossero generose di merluzzi. In seguito arrivarono i navigatori vichinghi, favoriti da un clima sorprendentemente mite per queste latitudini grazie alla corrente del Golfo.

Oggi le Lofoten continuano ad affascinare viaggiatori provenienti da tutto il mondo e sono diventate anche un luogo dove arte e architettura contemporanea dialogano con una natura ancora autentica.

l modo migliore per scoprirle è percorrerle lentamente lungo la E10, una delle strade panoramiche più spettacolari della Norvegia. Per oltre 300 chilometri collega le isole principali attraverso ponti, gallerie e tunnel sottomarini, regalando panorami che cambiano a ogni curva.

Costeggerete fiordi profondi, montagne che sembrano tuffarsi nel mare, prati punteggiati di fiori e pecore al pascolo, piccoli porti di pescatori e i caratteristici rorbuer rossi e gialli accanto alle immancabili rastrelliere dove il merluzzo viene essiccato al vento.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica

Le cinque isole principali dell’arcipelago sono Moskenesøy, Flakstadøy, Vestvågøy, Gimsøya e Austvågøy. Non lasciatevi intimorire dai loro nomi: dopo poche ore vi sembreranno familiari e vi sentirete accolti dalla tranquillità e dall’ospitalità di questi luoghi.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica
rastrelliere per l'essicazione dei merluzzi

Il nostro itinerario di viaggio alle Lofoten

In questo arcipelago fatato, modellato da ghiacci antichi e immerso nella luce tersa del Nord, ogni isola ha caratteristiche diverse da scoprire.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica
La famosa casa gialla di Sakriskøy

I villaggi da cartolina di Moskenesøy

Con le sue vette aguzze divise da fiordi stretti e profondi e i suoi villaggi così pittoreschi, Moskenesøy è la mia preferita. I rorbuer – i tradizionali capanni dei pescatori ora trasformati in alloggi turistici – sorgono su pontili di palafitte ai margini dei fiordi sotto le montagne. Sono di una bellezza sconcertante e non vi stancherete di fotografarli.

Å il villaggio alla fine della strada

Å (che si pronuncia “o”) è l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese ed è anche il nome del villaggio che segna la fine della strada. Qui la E10 termina il suo percorso e oltre c’è solo il mare.

Questo piccolo borgo di pescatori conserva ancora un autentico fascino di frontiera, soprattutto quando il vento soffia impetuoso e le nuvole corrono veloci sopra le montagne. Le file di rorbuer rossi affacciati sull’acqua raccontano una storia fatta di mare, pesca e vita quotidiana ai confini del Circolo Polare Artico.

Passeggiando tra le sue case in legno vi accorgerete che Å è un vero e proprio museo a cielo aperto. Con un unico biglietto è possibile visitare i diversi edifici del Norwegian Fishing Village Museum. Tra questi, l’antica fabbrica di olio di fegato di merluzzo, testimonianza di un’attività che per secoli ha sostenuto l’economia delle Lofoten. Il museo è aperto tutto l’anno, mentre alcuni servizi e attività sono disponibili durante la stagione estiva.

Le caratteristiche rastrelliere dove il merluzzo viene essiccato al vento sono ancora oggi il simbolo delle Lofoten e raccontano il profondo legame tra queste isole e il mare. Se visitate Å tra il 1° giugno e la fine di agosto, vi consiglio di fare una sosta anche al Museo dello Stoccafisso (Tørrfiskmuseum). Il simpatico proprietario, che parla italiano, sarà felice di raccontarvi la storia di uno dei prodotti più rappresentativi della Norvegia. Per approfondire questa tradizione, potete leggere anche il mio articolo dedicato allo stoccafisso delle Lofoten.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica

Reine ai piedi delle montagne

Incastonato in un fiordo e dominato dalle vette del Reinebringen, Reine è probabilmente il villaggio più fotografato delle Lofoten. Le montagne si innalzano quasi a picco sul mare, mentre i rorbuer rossi si riflettono nell’acqua creando un panorama fiabesco.

La luce cambia di continuo e trasforma il paesaggio nell’arco di pochi minuti: il sole che filtra tra le nuvole, una pioggia improvvisa o una foschia leggera sono sufficienti a regalare un’atmosfera completamente diversa.

