Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

La nave MS Serenissima ormeggiata nel Magdalenefjorden

Paesaggi sconfinati, scogliere brulicanti di uccelli marini e ghiacciai di struggente bellezza : una mini crociera alle Svalbard è un viaggio nel cuore di uno degli ultimi grandi spazi incontaminati del pianeta.

La luce irreale del sole di mezzanotte avvolge fiordi e montagne in un chiarore infinito mentre il silenzio è interrotto soltanto dal delicato crepitio del ghiaccio che, sciogliendosi in mare, libera l’aria rimasta intrappolata al suo interno per migliaia di anni.

È un suono inaspettato, che ricorda quello dei cubetti di ghiaccio in un bicchiere, e che rende l’Artico ancora più vivo e sorprendente.

Il Grande Nord mi aveva già affascinata durante il mio viaggio a Capo Nord, ma a queste latitudini ogni cosa assume una dimensione più estrema. La natura è più potente, il silenzio più profondo e il senso di avventura accompagna ogni momento della navigazione.

Alle Svalbard si ha davvero la sensazione di essere arrivati dove il mondo conosciuto lascia spazio alla natura più selvaggia. Un luogo dove è ancora la natura a dettare le regole.

Ogni giornata di navigazione regala paesaggi diversi, ogni sbarco riserva nuove emozioni e ogni incontro con la fauna è un privilegio.

Nei prossimi paragrafi vi racconterò di questa straordinaria navigazione nell’Artico. Prima, però, ecco alcune informazioni utili sulla mini crociera che ho scelto.

Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

Nave — MS Serenissima

Organizzazione — Hurtigruten Svalbard

Durata — 5 giorni

Periodo — Luglio

Partenza — Longyearbyen

Tipologia — Crociera naturalistica alle Svalbard

Sbarchi — Con gli Zodiac e passeggiate guidate

Fauna osservata —trichechi, foche, renne delle Svalbard, volpe artica, pulcinella di mare, urie, sterne artiche, orso polare


Nota di trasparenza: questa mini crociera è stata scelta e pagata interamente da me. Non si tratta di una collaborazione sponsorizzata e le opinioni che trovate in questo articolo riflettono esclusivamente la mia esperienza personale.

Inserito tra il 74° e l’81° parallelo nord, l’arcipelago delle Svalbard è più vicino al Polo Nord che alla Norvegia continentale.

Da tempo sognavo di arrivare fin qui. La vicinanza al Polo Nord, la solitudine dei ghiacciai e l’idea di un luogo dove la natura domina ancora incontrastata esercitavano su di me un fascino difficile da spiegare. Lo stesso che per secoli ha spinto esploratori e balenieri a inseguire l’orizzonte dell’Artico.

Desideravo navigare lentamente tra fiordi profondi incorniciati da cime innevate, lasciandomi avvolgere dalla maestosità dei ghiacciai che scendono fino al mare. Non cercavo una crociera tradizionale, ma un modo per raggiungere quel confine del mondo che da anni esercita su di me un richiamo silenzioso. C’è qualcosa nei limiti geografici del pianeta che mi affascina profondamente. I luoghi più a nord, quelli più a sud, quelli dove la presenza dell’uomo si fa rara e la natura torna protagonista.

Per questo ho scelto una mini crociera a bordo della MS Serenissima di Hurtigruten Svalbard. Conoscevo già la storia di Hurtigruten, nata alla fine dell’Ottocento come linea postale lungo la costa norvegese e diventata nel tempo un’istituzione del Paese, di cui vi ho raccontato in un articolo dedicato. Ritrovare quella stessa cultura della navigazione anche alle Svalbard ha contribuito a rendere questa esperienza ancora più speciale.

Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

Le dimensioni contenute della nave, consentono di addentrarsi in fiordi dove imbarcazioni più grandi non possono arrivare, regalando una prospettiva privilegiata sui paesaggi dell’arcipelago.

