Nelle mie frequenti frequentazioni della Provenza, cerco sempre le tradizioni che si nascondono dietro ogni usanza come assaggiare le navettes provenzali a Marsiglia alla Candelora.
Il 2 febbraio questi biscotti profumati ai fiori d’arancio raccontano un antico legame culturale con il mare e con la fede. La festa della Candelora, che chiude il tempo del Natale, è molto sentita in Provenza.
Io ho scoperto quasi per caso le navettes provenzali, nel mio girovagare alla ricerca delle usanze di questa terra così speciale. E le ho amate subito per il loro sapore delicato.
Conosciute praticamente solo a sud di Avignone, le navettes provenzali sono un dolcetto a forma di barca che commemora l’arrivo in Camargue delle Sante Marie.

Origine e curiosità delle navettes provenzali
Secondo la leggenda, una barca senza vele e senza remi approdò intorno all’anno 50 dopo Cristo, nel luogo in cui ora sorge la città di Saintes-Maries-de-la Mer.
Su quella barca che vagò per lungo tempo in mare prima di arrivare in Francia, si trovavano Maria Maddalena, Maria Salomé e Marta con suo fratello Lazzaro, fuggiti da Gerusalemme dopo la crocifissione di Gesù.
Per saperne di più sulla leggenda delle Sante Marie e di Sara patrona dei gitani, vi rimando al mio articolo:
Saintes-Maries-de-la-Mer e il pellegrinaggio gitano in onore di Sara la Nera

Per evocare l’arrivo delle Sante bordo della barca miracolosa, i marsigliesi inventarono le navettes che con la loro forma allungata ricordavano una nave.
Secondo un’altra versione, l’origine delle navettes provenzali risale alla scoperta di una statua della Vergine in legno colorato arenata al Vecchio Porto.
I marsigliesi interpretarono il ritrovamento come un segno del destino e lo celebrarono con un dolce….. a forma di nave.

La vera origine delle navettes provenzali è in realtà decisamente meno morigerata. La forma delle navettes riproduce il sesso di Venere e nell’antichità venivano preparate in occasione del solstizio d’inverno come auspicio di fecondità sia degli uomini che dei campi.
Come spesso accade, la Chiesa ha recuperato questa usanza pagana e l’ha trasformata nella Festa Cristiana della Candelora. Il 2 Febbraio si ricorda la presentazione di Gesù al tempio, 40 giorni dopo il Natale.
La candela, simbolo della luce divina, riprende la tradizione precristiana che celebrava la fine della buia stagione invernale.
E mentre nel resto della Francia il disco del sole, cioè la luce, è rappresentato dalle crêpes, tipicamente gustate per la Candelora, in Provenza si benedicono le navettes.
La benedizione delle navettes, il dolce della Candelora, a Marsiglia
Qualunque sia la loro origine, questi dolcetti a forma di barca delicatamente profumati ai fiori d’arancio, sono molto care ai Marsigliesi che ne mantengono viva la tradizione. Le navettes provenzali sono diventate un vero patrimonio culturale.
Le celebrazioni della Candelora a Marsiglia durano nove giorni e si svolgono nel quartiere dell’Abbey Saint- Victor alle spalle del Porto. Iniziano il 2 Febbraio all’alba con l’Arcivescovo che porta in processione la statua della Vergine lungo la Rue Sainte, dal Vieux Port all’Abbazia Saint- Victor. I fedeli tengono in mano dei ceri accesi.
Dopo la Messa presso il Four des Navettes che si trova di fronte alla chiesa ed è il più antico forno di Marsiglia, si procede alla benedizione delle navettes provenzali.
Secondo la tradizione si dovrebbero acquistare dodici navettes benedette il giorno della Candelora, una per ogni mese dell’anno.
Ma chi ci riesce a mangiare una sola navette al mese? Io no di certo visto che quando le compro non arrivo nemmeno a casa col pacchetto intero.