Se avete voglia di affrontare una salita molto ripida e molto impegnativa, i 1968 gradini che conducono alla cima del Reinebringen regalano una vista spettacolare sul fiordo e sulle isole circostanti.

Dall’alto, Reine appare come un piccolo plastico sospeso tra mare e montagne, un’immagine che da sola racconta tutta la bellezza delle Lofoten.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica

Hamnøy e Sakriskøy, la cartolina delle Lofoten

Proseguendo lungo la E10 raggiungerete Hamnøy e Sakrisøy, due piccoli isolotti collegati da ponti che regalano uno degli scorci più celebri delle Lofoten.

È proprio ad Hamnøy che si trovano i celebri rorbuer rossi costruiti sugli scogli, protagonisti di innumerevoli fotografie dell’arcipelago e anche dell’immagine di copertina di questo articolo. Ebbene se questa foto vi ha fatto sognare, sappiate che appartengono al complesso dell’Eliassen Rorbuer, dove abbiamo trascorso tre notti durante il nostro viaggio alle Lofoten.

Il soggiorno in questi alloggi dei pescatori tra mare e luce è stata una delle esperienze più belle e memorabili del viaggio in Norvegia e che vi racconto nell’articolo: dormire nei rorbuer delle Lofoten.

Attraversando il ponte si raggiunge Sakrisøy, un minuscolo villaggio di pescatori diventato famoso per la sua caratteristica casa gialla, ormai uno dei simboli delle Lofoten.

Ma il consiglio è di non fermarvi solo per una fotografia: passeggiate tra le case, osservate le rastrelliere per l’essiccazione del merluzzo e, ancora una volta, lasciatevi sorprendere dai riflessi mutevoli del cielo.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica
I rorbuer dell'Eliassen sono tra gli alloggi più suggestivi dell'arcipelago

Le spiagge bianche di Flakstadøy

Nelle giornate di sole, i colori del mare delle Lofoten hanno una tale intensità di toni turchesi e verdi che, in certi momenti, ricordano i paesaggi tropicali, ma con alle spalle montagne innevate che rendono il contrasto ancora più insolito.

A Ramberg, nella parte settentrionale di Flakstadøy, si apre una perfetta mezzaluna di sabbia bianca che si affaccia direttamente sull’oceano.

Poco distante, la zona di Flakstad è conosciuta anche come un piccolo paradiso per i surfisti, che qui sfidano le acque fredde del Circolo Polare Artico durante tutto l’anno.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica

La parte meridionale dell’isola cambia completamente atmosfera: le coste diventano più aspre, le scogliere più ripide e il paesaggio più selvaggio e isolato.

Da qui vale la pena deviare dalla E10 e imboccare la FV807, una strada secondaria ancora più panoramica. Attraversando un paesaggio chiuso tra montagne alte e scure arriverete fino al piccolo porticciolo di Nusfjord, uno dei villaggi più suggestivi dell’arcipelago.

Nusfjord tra case gialle e vecchi moli

Potrebbe diventare il simbolo del viaggio alle Lofoten questo gioiello nascosto tra le montagne, dove le case in legno gialle si affacciano sui vecchi moli.

È un angolo delle Lofoten che conserva un fascino particolare, anche perché perfettamente preservato e oggi in parte visitabile come museo a cielo aperto. L’ingresso è a pagamento, ma entrando nel villaggio si ha la sensazione di entrare in uno mondo, dove il ritmo quotidiano è deciso dal mare.

Passeggiate tra le banchine, osservate le reti e le strutture legate alla pesca e fermatevi ad ammirare il profilo delle montagne che circondano il fiordo. Capirete perché vale la pena arrivare fin qui.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica
il molo di Nusfjord

Vestvagøy, l’isola dei grandi spazi

Vestvågøy è l’isola centrale delle Lofoten, un territorio da esplorare lentamente, seguendo deviazioni e strade secondarie che si aprono tra costa e montagne. La Rv815 segue un itinerario particolarmente suggestivo, dove il paesaggio alterna prati punteggiati di giallo, piccoli laghi, insenature e greggi al pascolo che sembrano sparsi senza ordine preciso nella natura.