È proprio questo l’aspetto che più caratterizza una mini crociera alle Svalbard: un’esperienza di navigazione intima e flessibile, dove il programma viene adattato giorno per giorno alle condizioni del mare, del ghiaccio e della fauna. Ogni itinerario è diverso e ogni giornata può riservare una sorpresa.

A convincermi è stato anche il fascino della Serenissima. Gli ambienti comuni dal gusto vagamente vintage e le cabine, semplici ma eleganti, creano un’atmosfera accogliente e raccolta, perfettamente in sintonia con lo spirito di un viaggio nell’Artico.

Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

La remota posizione geografica delle Svalbard, tra le isole russe di François-Joseph e la Groenlandia, fa sì che sia la natura a stabilire le regole.

Il ghiaccio può chiudere un fiordo, il vento può costringere una nave a cambiare rotta e la presenza degli orsi polari impone prudenza a chiunque si allontani dagli insediamenti. È un luogo dove l’uomo ha imparato ad adattarsi all’ambiente, non il contrario.

L’arcipelago appartiene alla Norvegia, ma gode di uno status particolare sancito dal Trattato delle Svalbard del 1920. I Paesi firmatari possono svolgere attività economiche e di ricerca in condizioni di parità, favorendo la presenza di ricercatori e cittadini provenienti da diverse nazionalità.

Longyearbyen è il principale centro abitato e il punto di partenza della maggior parte delle spedizioni. Il resto del territorio rimane in gran parte selvaggio e protetto.

È difficile immaginare che le Svalbard, oggi dominate da ghiaccio e montagne appuntite, abbiano avuto un passato completamente diverso. Milioni di anni fa si trovavano vicino all’equatore. Il viaggio delle placche tettoniche le ha lentamente spostate verso nord fino a farle entrare in collisione con la Groenlandia creando il paesaggio estremo che oggi incanta i viaggiatori

La combinazione di paesaggi grandiosi, fauna artica e rispetto assoluto per la natura rende le Svalbard una delle destinazioni più affascinanti del pianeta.

Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

Cinque giorni possono sembrare pochi per esplorare un arcipelago così vasto e remoto. Eppure nell’Artico il tempo sembra dilatarsi: ogni momento della navigazione e ogni sbarco lasciano impressioni intense, capaci di riempire un viaggio.

Navigando lentamente a bordo della Serenissima ho scoperto un luogo dove la natura sorprende ad ogni istante e dove l’imprevisto non è un’eccezione, ma parte dell’esperienza.

Il viaggio è iniziato a Longyearbyen, il principale centro abitato dell’arcipelago e uno degli insediamenti permanenti più settentrionali del mondo. Circondata da montagne spoglie illuminate dalla luce incessante dell’estate artica, la cittadina conserva quell’atmosfera di frontiera tipica dei luoghi ultimi. Qui vivono circa duemila persone provenienti di quaranta diverse nazionalità che, insieme ai numerosi visitatori, le conferiscono una sorprendente vivacità.

Appena fuori dall’abitato di Longyearbyen ci si imbatte nei celebri cartelli che avvertono della possibile presenza degli orsi polari. Non sono un’attrazione turistica, ma un promemoria molto concreto del fatto che qui la natura è ancora sovrana. Al di fuori del centro abitato non è prudente avventurarsi senza una guida esperta o un’adeguata protezione; per questo tutte le escursioni vengono accompagnate da guide armate, preparate a intervenire solo in caso di estrema necessità.

È una realtà che all’inizio sorprende, ma che insegna subito una lezione importante: alle Svalbard non è l’uomo ad adattare l’ambiente alle proprie esigenze, ma il contrario.

Nata all’inizio del Novecento come insediamento minerario, Longyearbyen si è trasformata nella base di partenza ideale per esplorare le Svalbard. Le tracce del suo passato sono comunque ancora leggibili negli edifici storici e nelle vecchie strutture industriali.