Dove assaggiare le migliori navettes di Marsiglia
Le navettes provenzali sono fatte con un impasto di farina, zucchero e burro aromatizzato ai fiori d’arancio e – forse – all’anice. Sono senza lievito e si possono conservare a lungo: basta scaldarle per ritrovarne la fragranza e il delicato profumo.
La ricetta è logicamente segreta e gelosamente custodita da oltre duecento anni presso il Four des Navettes. Inaugurata alla fine del 1700, questa panetteria ha attraversato la storia della città e prosegue orgogliosamente la tradizione di famiglia. Oltre alle navettes, qui potrete scoprire anche gli altri dolci della tradizione di Natale in Provenza come la pompe à l’huile e il Gibassier.
L’altra panetteria tradizionale dove mi piace entrare è Les Navettes des Accoules dove un pasticcere di origine corsa da quarant’anni ogni giorno sforma le sue profumate navettes provenzali. Il locale si troava nel Panier, un quartiere che mi piace moltissimo dove adoro regalarmi un pomeriggio pigro a girovagare per le sue viuzze.
Non perdetevi gli altri post dedicati a Marsiglia, una città sorprendente e sfaccettata: La bellezza struggente del Panier di Marsiglia Itinerario a Marsiglia per scoprire la sua anima meticcia Mucem: il museo che unisce le sponde del Mediterraneo












Marsiglia è una città a cui devo ridare una chance. Ci sono stata poche ore e non mi ha colpito molto, però secondo me l’ho sottovalutata.
Anche a me è capitato così, al primo impatto non mi ha colpito. E’ una città con grossi problemi ma il centro storico mantiene intatto il suo fascino
Come i marinai che hanno una donna in ogni porto io invece ho un dolce preferito in ogni paese che visito. Marsiglia però mi manca, prima o poi assaggerò anche che Navettes di Marsiglia!
E poi Marsiglia è davvero un porto!! Assaggiale e sono certa che ti piaceranno
Dovrò tornare a Marsiglia allora, le navettes mi erano completamente sfuggite e se dici zucchero, burro e aroma d’arancia (lo adoro nei dolci) io ci sono! 😄😠Non hai mica una foto più ravvicinata? Mi piacerebbe contemplarle da vicino per sbavare un po’ ðŸ˜ðŸ˜‹ðŸ˜‹
ah ah non ho fatto in tempo a fotografarle che sono sparite subito! La prossima volta che le compre le fotografo
Siamo stati diverse volte a Le Saintes Mariee de la mer. Un paesino magico per noi, dove riusciamo a coniugare l’amore per il mare con quello per la campagna, tra fenicotteri, promenade a cheval e mandrie di tori. Questi dolci sono semplici e gustosi, proprio come i luoghi in cui nascono.
Les Saintes Maries è un luogo veramente affascinante anche per la leggenda della barca delle tre Marie, chissà se è vero che la forma dei dolci deriva da quella barca… a me piace comunque pensare che sia così
Non sono mai stata a Marsiglia ma ce l’ho in programma per il prossimo anno! Non potrò assolutamente perdermi, quindi, le Navettes…sembrano deliziose! 🙂
Lo sono, credimi!
Pochi ingredienti per un prodotto di qualità. Non li ho mai assaggiati ma quando viaggio mi piace sempre provare i piatti tipici che comprendono ovviamente anche i dolci. Da segnare assolutamente!
sono una specialità poco conosciuta rispetto ad altri piatti caratteristici di Marsiglia come la bouillabaisse, ma credimi che le navettes sono deliziose!
La ricetta delle navettes mi incuriosisce molto, sono tutti aromi che mi piacciono davvero tanto. Devo farci un salto in questa Marsiglia 😉
E’ un biscotto che non è dolce come i biscotti, assomiglia a un grissino ma non lo è… bisogna proprio assaggiarla la navette!
Non ho mai provato questi dolcetti, ma dalla tua descrizione mi ispirano un sacco!
Molto interessanti anche le leggende riguardo alla loro invenzione, adoro conoscere queste curiosità sulle specialità culinarie di altri paesi.
Dovessi mai capitare a Marsiglia, non mancherò di assaggiarle 🙂
non sono particolarmente dolci ma molto profumati e fragranti e purtroppo una tira l’altra!
Amo moltissimo le navettes: il sentore di burro nei biscotti (in generale) è un qualcosa che mi manda fuori di testa.
Le navettes a me piacciono perchè non sono troppo dolci
Non siamo stati a Marsiglia, ma ben tre volte a Les Saintes Marie de la Mer. Nel prossimo road trip inseriremo ben volentieri questa tappa, proprio per assaggiare queste golose navettes!
a te che ami il Sud della Francia, la città di Marsiglia piacerà sicuramente.