Nella parte meridionale dell’isola vale la pena fermarsi nei piccoli villaggi di Ballstad e Stamsund, due comunità di pescatori che conservano ancora il legame con il mare e con la vita quotidiana delle Lofoten.

Salendo verso nord, vi consiglio di arrivare fino a Eggum, un luogo isolato e molto suggestivo, affacciato direttamente sul mare aperto. Qui si trovano le rovine di un vecchio forte militare. Un panorama ampio e spazzato dal vento, racconta bene quanto possa essere dura la vita in queste latitudini. Purtroppo ci siamo capitati in una giornata particolarmente ventosa e nuvolosa, una condizione che ha reso il paesaggio ancora più essenziale e, in un certo senso, più autentico. Un pannello lungo il sentiero ricorda anche i numerosi naufragi avvenuti in queste acque durante le tempeste dell’oceano.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica

Lungo la strada principale si incontra infine Borg, dove si trova il Lofotr Viking Museum, uno dei siti archeologici più importanti delle Lofoten. Il museo è stato costruito attorno alla ricostruzione della dimora di un capo vichingo, realizzata come una grande nave rovesciata. Onestamente la visita mi è sembrata molto turistica e, in parte, mi ha ricordato un parco a tema. L’edificio e il contesto archeologico restano comunque interessanti per comprendere la storia vichinga dell’arcipelago.

Gimsøya la selvaggia

La E10 attraversa Gimsøya solo in parte, quasi sfiorando questa piccola isola che spesso passa inosservata rispetto ad altre tappe delle Lofoten. Proprio per questo vale la pena deviare e prendersi il tempo di esplorarla.

Uno dei luoghi più suggestivi è la chiesetta bianca affacciata sul fiordo, raggiungibile attraverso una strada che si apre su un paesaggio ampio e silenzioso. Qui il mare si stende calmo, le montagne si riflettono nell’acqua e tutto sembra assumere una dimensione più raccolta rispetto al resto dell’arcipelago

Gimsøya è un’isola di passaggio , ma proprio in questa sua posizione defilata conserva alcuni degli scorci più essenziali e autentici delle Lofoten, soprattutto quando la luce radente del Nord accentua i contrasti tra terra, mare e cielo.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica

Le montagne di Austvagøy

Austvågøy è l’isola più grande dell’intero arcipelago e, dal punto di vista dei villaggi, anche una delle meno caratterizzate. È però un punto strategico del viaggio alle Lofoten, soprattutto perché ospita Svolvær, la cittadina più importante e meglio attrezzata delle isole.

Svolvaer la porta delle Lofoten

Svolvær è la città più antica del Circolo Polare Artico. Le sue origini risalgono all’epoca vichinga e la sua posizione, circondata da montagne imponenti e affacciata sul mare, resta senza dubbio scenografica.

Allo stesso tempo, le costruzioni più recenti hanno in parte modificato l’atmosfera più tradizionale che si respira in altri villaggi dell’arcipelago. Se state programmando un viaggio alle Lofoten, è comunque una base molto comoda per servizi, alloggi e ristoranti.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica
Riflessi di mezzanotte a Svolvaer

Attraversato il ponte si raggiunge l’isoletta di Svinøya, dove si trovano ancora alcuni rorbuer rossi storici che raccontano la tradizione di pesca della zona.

Henningsvaer il villaggio tra gli isolotti

Henningsvær è un porto di pescatori ancora in attività, costruito tra piccoli isolotti collegati da ponti, affacciato sul mare aperto. È spesso citato per il suo particolare campo da calcio incastonato tra le rocce, diventato negli anni una delle immagini più riconoscibili delle Lofoten.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica

A Kabelvag si trova la chiesa in legno più grande della Norvegia che è stata costruita per poter accogliere i pescatori stagionali per la pesca del merluzzo, un’attività fondamentale per la sopravvivenza di queste isole.

Nelle giornate di sole a Laukivka si può vedere il sole a mezzanotte sul mare. Noi ci siamo arrivati, inutile dirlo, con un cielo plumbeo ma mi è piaciuta molto la passeggiata solitaria sul molo battuto dalle onde.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica
strada panoramica lungo il fiordo

L’anima delle Lofoten

Le Lofoten sono isole che sorprendono per la forza della natura e per la varietà dei suoi fenomeni. In estate il sole di mezzanotte allunga le giornate fino a far perdere la cognizione del tempo; in inverno, invece, il cielo si illumina con i colori dell’aurora boreale.