Imbarcarsi qui per una mini crociera alle Svalbard mi ha suscitato un misto di emozione e timore reverenziale di fronte all’immensità dell’Artico.

Quando la Serenissima iniziava a staccarsi lentamente dal molo, l’entusiasmo a bordo è diventato palpabile. Mentre ascoltavo il briefing delle guide sulle procedure di sicurezza e sulle regole da seguire durante gli sbarchi, lo sguardo correva verso le montagne immerse in una luce quasi irreale.

È in quel momento che ho preso davvero coscienza che stavo per intraprendere un viaggio fuori dall’ordinario.

Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

Gran parte della magia di una mini crociera alle Svalbard si vive proprio durante la navigazione. Non è un semplice trasferimento da un luogo all’altro, ma un susseguirsi di paesaggi che cambiano continuamente e invitano a rimanere sul ponte il più a lungo possibile.

I fiordi si insinuano tra montagne severe, modellate dal ghiaccio e ancora punteggiate di neve . A tratti il mare, immobile e turchese, riflette ogni dettaglio del paesaggio circostante.

In alcuni tratti compaiono piccoli iceberg trasportati lentamente dalla corrente. Poi, quasi all’improvviso, appare un fronte glaciale: una imponente parete di ghiaccio che si tuffa nel mare, con sfumature che vanno dal bianco al blu intenso .

Nel silenzio assoluto che spontaneamente tutti rispettano, il crepitio del ghiaccio antico che libera l’aria rimasta al suo interno, ha un suono speciale. Potrebbe ricordare il frizzare dei cubetti di ghiaccio in un cocktail, ma per me resterà sempre la voce delle Svalbard che sussurra al nostro passaggio.

Le dimensioni contenute della Serenissima le consentono di insinuarsi nei fiordi e di arrivare al cospetto degli enormi ghiacciai che ci fanno sentire incredibilmente piccoli di fronte all’immensità della natura.

Non ci sono tempi morti durante la navigazione: come amano ripetere le guide, gli avvistamenti si fanno dal ponte non dalle cabine. E basta un attimo per vedere da lontano due trichechi sdraiati su di un iceberg piatto o il volo improvviso degli uccelli marini.

Gli occhi restano costantemente rivolti verso il mare perché in un istante il paesaggio può animarsi di una presenza inattesa.

Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

Uno degli aspetti più emozionanti di una mini crociera alle Svalbard è l‘incertezza. Qualunque avvistamento è un evento e viene accolto con lo stupore di chi è consapevole di assistere a qualcosa di estremamente raro.

Prima di ogni sbarco le guide verificano attentamente che l’area sia sicura e accompagnano sempre i gruppi armate: la presenza degli orsi polari può essere del tutto imprevedibile. È un promemoria costante del fatto che qui l’ ambiente è ancora profondamente selvaggio.

Durante uno degli sbarchi una piccola volpe artica è comparsa in lontananza, quasi perfettamente mimetizzata tra le rocce e la tundra. Poco dopo, una foca nuotava tranquilla vicino alla riva, incurante della nostra presenza.

Sono stati incontri brevi, ma sufficienti a ricordaci quanto la fauna qui sia davvero padrona del territorio.

Un momento speciale è stato l’arrivo davanti all’isola di Moffen, una riserva naturale protetta famosa per la colonia di trichechi che la popola. La Serenissima si è fermata a debita distanza per non disturbare gli animali e, mentre brindavamo al superamento dell’80° parallelo nord, abbiamo potuto osservare questi giganteschi mammiferi distesi sulla spiaggia. È stato un modo davvero suggestivo di celebrare un traguardo geografico che sognavo da tempo.

L’emozione più intensa è arrivata del tutto inaspettata. Stavamo navigando verso l’80° parallelo dopo essere rientrati da un’uscita con gli Zodiac, quando la voce di una guida è risuonata dagli altoparlanti annunciando l’avvistamento di un orso polare!” . Nel giro di pochi attimi tutti ci siamo precipitati sul ponte. L’orso in lontananza camminava lungo la costa, poi si è tuffato in mare con naturalezza e ha iniziato a nuotare con sorprendente agilità, prima verso di noi per poi allontanandosi rapidamente.