Tra le montagne e il mare si formano anche i maelstrom, potenti vortici generati dalle maree tra le isole di Moskenesøy e Værøy, tanto celebri da essere stati raccontati già nell’antichità e poi da Jules Verne e Edgar Allan Poe.

Il tempo cambia in continuazione, ma è proprio questa imprevedibilità a rendere ogni giornata diversa dalla precedente. Può bastare uno squarcio di sereno perché il paesaggio si trasformi completamente.

E poi ci sono le rastrelliere cariche di merluzzi, i rorbuer con i tetti d’erba e le finestre dipinte di blu, i piccoli villaggi affacciati sui fiordi. Dettagli che raccontano una terra dove la vita è sempre stata profondamente legata al mare.

Per me il viaggio alle Lofoten è stato soprattutto questo: la scoperta di un luogo capace di superare ogni immaginazione, dove luce, mare e montagne si fondono in un paesaggio che continua a riaffiorare nei ricordi anche molto tempo dopo il ritorno.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica
pescherecci colorati nel porticciolo di Hamnøy

Prima di partire per le Lofoten

Prima di organizzare un viaggio alle Lofoten ci sono alcuni aspetti pratici che è utile conoscere. Di seguito trovate le informazioni che, secondo la mia esperienza, possono aiutarvi a pianificare l’itinerario e a godervi al meglio queste isole.

Quando andare alle Lofoten

Da fine maggio a metà luglio il sole non scende mai davvero sotto l’orizzonte e le giornate sembrano non avere fine. È il periodo del sole di mezzanotte, quando si può camminare fino a tarda sera, partire per un’escursione in barca tra fiordi e isolotti oppure semplicemente fermarsi a osservare il paesaggio che resta sempre illuminato, anche nelle ore più insolite.

Nei mesi invernali le Lofoten cambiano completamente volto: le giornate sono brevi e il paesaggio si riempie di atmosfere più essenziali e silenziose. È il periodo in cui, con un po’ di fortuna, si può assistere all’aurora boreale che illumina il cielo artico.

Come arrivare alle Lofoten

Noi siamo arrivati alle Lofoten dal sud della Norvegia, dopo aver raggiunto Bodø in auto e aver preso il traghetto fino a Moskenes, sull’isola più meridionale dell’arcipelago.

I traghetti per Moskenes in estate sono giornalieri, e il viaggio dura circa quattro ore. E’ consigliato prenotare con largo anticipo se pensate di imbarcare anche l’auto per info su costi ed orari potete visitare il sito della compagnia www.torghatten-nord.no.

Se invece percorrete la Norvegia da nord, seguendo la E6 fino all’innesto con la E10, potrete iniziare il viaggio da Austvågøy.

Come muoversi alle Lofoten

Raggiungere le Lofoten dall’Italia in auto è possibile, ma si tratta di un viaggio lungo e piuttosto impegnativo. Per questo motivo, una volta arrivati in zona, la soluzione migliore per esplorare le isole è spesso noleggiare un’auto direttamente sul posto, così da potersi muovere con libertà lungo la E10 e le strade secondarie.

Per confrontare le diverse tariffe dei noleggi può essere utile utilizzare piattaforme come Discover Cars, che permettono di visualizzare in modo immediato le offerte delle varie compagnie e scegliere l’opzione più conveniente in base alle proprie esigenze.

Da qui è possibile verificare anche i prezzi del noleggio auto negli aeroporti di arrivo, come quello di Bodø.

In generale, avere un’auto è quasi indispensabile per esplorare l’arcipelago in autonomia.

Dove dormire alle Lofoten

Alle Lofoten l’offerta di alloggi è molto varia e spazia dai campeggi agli hotel, fino ai tradizionali rorbuer, le antiche case dei pescatori affacciate sull’acqua. Se volete approfondire questa tipologia di alloggio, trovate un mio articolo dedicato ai rorbuer e alla loro storia.

Dormire in uno di questi alloggi è una delle esperienze più caratteristiche del viaggio, soprattutto nelle zone più scenografiche come Hamnøy o Reine, dove le casette rosse sembrano sospese tra mare e montagne.

Anche Svolvær offre la possibilità di soggiornare nei rorbuer, spesso più moderni e meno “da cartolina”, ma comunque comodi e ben posizionati per chi utilizza la città come base per muoversi nell’arcipelago. Noi abbiamo soggiornato agli Anker Brygge, una soluzione pratica, soprattutto se si cercano servizi, ristoranti e collegamenti più semplici.

In generale, la scelta dipende molto dal tipo di viaggio: c’è chi preferisce l’immersione nei villaggi più piccoli e chi opta per una base più centrale per esplorare le isole con maggiore flessibilità.

Quanto costa un viaggio alle Lofoten

Le Lofoten non sono una destinazione economica, ma l’esperienza che offrono ripaga ampiamente i costi del viaggio. Le voci principali da considerare sono il noleggio dell’auto, che è praticamente indispensabile per muoversi in autonomia, e l’alloggio, soprattutto se si scelgono i tradizionali rorbuer affacciati sul mare.

Anche la ristorazione e i servizi hanno prezzi piuttosto alti rispetto alla media europea, motivo per cui molti viaggiatori alternano ristoranti a pasti più semplici acquistati nei supermercati locali.

In generale, la spesa può variare molto in base alle scelte personali: si può optare per un viaggio più essenziale oppure concedersi piccoli lussi, come dormire in posizione panoramica o fermarsi più notti nelle località più suggestive.

Lofoten on the road, tra le isole della luce artica
geometrie perfette a Gimsøya

Il viaggio continua

Le Lofoten sono una delle tappe più intense del nostro viaggio in Norvegia, ma il percorso lungo il Nord non si ferma qui. Se volete proseguire il viaggio insieme a noi, qui trovate altri racconti e approfondimenti lungo la costa norvegese.

Viaggio on the road fino a Capo Nord

Il racconto completo del nostro itinerario attraverso la Norvegia del Nord, tra fiordi, città costiere e paesaggi artici.

Dormire nei rorbuer alle Lofoten

Un approfondimento sulle antiche case dei pescatori, oggi trasformate in alloggi affacciati direttamente sul mare.

Il Museo dello stoccafisso di Å

La storia di un piccolo villaggio e della tradizione del merluzzo che ha segnato la vita delle Lofoten.

Sole di mezzanotte a Capo Nord

Un fenomeno che racconta l’anima estrema del Nord, tra la luce infinita di un tramonto che si confonde con l’alba

26 Risposte
  1. Mi sono innamorata di queste isole dalle foto di una mia amica fotografa che ci è andata l’anno scorso e ho letto questo tuo post con molto interesse. Per quanto siano spettacolari con la neve, penso che ci andrei d’estate per godere delle temperature più miti e delle giornate più lunghe!

  2. Due parola: che bellezza! Sono stata tante volte in Norvegia in tutte le stagioni e ne sono follemente innamorata. Non sono mai stata alle Lofoten però sono stata su un’isola oltre il circolo polare che secondo la gente del posto è “come le Lofoten ma più a nord” 😉 Sta di fatto che sogno un viaggio come il tuo da sempre: il sapore del sale e del merluzzo, i colori delle case e del mare… un sogno!

    1. la Norvegia – tutta – mi ha sorpreso oltre ogni aspettativa. Una costa frastagliata e con paesaggi incredibili, isole meravigliose, il fascino del sole a mezzanotte… persone educate, discrete e assolutamente poco rumorose, cibo eccellente… il viaggio perfetto!

  3. Nell’ultimo anno mi è capitato sempre più spesso di sentir parlare delle Lofoten, prima ammetto che ne ignoravo l’esistenza… Dalle tue foto e dai tuoi racconti sembrano una zona perfetta per un viaggio itinerante come piace a noi. L’aurora boreale è un sogno, prima o poi riuscirò a vederla; ma per un viaggio bello come il tuo mi sa che l’estate è l’alternativa migliore. Ci penserò!!