Non avevo mai dato per scontato di vedere l’orso polare e anche se l’incontro è durato solo pochi minuti, difficilmente lo dimenticherò. In quel momento ho avuto la sensazione di essere davvero un’ospite nel suo mondo.

Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

L’ultimo giorno di navigazione, dopo il trekking mattutino a Tinayrebukta, avremmo dovuto raggiungere Ny-Ålesund, uno dei centri di ricerca più importanti dell’Artico e di fatto l’insediamento civile più settentrionale del pianeta.

Era una tappa a cui tenevo particolarmente: desideravo proprio spedirmi una cartolina dalla “fine del mondo” e scattare una foto davanti al suo iconico ufficio postale.

Ma alle Svalbard è sempre la natura ad avere l’ultima parola.

Dopo pranzo il comandante ci ha convocati tutti nel salone per comunicarci che una violenta perturbazione stava avanzando più rapidamente del previsto. Per evitare di affrontare il mare aperto nelle ore in cui erano attese le onde più alte, la nave avrebbe rinunciato allo scalo di Ny-Ålesund e avrebbe fatto immediatamente rotta verso Longyearbyen, cercando di raggiungere il suo fiordo protetto prima di mezzanotte.

C’è stato un attimo di delusione, ma nessuno ha protestato. Il comandante ci ha spiegato con grande tranquillità la situazione, rassicurandoci e invitandoci a restare nelle cabine durante il tratto più impegnativo della navigazione, mettendo al sicuro gli oggetti più fragili e, se necessario, rivolgendoci al medico di bordo per prevenire il mal di mare.

E così abbiamo fatto. Il resto del pomeriggio è trascorso in un dormiveglia intermittente, mentre dalla finestra della mia cabina cercavo inutilmente di seguire l’orizzonte. La nave si inclinava così tanto che il mio sguardo inquadrava alternativamente un frammento di mare e uno di cielo.

Quando il mare si è finalmente calmato era ormai mezzanotte. Mentre la Serenissima entrava lentamente nel fiordo, dove sarebbe rimasta all’ancora fino al mattino successivo in attesa di raggiungere il molo di Longyearbyen, il sole aveva bucato le nubi e brillava alto nel cielo.

Sembrava impossibile immaginare che poche ore prima il mare fosse in balia della tempesta: tutto appariva immobile e silenzioso, quasi che la furia delle onde fosse stata soltanto una proiezione della nostra immaginazione.

Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

Sono proprio l’imprevedibilità e il senso di rispetto verso una natura ancora incontaminata a rendere le Svalbard una delle esperienze più intense che abbia mai vissuto.

Queste isole ai confini dei ghiacci hanno superato ogni aspettativa, non solo per ciò che ho visto, ma per quello che ho provato. In pochi altri luoghi mi è capitato di percepire con altrettanta forza la potenza della natura e, allo stesso tempo, la piccolezza dell’uomo.

È una sensazione che mi accompagnerà a lungo e che, ne sono certa, mi riporterà ancora una volta verso il Grande Nord.

Mini crociera alle Svalbard: la mia esperienza

Nei prossimi articoli vi porterò ancora tra i ghiacci delle Svalbard, per raccontarvi gli incontri con la fauna artica, i ghiacciai più spettacolari e tutto quello che c’è da sapere per organizzare questo viaggio straordinario

Nel frattempo, se anche voi siete affascinati dal richiamo del Grande Nord, sul blog trovate altri racconti destinati alla Norvegia.

Kystriksveien la scenografica strada costiera norvegese

La strada costiera più spettacolare della Norvegia

Il sole di mezzanotte a Capo Nord

Un tramonto che è anche un’alba

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