    1. l’estate è sicuramente la stagione in cui si riescono a vedere più cose, c’è sempre luce e il tempo – con i suoi alti e bassi – è clemente

  4. Ecco un altro viaggio che sogno di fare davvero da tanto, troppo tempo! Mi piacerebbe dedicarci almeno due settimane perché vorrei anche fare escursioni naturalistiche, in particolare di birdwatching: sai se lì se ne organizzano?
    Splendido articolo!

    1. eh sarebbe piaciuto anche a me starci più tempo ma il viaggio era già molto lungo. So per certo che da Svolvaer partono i gommoni per l’avvistamento delle aquile di mare, purtroppo a causa del meteo è un’escursione che non ho fatto, ce ne sono altre per i pulcinella di mare. Ti piaceranno molto, vedrai

  5. Mi sono divorata il tuo articolo, desidero andare alle Lofoten da un pò, sono sempre un pò frenata dalla paura di trovare tempo brutto e freddo ma vedo che il tempo cambia repentinamente e dalle tue foto direi che avete traovato tempo buono, dovrò organizzare, già quest’anno mi spingo al Nord!

    1. abbiamo trovato tempo bellissimo tempo molto brutto e tempo nuvoloso ma le Lofote sono meravigliose a prescindere dal meteo, anzi ti dirò che le foto più belle sono quelle con il cielo nuvoloso

  6. Mi sono inamorata dei fiordi norvegesi anni fa, ma le Lotofen me le sono perse. Comunqie i panorami con le casette rosse sono davvero tipici, fanno immediatamente pensare a queste zone, no? Belle anche quelle gialle, nelle zone dove sono stata io non c’erano! Ma l’essicazione dei merluzzi mi è piaciuta tantissimo! 😀

  7. Mi fanno impazzire quelle casette colorate che sembrano davvero essere uscite da una fiaba!
    Ho sempre evitato le mete nordiche, perché soffro tremendamente il freddo.
    Ma chissà… magari più avanti cambierò idea!

  8. Mi piace sempre tantissimo come scrivi e descrivi i paesaggi che visiti! Questo resoconto di viaggio mi ha fatto sognare e desiderare di essere lì con te a ripercorrere le stesse strade…complimenti! Per quanto riguarda la Norvegia, ho avuto occasione di visitarla tanti anni fa ma sono stata solo nella Norvegia meridionale, comunque bellissima! Un viaggio alle Lofoten? Un giorno forse, chissà….<3

    1. ti ringrazio! Il viaggio in Norvegia con una natura così spettacolare era quello che ci voleva dopo gli anni difficili della pandemia. Una full immersion totale in un mondo fatato per ritrovare il nostro equilibrio perduto

  9. Tamara

    I Paesi del Nerd sono un altro mio punto debole, e questo articolo non fa altro che fomentare ancor di più la voglia di andarci Presto! Scatti bellissimi

    1. la luce e i paesaggi erano talmente belli ed emozionanti che non potevo non fotografare e anche con il cielo coperto la profondità dell’orizzonte si vede lo stessp

  10. Adoro i luoghi scandinavi, andrei solo per i panorami incredibili che si trovano solamente li.
    La Norvegia è tra la mia wish list nei primi posti, chissà se riuscirò il prossimo anno a visitarla!

  11. Non siamo arrivati, ma solo fino alla Svezia nel nostro on the road di qualche anno fa. Eppure riconosco quella luce straordinaria, quei colori, quelle rocce granitiche e quelle casette colorate.Che voglia di tornare e spingermi ancora ancora più a nord!

  12. La Norvegia è una delle mete che ho in mente da tanto, ma che ancora non ho visitato. Le Lofoten in particolare sono una delle tappe che non vedo l’ora di visitare. Belle foto!

    1. E’ stato un viaggio lungo e magnifico, assaporato attimo per attimo. Le Lofoten sono di una bellezza indescrivibile che le foto non riescono a rendere

  13. È un viaggio che ho nella lista dei desideri, sono stata nei paesi nordici solo un paio di volte di cui la prima da ragazzina con la mia famiglia proprio in Norvegia. Le lofoten mi hanno sempre Affascinato, chissà che prima o poi riesca ad andarci

    1. E’ un viaggio perfetto proprio per le famiglia, andamento lento a volte lentissimo, panorami mozzafiato e una facilità nella gestione che rende tutto fluido e piacevole

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